Fofana a L’Equipe: «Prima ero un giocatore più istintivo, al Milan sono maturato. Il ct della Francia non mi convoca da tempo? Rispondo così» | OneFootball

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·17 mars 2026

Fofana a L’Equipe: «Prima ero un giocatore più istintivo, al Milan sono maturato. Il ct della Francia non mi convoca da tempo? Rispondo così»

Image de l'article :Fofana a L’Equipe: «Prima ero un giocatore più istintivo, al Milan sono maturato. Il ct della Francia non mi convoca da tempo? Rispondo così»

Il centrocampista del Milan, Youssouf Fofana, si racconta a L’Equipe, parlando della sua crescita da quando veste la maglia rossonera

Intervistato da L’Equipe, Youssouf Fofana descrive la sua crescita al Milan sotto la gestione Allegri.


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DA MEDIANO A MEZZALA«È come se per anni avessi guardato il calcio in un certo modo, e ora la mia percezione sta cambiando perché non vedo più il campo dalla stessa angolazione, non ho più gli stessi punti di riferimento. Per esempio, prima, quando ero davanti alla difesa, sapevo di avere due giocatori dietro di me, uno in diagonale a destra e uno a sinistra. Ora è completamente diverso. Gioco come centrocampista di destra. Quando non abbiamo la palla, sono molto avanzato, quasi come un attaccante. Quando invece abbiamo la palla, mi posiziono tra le linee».

LA CRESCITA AL MILAN«Il primo anno al Milan ho imparato molto dal punto di vista tattico. Prima ero un giocatore più istintivo, oggi sono più disciplinato e cerco di rispettare meglio le consegne che mi dà il mister e di leggere meglio il gioco. Cerco di fare ciò che serve alla squadra che vuol dire non solo recuperare palloni, ma anche saper costruire, aiutare i compagni, essere ben posizionati. Sono al servizio della squadra. Io sono a disposizione del mister. Sto facendo un passo avanti nella mia carriera con un grande allenatore italiano. Se ho cambiato mentalità? Sì. Prima ero più fatalista. Oggi non la penso più così, ho capito che bisogna andare a prendersi le cose. Adesso lavoro di più sull’analisi, cerco di capire meglio il gioco e ascolto anche di più gli allenatori. Sono diventato molto più esigente con me stesso».

SOGNO MONDIALE«I numeri sono importanti e io penso di poter essere molto più efficace di così. Giocare un Mondiale sarebbe un sogno. Si, voglio andarci, ma dovrò fare il visto (ride, ndr). Il ct della Francia non mi convoca da tempo? All’inizio ci restavo male e mi domandavo perché non venissi convocato. Poi ho pensato ‘Ok Youssouf, ci sono  tanti giocatori forti nel tuo ruolo’. Devo prima fare bene con il mio club. Devo finire la stagione ancor meglio di come l’ho iniziata, le opportunità arriveranno. Dipende tutto da me».

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