DirettaCalcioMercato
·9 juillet 2026
Fiorentina, Grosso si presenta: “Un club storico, sento orgoglio e ambizione. Kean e Fagioli non si toccano! Su Atta…”

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Il nuovo allenatore della Fiorentina, Fabio Grosso, si è presentato quest’oggi alla stampa: le sue dichiarazioni.
Dopo quanto di buono fatto al Sassuolo, Fabio Grosso ha deciso di ripartire dalla panchina della Fiorentina. Il compito del tecnico sarà quello di rilanciare una squadra che l’anno scorso ha vissuto una fase di declino. Quest’oggi il campione del mondo si è presentato in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni.
A 20 anni dal rigore contro la Francia, cosa rappresenta la Fiorentina per la sua carriera?
Il nuovo tecnico esprime profonda gratitudine per la chiamata a Firenze, ricordando al contempo il suo passato glorioso da calciatore e il percorso da allenatore: “Intanto ringrazio i Direttori per questa opportunità, così come la Proprietà. La Fiorentina è un club storico e allenarla è motivo di orgoglio. Voglio ringraziare anche il Sassuolo con cui ho trascorso due anni bellissimi, con un percorso importante che mi ha permesso di essere qui. Sono passati 20 anni da quel rigore, ma rimangono sempre d’attualità, a prescindere dai risultati sportivi. Il livello che abbiamo toccato è stato così alto che è rimasto nelle pagine di storie. Nel frattempo ho cambiato lavoro, essere tecnico o giocatore è completamente diverso, dove sto cercando di essere migliore. Oggi è una data storica e ne sono passati 30 da una vittoria in un campionato juniores nel club in cui sono partito. Oggi ho voltato pagina e grazie a Paratici ho avuto modo di buttarmi con i ragazzi che hanno fatto accendere in me una fiammella che continua ad ardere. Sono contentissimo di questa opportunità, conosco le responsabilità e spero di costruire qualcosa di bello”.
Nel suo nuovo percorso alla Fiorentina sente più responsabilità o ambizione?
Grosso non si nasconde e punta a un progetto solido e duraturo insieme alla dirigenza toscana, analizzando il mix di emozioni per questa nuova sfida: “E un mix. Ci stiamo confrontando tanto da quando è finito il campionato. Stiamo cercando di mettere dei tasselli e di far crescere sotto tanti punti di vista questo club, per avere una Fiorentina competitiva e duratura”.
La Fiorentina non vince un trofeo da 25 anni: quanto è importante riportare una vittoria a Firenze?
Il nuovo tecnico punta tutto sul fattore emotivo e sulla motivazione del gruppo per accendere la passione della piazza viola: “Ovviamente è nel sogno di tutti. Le emozioni per me sono determinanti, spostano le situazioni. lo vivo di emozioni. Lo ero 30 anni fa, lo ero 20 anni fa, lo sono oggi. Quando le emozioni mi abbandoneranno mi vedrete meno… lo cerco di trasferire queste sensazioni, di sentire nella pancia che qualcosa arde e di alzare sempre l’asticella, step dopo step. Oggi siamo al giorno 1, dobbiamo ancora fare tanto, voglio conoscere i ragazzi e capire cosa sentono. Trasmettere loro la responsabilità di rendere orgoglioso un tifo come quello di Firenze”.
Di cosa vorrebbe essere maggiormente orgoglioso nel suo percorso alla guida della Fiorentina?
Il tecnico fissa gli obiettivi stagionali, puntando su una squadra che sappia imporre il proprio gioco e che si concentri sulla concretezza: “Vorrei fare qualcosa di bello, rendere la Fiorentina una squadra protagonista del nostro campionato. Mi piace immaginare cosa vorrei diventare, dove vorrei andare, farlo ti aiuta a schiarire la strada per perseguire questi obiettivo. Certo serviranno i fatti, più che le parole”.
Avete già definito la lista dei giocatori cedibili o che non rientrano nei piani del club?
Grosso analizza la situazione attuale della rosa e del mercato viola, rimandando i discorsi individuali al momento del raduno ufficiale: “Stiamo facendo le ultime cose, anche se le cose sono in continuo evoluzione e anche oggi ci dovrebbero essere delle novità (ride, ndr)… lo vorrei rimettere al centro i giocatori, sono loro gli attori che devono esprimere le proprie qualità. Ancora i ragazzi non li ho chiamati: li vedrò a partire da domenica, ormai ho pensato di lasciarli fino all’ultimo al loro recupero. Il tempo di dirci le cose ce lo abbiamo. Non voglio fare nomi quando le cose non sono ancora certe”
Quale sarà il modulo tattico della nuova Fiorentina di Fabio Grosso?
Il tecnico ha sciolto i dubbi sul sistema di gioco di riferimento, puntando su una precisa identità tattica pur rimanendo aperto a soluzioni flessibili: “Oggi è importante avere le idee chiare, sennò si è soggetti a turbolenze perché siamo sempre sotto pressione. Mi è sempre piaciuto provare a mettere in campo una squadra con qualità morali e coraggio a livello offensivo. L’idea chiara di come costruire la Fiorentina c’è ed è quella di affidarsi al 4-3-3, poi chiaramente ci sono delle caratteristiche o delle situazioni che possono portare a dei cambiamenti”.
Come verrà utilizzato il nuovo acquisto della Fiorentina, il centrocampista Atta?
Grosso ha promosso a pieni voti l’operazione di mercato condotta dalla società viola, rivelando la sua precisa idea sulla collocazione in campo del giocatore: “Faccio i complimenti al Direttore, qualche giorno fa gli scrissi un messaggio: “ma siamo sicuri…” (ride, ndr). Per me è un giocatore molto forte con grande potenziale. lo immagino nel ruolo di mezz’ala sinistra”.
C’è un’immagine o un messaggio particolare che le piacerebbe trasmettere fin da subito?
Il nuovo allenatore preferisce la spontaneità ai discorsi costruiti a tavolino per instaurare un legame autentico:“Queste cose non le preparo, vengono fuori da sole. Ancora non ce le ho, quelli sono fili conduttori che mi accompagnano nel percorso”.
Come si è preparato a gestire la forte pressione di una piazza esigente come quella viola?
Grosso si dice pronto a raccogliere la sfida, esaltando la passione di Firenze e tracciando la linea guida del suo lavoro insieme alla dirigenza: “Quando hai delle responsabilità chiedo a me stesso di fare le cose per bene. lo sono contento che mi abbiano scelto e se lo hanno fatto vuol dire che hanno riconosciuto in me le qualità per superare le insidie che ci saranno. Qui la passione è grandissima, Firenze è una città conosciuta nel mondo, io queste cose le sento, cosi come sento tanta voglia di mettermi a lavoro per costruire qualcosa di grande. paratici sta lavorando sodo per mettermi a disposizione ragazzi bravi, poi sta a me rendere questi ragazzi bravi una grande squadra. Voglio essere meritocratico e coerente, mettendomi in discussione e provandoci sempre. Sappiamo in che ambiente lavoriamo: favoloso e pretenzioso, ed è giusto così”.
Ha già deciso chi sarà il nuovo capitano della Fiorentina per la prossima stagione?
La scelta della leadership all’interno dello spogliatoio non sarà affrettata e dipenderà dai primi colloqui individuali con il gruppo: “Sarà una delle tante decisioni importante. Prima mi piacerebbe conoscerli, sentire le loro motivazioni che devono essere altissime. Voglio capire chi sente e chi ha voglia di portare avanti questi valori”.
Qual è il suo giudizio su Thorstvedt come possibile obiettivo di mercato della Fiorentina?
Interpellato sul centrocampista accostato ai viola, il tecnico preferisce non sbilanciarsi nel rispetto del club di appartenenza del giocatore: “Non mi piace parlare giocatori di altre squadre. Colgo l’occasione per ringraziare i giocatori che ho avuto e che sono stati favolosi. È un ragazzo con qualità importanti e al momento è giusto che pensi al Mondiale”.
Qual è il suo giudizio sui nuovi acquisti della Fiorentina, Viery e Dragusin?
Il tecnico si fissa sul lavoro della dirigenza e analizza le caratteristiche dei due nuovi rinforzi per il reparto arretrato: “In base ai giocatori con cui riusciremo a creare la rosa capiremo le loro caratteristiche. lo cercherò di esaltare le qualità dei ragazzi. Di Viery e Dragusin sono informato e mi fido del Direttore. Viery è un ragazzo giovane con tanto potenziale, lo voglio conoscere e scoprire per capire le sue potenzialità. Dragusin lo conosciamo meglio, arriva da un top club ed è un acquisto importante”.
Cosa significa per lei ritrovare Moise Kean e quale sarà il suo ruolo nell’attacco della Fiorentina?
Grosso ricorda gli inizi della carriera del centravanti ai tempi delle giovanili bianconere, blindandolo come un elemento cardine del progetto viola: “Ho iniziato alla Juve e lui era nelle categorie inferiori. Lo abbiamo portato in primavera prima del previsto, è uno che ha bruciato le tappe perché ha doti fisiche e tecniche. Ha sempre avuto grande ambizione di diventare un giocatore mondiale. Non vedo l’ora di riparlarci: per me è un giocatore importante di questa squadra”.
Nicolò Fagioli sarà al centro del centrocampo e della manovra della nuova squadra?
Spesa un’ulteriore investitura importante anche per il regista azzurro, di cui l’allenatore apprezza la visione di gioco e i margini di crescita: “Posso fare copia incolla di quanto detto per Kean. Anche lui ha qualità altissime e può fare ancora grandi miglioramenti in fase di costruzione. Parliamo di un ragazzo che ho sempre piacere di rivedere perché lo ammiro tanto. Anche lui è importante per questa squadra”.
Qual è il suo punto di vista sui giovani dopo i recenti successi della Primavera e dell’Under 18 della Fiorentina?
Il neo-allenatore elogia il lavoro del vivaio viola, tracciando la sua filosofia basata sul merito e sulle opportunità da concedere ai talenti emergenti: “Faccio i complimenti al settore giovanile viola per i trofei conquistati. Per me i ragazzi bravi giocano, a prescindere dall’età. Mi piace immaginare cosa possono diventare i ragazzi, ma poi serve che gli dia delle opportunità, non posso immaginare e basta. Detto questo, noi vogliamo essere competitivi e per questo servirà il giusto mix, ma è nei nostri pensieri i avere in rosa dei ragazzi con potenziale”.
In quale ruolo e posizione tattica vede Albert Gudmundsson nel suo scacchiere?
Grosso analizza le caratteristiche uniche dell’attaccante islandese, escludendo alcune opzioni e rimandando la decisione finale al lavoro sul campo: “E difficile parlare di moduli perché sono le caratteristiche che determinano anche il modo di giocare. La libertà di movimento in un calcio che si gioca sempre più ad uomo può essere un vantaggio. Albert ha dimostrato qualità, ci voglio parlare e capire quelli che può essere la sua sensazione. lo voglio in squadra chi vuole lavorare sodo. Non è un esterno, ma nemmeno una punta. Mezz’ala? Non lo immagino in quel ruolo, specialmente dopo l’acquisto di Atta. Poi allenandolo magari provo a capire quelli che sono i suoi pregi e a nascondere i difetti”.
È una sfida gestire la preparazione estiva al Viola Park con il caldo di questi giorni?
Il tecnico difende la scelta societaria di rimanere a Firenze per il ritiro, esaltando le strutture all’avanguardia del club e l’approccio mentale alle difficoltà climatiche: “Noi abbiamo un centro sportivo unico, devo ancora finire di girarlo da com’è grande. Rimanere qui è stata una nostra scelta, per provare a costruirci meglio. Sappiamo del caldo ma è una scelta che tanti club fanno. Tutte le situazioni possono portare vantaggi e svantaggi, cercheremo di provare ad allenarci quando fa meno caldo e resistere al clima: in qualsiasi percorso, sport o lavoro ci sono difficoltà, la bravura è saperci cogliere delle opportunità in esse”.
Il suo primo obiettivo sulla panchina viola sarà quello di proporre un calcio piacevole?
Grosso chiarisce la sua gerarchia di valori, mettendo lo spirito di gruppo e l’attitudine al sacrificio davanti alla pura estetica del bel gioco: “È una caratteristica che ho sempre voluto portare avanti, ma prima servono i valori che devono sorreggere il bel gioco. Voglio una squadra generosa, resistente, unita sia nei momenti buoni che in quelli cattivi. La proposta io la vedo come una conseguenza che come una delle fondamenta. Voglio questa attitudine, a prescindere dal risultato che può essere figlio di tantissimi fattori. lo ho sempre cercato di concentrarmi su cose che posso controllare”.







































