Milannews24
·7 février 2026
Di Stefano analizza il Milan: «Non si prendono più i gol dell’anno scorso. Rafa lo metto sempre. Pioli diceva…»

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Il momento del Milan attraversa una fase di profonda trasformazione, non solo tattica ma anche dirigenziale. In un intervento ai microfoni di MilanVibes, il noto giornalista di Sky Sport Peppe Di Stefano ha voluto fare il punto su uno dei temi più caldi in casa rossonera: il rendimento e la centralità di Rafael Leao. L’attaccante portoghese, esterno offensivo dotato di uno scatto bruciante e di una tecnica individuale sopraffina capace di saltare l’uomo con estrema facilità, resta il perno attorno a cui ruotano le fantasie dei tifosi del Diavolo.
PAROLE – «Rafa non ha la sesta. Io nella mia squadra lo metto sempre dentro. Per me è uno dei più forti giocatori che ci sono in Italia in questo momento. Non avrà la continuità che vogliamo, ma è così. Rispetto ad anni fa il Milan gioca molto meno in attacco rispetto a prima. Il Milan di Pioli creava tantissimo, era un gioco offensivo. Ricordo un’intervista a Pioli quando disse: “volevo vincere partite 1-0, ma questa squadra deve segnare un gol in più dell’avversario. Con Allegri non funziona così. L’ha detto il 7 luglio: ” intanto dobbiamo chiudere la porta”. Intanto in fase difensiva il Milan non prende i gol che prendeva l’anno scorso. Chiaramente se tiri la coperta da una parte si accorcia dall’altra. La palla staziona molto di più dietro. Se prima Pulisic e Leao avevano dieci palloni per dribblare, ora molto meno. Poi chiaro che incide questa infiammazione che se esageri poi stai 2/3 mesi fuori. Vanno fatte delle valutazioni in chiave futura. Salva Leao il fatto di giocare ogni 7/8 giorni.
Il Milan rinnova il contratto a un Maignan come è giusto fare per un club che ha grandi ambizioni. Tutto bene quel che finisce bene. Trovare un altro portiere avrebbe necessitato di tempo e risorse, Maignan qua è un leader. Per me meglio quest’anno dell’anno dello Scudetto»
Secondo Di Stefano, sebbene il numero dieci non abbia ancora trovato quella “sesta marcia” costante, la sua presenza in campo resta imprescindibile. In una squadra ora guidata da Massimiliano Allegri, allenatore livornese celebre per il suo pragmatismo tattico e la capacità di gestire i campioni con un approccio volto all’equilibrio, il talento di Leaodeve trovare una nuova collocazione.
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