Calcionews24
·3 juin 2026
Fiorentina, la lettera di Giuseppe Commisso: «Ci sono stagioni che si misurano con la classifica e altre che si misurano con il cuore. Anche in una stagione di sofferenza questo club non si è abbandonato»

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Una stagione complessa, vissuta sul filo del rasoio e segnata da sfide sia sportive che personali. Il presidente della Fiorentina, Giuseppe Commisso, ha scelto il sito ufficiale del club per pubblicare una lunga e toccante lettera rivolta alla piazza. Un bilancio a cuore aperto di un’annata in cui la squadra, inizialmente partita per lottare per grandi traguardi, si è ritrovata a battagliare fino alle ultime giornate per evitare l’incubo della retrocessione.
Il numero uno della società gigliata ha voluto innanzitutto sottolineare la resilienza mostrata dall’intero ambiente:
“Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c’è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi”.
Oltre alle enormi difficoltà sul terreno di gioco, l’annata è stata profondamente segnata da un dolorosissimo lutto. Il presidente ha ricordato il legame viscerale del padre con la città:
“per me e per la mia famiglia, questa stagione è stata anche dolorosa in modo molto più profondo, perché è arrivata durante la scomparsa di mio padre, Rocco B. Commisso. Chiunque abbia conosciuto mio padre sapeva quanto la Fiorentina significasse per lui e quanto fortemente credesse in questo club, in questa città e nella sua gente”.
Per invertire la rotta e gettare nuove basi, la proprietà ha deciso di compiere una mossa strategica drastica. Un passaggio cruciale per il progetto sportivo:
“nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti per darci la migliore possibilità di uscire dalla minaccia della retrocessione e iniziare a ricostruire con maggiore forza. Durante quelle settimane difficili, mentre la salute di mio padre peggiorava e la pressione sul club era al massimo, sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello”.
Un chiaro riferimento all’ingaggio di Fabio Paratici, a cui sono andati i ringraziamenti della società, estesi al meticoloso lavoro del direttore generale Alessandro Ferrari e alla tenacia sul campo dell’allenatore Paolo Vanoli.
La lettera si chiude guardando al futuro calcistico, con un forte appello all’unità rivolto a tutti i sostenitori:
“La salvezza non può essere la destinazione della Fiorentina. Deve essere il punto da cui rialzarci. Dobbiamo prendere il dolore di questa stagione, trarne insegnamento e usarlo per costruire un futuro più forte. Lo dobbiamo ai nostri tifosi. Lo dobbiamo a questa città. E lo dobbiamo a tutti coloro che hanno lavorato per la Fiorentina con amore e sacrificio”.
Infine, il congedo denso di speranza:
“Credete nella Fiorentina. Credete nel lavoro. Credete nei giovani che stanno crescendo con questi colori. Credete nelle fondamenta che stiamo costruendo. Credete che il dolore possa diventare forza, che l’unità possa diventare progresso e che Firenze possa sempre dare bellezza e significato a questi colori. Mai divisi. Mai rassegnati. Sempre Viola”.







































