⚪️🔵 Fabregas: “Morata c’è, ecco quando torna Diao. Su Nico Paz e i rigori…” | OneFootball

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·13 février 2026

⚪️🔵 Fabregas: “Morata c’è, ecco quando torna Diao. Su Nico Paz e i rigori…”

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L’allenatore del Como Cesc Fabregas ha presentato il match contro la Fiorentina nella consueta conferenza stampa della vigilia, come riportato da TMW.

Quanto merito c’è da parte sua nell’impresa di Napoli? “Merito di tutti, è un lavoro. Sappiamo che il tempo ti dà più possibilità di lavorare certe dinamiche che sono importanti per noi. In 2 o 5 allenamenti è difficile. Nel calcio tutti ti studiano, noi stiamo trovando una continuità nel gioco facendo anche cose diverse e che i ragazzi capiscono bene. Tutto parte da qua. Tutti i dettagli contano, ma merito grandissimo alla squadra”.


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Come giudica questo momento della Fiorentina? “Sono d’accordo, la Fiorentina è una grande squadra. Ha una società molto importante, la conoscete più di me. Da spagnolo so che la Fiorentina è storica, lo è sempre stata. Capisco sia una sorpresa vederla là in classifica. Ma 9-10 titolari hanno fatto un campionato bellissimo la scorsa stagione. Poi la linea tra vincere e perdere è sottile, la società ha investito tantissimo. Non ho avuto la fortuna di andare al Viola Park ma me ne hanno parlato benissimo. Hanno fatto acquisti importanti. Domani andremo con la mentalità di vincere la partita, così come loro”.

Si aspettava l’esplosione di Baturina? “Non portiamo i giocatori qui tanto per fare. C’è uno studio, un’interpretazione. C’è gente che subito si adatta, altri hanno bisogno di più tempo. Ci sono tante dinamiche diverse, caratterialmente e a livello di mentalità. Il percorso è tempo, di adattamento per tutti, studiare e vedere le cose. Adesso pensavo alla sua esplosione giocando come esterno e non venendo dentro, per me è una mezzala e un trequartista. Ma anche altri stanno facendo bene. Comunque bravo tutto lo staff a capire in che situazioni sia più comodo e dove invece sia più difficile. Martin non si aspettava di essere questo giocatore adesso. Si parla, si lavora in campo. Vojvoda un esempio chiarissimo, può fare il quinto, il braccetto, il terzino, può giocare a sinistra come contro l’Atalanta. Martin comunque ha trovato il suo spazio e in questo momento è molto importante e decisivo per la squadra”.

E quanto è soddisfatto del suo percorso di allenatore? “Non lo so. Soddisfatto è una parola che non entra nel mio dizionario. C’è sempre qualcosa di più. Sono contento, vedo che la gente risponde, si sta creando qualcosa di bello. Anche l’altro giorno ai rigori sentivo un’energia, tutti attaccati e coinvolti, anche chi era fuori. Pure Vigorito vicino a Butez, per dargli coraggio e dargli altre informazioni, il dettaglio è importantissimo ripeto. Una persona in generale è soddisfatta quando si inizia a fare qualcos’altro, ma sono contento di vedere come stia crescendo la società in generale”.

Ha tolto Paz perché si stava per arrivare ai rigori? “No, Baturina stava giocando una grandissima partita, ho voluto finire la partita a cinque dietro con Vojvoda. Per gli ultimi 10-15 minuti evitare i contropiedi. La partita però è cambiata, abbiamo avuto due grandissime occasioni alla fine per vincerla comunque. Io non ho mai la paura però, se Nico sbaglia 10 rigori non lo tolgo per non farlo giocare. Se dovrà giocare al Real Madrid, dovrà vivere con quest’etichetta e la pressione addosso. Io non toglierei mai un giocatore per paura di farlo calciare. Smolcic ha calciato per la prima volta un rigore, ma lo vedo allenarsi, con una personalità incredibile. Mi piace cambiare le caratteristiche quando di fronte ai Savic in porta. Baturina stava bene invece”.

Come sta la squadra? “Domani la partita più importante della stagione. Sono tutti disponibili per giocare tranne Goldaniga e Diao, che ieri hanno iniziato a lavorare con la squadra per una parte dell’allenamento. Diao per la partita con il Lecce o la partita di Coppa Italia potrebbe tornare, potrebbe essere la data giusta. Così come Goldaniga”.

Come è cambiata la Fiorentina dopo il mercato di gennaio? “Ci sono tanti cambiamenti rispetto alla sfida di Coppa Italia e domani. Grande squadra, grande allenatore, oggi abbiamo preparato bene la partita, siamo convinti di quello che vogliamo fare”.

Come sta Lahdo? Può giocare? “Adrian è giovanissimo, un giocatore del futuro. Lo seguivamo da un anno e mezzo. È preparato per giocare, ha personalità, ma siamo tranquilli. Ma sta sempre con noi a lavorare. Deve lavorare fisicamente, sarà un’alternativa per il futuro. A me non me ne frega niente dell’età, ma deve capire tantissime cose prima di poter dire che è preparatissimo. Dove può giocare? È una mezzala”

TMW – Quanto conta la partita di domani? In parallelo ci saranno diversi scontri diretti che potrebbero cambiare un po’ la classifica, tra Lazio-Atalanta, Inter-Juventus e Napoli-Roma. Tenendo conto che avete ancora il recupero contro il Milan… “Io mi guarderei tutte le partite. Noi dobbiamo provare a vincere domani, per vincere la gara e poi preparare il Milan. Non dobbiamo pensare alle altre, concentrarsi solo su di noi. Noi, noi, noi. Non le altre. Dipendiamo da noi. Morata? Due giorni prima di Napoli ha sentito qualcosa dopo l’adduttore, io non voglio prendere nessun rischio. Se devono perdere una partita o due meglio rispetto a 4-5-6 settimane. Lui era convinto di stare bene, io non volevo rischiare niente. Però si trova bene ed è la cosa più importante”.

Lei da giocatore vorrebbe avere lei da allenatore? “Penso che abbiamo dei grandissimi giocatori, Sergi Roberto, Caqueret, Perrone hanno caratteristiche per il calcio che voglio io. Io sono un grande fan del centrocampo, Nico e Martin sono sempre coinvolti nella costruzione. La cosa più importante per me è quello che vogliamo fare il calcio, per me questo è sempre abbastanza”.

Sulle polemiche del calendario dopo Napoli, gli impegni ravvicinati del Como ogni 60 ore tra questa e la prossima settimana… “È difficile. Capisco sia difficile gestire tutto, giudicare quando non si è dentro a chi organizza i calendari è complicato. Ma per le squadre, questioni di logistica… mi piace questo hotel a Napoli, ma non c’è spazio o ci sono poche camere. Non c’è una programmazione chiara, è molto disturbante e cambia tante cose. Io sono preparato per domani, questo non è un lavoro nostro ma ovviamente mi piacerebbe sapere già tutto prima. Senza diversità. Oggi nel calcio 24 ore sembra una cazzata ma è tanto per un recupero fisico di un giocatore.

Cosa ha provato nel portare la fiamma olimpica? “Bellissimo il confronto con la nostra gente, davanti a tanta gente e finire con la fiamma olimpica… era pienissimo. Un grandissimo piacere, sicuramente potrei rifarlo tantissime volte, è stato speciale. È stato davvero bello, più emozionante di quello che mi aspettavo. Sono una persona che ha avuto la fortuna di stare a Barcellona 9 anni, mio papà è sempre stato fuori di casa e io ho sempre viaggiato nel mondo. Se sono a Como, mi sento italiano. Il calcio italiano è il mio calcio. Lo sento così. Se un giorno lavorassi in Russia, mi sentirei così. Voglio imparare la lingua, la storia, per imparare con molta più passione. Dico la “nostra” gente per come mi trattano, se rimarrò qui 10 anni o un giorno o tutta la vita”.

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