Fedele al Calcio – Pescara, Sebastiani tra intuito e resilienza: il ritorno di Insigne ha aggiunto valore a una presidenza iconica | OneFootball

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·30 janvier 2026

Fedele al Calcio – Pescara, Sebastiani tra intuito e resilienza: il ritorno di Insigne ha aggiunto valore a una presidenza iconica

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Quindici anni di presidenza (ma il suo rapporto con il Pescara era già partito durante il mandato De Cecco) attraversati disprezzando qualsiasi forma di linearità. Daniele Sebastiani ha surfato su qualsiasi tipologia di onda, senza mai cadere definitivamente dalla tavola, rivelando una spiccata resilienza, mescolata a tenacia e a quel pizzico di ironica leggerezza che stimola un’innata intraprendenza.

Non si può definire diversamente un uomo che, pur avendo l’opportunità di dire ben altro grazie a curriculum e risultati, alla domanda circa la sua più grande dote iniziale rispose, senza alcun timore, “la fortuna”. Pur volendo accoglierne l’umiltà, è altresì chiaro che la fortuna, se non coccolata, si rivela un’effimera fiamma.


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Sebastiani, che in una vita precedente ha colto le opportunità lavorative del settore tecnicamente definito parabancario (il leasing su tutte, di cui divenne uno dei pionieri su suolo abruzzese), ha trasferito questa propensione all’intuizione anche nel calcio, dove i suoi meriti vanno spacchettati, approfonditi e, di conseguenza, sottolineati.

Il primo tema riguarda l’aver riportato il sole a Pescara dopo circa vent’anni, con il ritorno in Serie A. Un sogno diventato realtà in due occasioni, intervallate e seguite da emozioni contrastanti ma indubbiamente intense. Il Pescara, in questa fase storica, non lo si può definire anonimo, anzi, e la spiegazione risiede anche in chi ne disegna la direzione.

Sviluppato il tema meramente agonistico, è doveroso ricordare la facilità di scoperta e coltivazione di talenti dell’era Sebastiani (esotici come Lapadula, Torreira e Quintero, solidi come Cristante e Mandragora, senza dimenticare i più recenti Arena e Dagasso, ma ce ne sarebbero tanti altri). Calciatori individuati in altre parti del mondo, valorizzati in prestito o prodotti internamente (il settore giovanile, postilla lodevole, è sempre stato centrale per il presidente).

Un calderone di discorsi tecnici accompagnati, come detto in apertura, da una presenza costante, senza mai venire meno al proprio ruolo e, al contempo, certificando continuamente il proprio impegno. Sebastiani, che non sarà certamente scevro da critiche, non è mai goffamente scappato dalle responsabilità derivanti da una figura, la sua, cruciale per organigramma e significato.

Il ritorno di Lorenzo Insigne, nella letteratura che accompagna il protagonista della nostra storia, probabilmente segue quest’ampia autostrada dove in ogni corsia c’è uno dei temi trattati: il calcio giocato; l’ambizione; l’auspicio che il romanticismo trovi contestualmente una declinazione pratica, fatta dei gol e degli assist che ci si aspetta dal Magnifico, tornato dove la sua carriera è definitivamente sbocciata, in un momento di netta difficoltà sportiva, con l’ultimo posto in classifica che è imbevuto di inevitabile tristezza; una scelta inaspettata e sorprendente, che avrà generato quel pizzico di necessaria soddisfazione nei confronti di se stesso, che per un Presidente di una forma mentis diametralmente opposta alla media attuale è – probabilmente – fruttuosa per non spegnere la propria fiamma.

Daniele Sebastiani, destinato a essere uno dei protagonisti dei libri che verranno sul Delfino.

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