💔 Diomande, lettera alla sorella scomparsa: “Vivo e gioco per te, ma non provo piĂč nulla” | OneFootball

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·18 juin 2026

💔 Diomande, lettera alla sorella scomparsa: “Vivo e gioco per te, ma non provo piĂč nulla”

Image de l'article :💔 Diomande, lettera alla sorella scomparsa: “Vivo e gioco per te, ma non provo piĂč nulla”

Yan Diomande ha deciso di scrivere una lettera alla sorella Roxanne scomparsa nel 2025 dopo il match vinto dalla sua Costa D’Avorio contro l’Ecuador.

La lettera di Diomande

“Cara Roxane,


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Ti ricordi quando qualcuno mi comprĂČ una maglia falsa dello United, e io scrissi Ronaldo 7 sul retro con il pennarello nero?”

“Non conoscevamo ricchi o poveri. Conoscevamo solo la felicità.”

“Ti ricordi 25 persone che dormivano in una sola casa ad Abidjan? Mamma voleva guardare le sue telenovele. Tutti gli altri volevano guardare i film. Ti ricordi come facevo finta di dormire e poi andavo nella stanza della TV dopo mezzanotte? Accendevo la TV a volume bassissimo. Solo due tacche. Guardavo il calcio al buio e sognavo.”

“Ti ricordi quando gli adulti mi videro giocare a calcio nella polvere e mi soprannominarono “Roberto Carlos” per quanto tiravo forte? E ti ricordi come ero segretamente cosĂŹ arrabbiato per questo, perchĂ© CR7 era il mio idolo?”

“Ti ricordi quando andai a giocare cosĂŹ lontano da casa? Avevo 9 anni. Inter Foot Sud ComoĂ©, fino al confine con il Ghana. Solo un ragazzino da solo. Non so se ti ho mai raccontato questa storia, ma io e gli altri bambini andavamo nel villaggio e rubavamo patate perchĂ© avevamo tanta fame. Facemmo una ‘rapina in banca’. Due bambini distraevano il proprietario del negozio, e altri 18 correvano fuori con due patate. Non erano nemmeno buone. Ma avevano un sapore incredibile. Hahahah. È ancora la mia cosa preferita da mangiare. Patate bollite con un po’ d’olio. Mi ricorda quei tempi.”

“Ti ricordi quando ebbi i miei primi veri scarpini da calcio, e dormivo con loro? Cresciuto, giocavo sempre con quei sandali di plastica bianca. Anche quando torno a casa ora, continuo a giocare con quelli. È la nostra tradizione.”

“Ti ricordi quando tornavo a casa, e tu dicevi ai miei amici del quartiere: «PerchĂ© avete smesso di allenarvi? Yan non vi comprerĂ  delle macchine. Dovete continuare a lavorare».”

“Avevi 10 anni, e già facevi la mia agente.”

“Ti ricordi come ci sedevamo e sognavamo di trasferirci in Francia? Come saremmo andati a fare shopping e avremmo avuto il nostro appartamento e io sarei stato un calciatore ricco con macchine e una grande casa, e tu non avresti dovuto preoccuparti di niente. Eri tu quella che credeva sempre che potessi essere il prossimo Cristiano, quando tutti gli altri ridevano.”

“Ti ricordi quando mi trasferii in America per il liceo a 15 anni, e avevo una tale nostalgia di casa? Non capivo cosa dicesse nessuno per mesi. Mi misero seduto accanto a un ragazzino francese, e lui cercava di tradurmi tutto quello che diceva l’insegnante. Ti ricordi quando ti chiamai, dicendo: «Non ci crederai, i ragazzini qui litigano con gli insegnanti».”

“A casa, lo sai, non avremmo osato nemmeno sbattere le palpebre davanti ai nostri anziani.”

“Ti ricordi quando non riuscivo a credere che i ragazzini fumassero dopo la scuola? Tu dicevi che sembrava che fossi in una serie TV americana.”

“Ti ricordi quando mi portarono in prova al Bournemouth? Al Chelsea, ai Rangers, all’Olympiacos, al Crystal Palace? Eze e Olise si avvicinarono a me dopo un allenamento e dissero: «Ehi ragazzo, sei davvero bravo».”

“Ma non mi hanno firmato comunque.”

“Perfino le squadre B in MLS non mi volevano. Non sapevo nemmeno il perchĂ©. Non mi hanno mai dato una ragione. Gli adulti gestivano tutto. Mi portavano in giro per tutta l’Europa, e tutti continuavano a dire di no.”

“Il mio visto era scaduto. Il mio sogno era finito. Mi rimandarono in Africa, e piangemmo insieme.”

“Eri tu quella che non ha mai smesso di credere. Qualche settimana dopo, firmai per il LeganĂ©s e piangemmo lacrime diverse.”

“È stato allora che provavo ancora emozioni. Ora, non sento niente. È come se non fossi nemmeno umano. Da quando sei morta, sono solo vuoto.”

“Non credo di aver versato una lacrima il giorno in cui mi dissero che te n’eri andata. Ero solo sotto shock.”

“È stato qualche settimana dopo il mio esordio con il LeganĂ©s. Chi fa il suo esordio a 18 anni contro il Real Madrid? Era troppo folle. Era un sogno.”

“E poi Ăš diventato un incubo. Qualcuno continuava a chiamarmi da casa. Ero infastidito. Non capivo perchĂ© insistessero a chiamarmi.”

“Ho risposto, e non hanno nemmeno attenuato il colpo. Lo sai come funziona a casa. Niente emozioni. Solo

..

«Tua sorella se n’ù andata.» «Cosa?» «È morta.» «Di cosa stai parlando?» «Qualcuno ha messo qualcosa nel suo drink a una festa, e non si Ăš piĂč svegliata. Se n’ù andata.»”

“Avevi 15 anni.”

“15.”

“Non ho mai avuto risposte. Non so se voglio sapere il perchĂ©. Forse era gelosia. Forse Ăš solo qualcosa che succede nel nostro paese. Forse avrei potuto proteggerti. Non lo so.”

“Provo a fidarmi del piano di Dio. È tutto quello che posso fare. Non cerco di dimenticare, perchĂ© so che non dimenticherĂČ. Tutto quello che posso fare Ăš usare il dolore per lavorare piĂč duramente, e per realizzare tutto quello di cui abbiamo sognato.”

“Ho scritto questo perchĂ© non riesco a parlarne. Ho scritto questo perchĂ© voglio che tu sappia che mi assicurerĂČ che tu viva ancora. Mi assicurerĂČ che tutti conoscano il tuo nome. Il mondo intero.”

“Tutto quello che faccio in campo, ù per te.”

“È successo così tanto da quando ti ho vista l’ultima volta

 Non ci crederesti nemmeno. Non so se ci credo io.”

“Sai qual Ăš la cosa folle? Dopo il mio esordio contro il Madrid, ho addirittura scambiato la maglia con MbappĂ©. Ti ricordi quando lo guardavamo in TV, e tu dicevi: «MbappĂ©? SĂŹ, Ăš bravo. Ma mio fratello Ăš meglio».”

“Avevo torto su una cosa. Non voglio essere ricco. Vedo cosa fa alle persone, persino alla famiglia. Quando ero al LeganĂ©s, tutto quello che guadagnavo lo mandavo a casa. È arrivato al punto in cui non volevo piĂč soldi. Era solo un peso. Non smettevano mai di chiedere. Immagino pensassero che fossi giĂ  milionario. Non avevo nemmeno un appartamento. Vivevo al centro di allenamento in una stanza senza TV. Solo calcio e sonno, calcio e sonno.”

“Non volevo una grande casa. Non volevo macchine. Volevo solo mettere tutto nel calcio. Tutto per mostrare al mondo che mia sorella aveva ragione

.”

“Ha
. penserai che sia divertente. Quando mi sono trasferito all’RB Leipzig, arrivavo sempre in ritardo. Beh, non in ritardo. Ma ero puntuale, il che in Germania significa che sei molto in ritardo.”

“Quindi sai giĂ  cosa ho fatto dopo. Ho iniziato ad arrivare 90 minuti prima a tutto. Ero cosĂŹ puntuale tutto il tempo che i ragazzi hanno iniziato a chiamarmi «Il Tedesco».”

“Devo sempre esagerare con tutto. Non ho zero chill. Lo dicevi sempre tu.”

“Il campo ù l’unico posto in cui mi sento a casa ormai. È il posto in cui mi sento calmo, e posso parlarti. Vorrei solo che fossi ancora qui per poterti dire
.. Ce l’abbiamo fatta.”

“Tutto quello che hai detto si ù realizzato.”

“Partiamo per il Mondiale domani. Sul serio. Tuo fratello giocherà per la Costa d’Avorio, come Drogba, come Yaya, come Gervinho.”

“Non lo vedo nemmeno come una partita. Lo vedo come un palcoscenico. Questa Ăš la mia occasione per mostrare al mondo intero quello che vedevi in me. Ogni volta che segno, mi assicurerĂČ che tutti conoscano il tuo nome. Mi assicurerĂČ che non ti dimentichino.”

“Dicevi sempre che potevo essere meglio di Cristiano. Se lo vedrĂČ lĂŹ, gli dirĂČ ciao da parte tua.”

“AndrĂČ a fare quello che hai predetto, te lo giuro. Prima ancora che avessi scarpini veri, dicevi a tutti: «Mio fratello sarĂ  il piĂč grande del mondo».”

“DimostrerĂČ che avevi ragione, o morirĂČ nel tentativo
 Tuo fratello, Yan.”

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