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·4 août 2026

Foti torna sulla Sampdoria: «Rifarei quella scelta, con Gregucci abbiamo lavorato bene»

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Salvatore Foti, ex vice allenatore della Sampdoria, ha ripercorso il suo periodo sulla panchina dei blucerchiati a fianco di Angelo Gregucci

Salvatore Foti torna a parlare della sua esperienza alla Sampdoria, vissuta al fianco di Angelo Gregucci in uno dei momenti più delicati della recente storia blucerchiata. L’attuale allenatore dell’Acireale, intervistato da Il Secolo XIX, ha ripercorso il lavoro svolto a Genova, le difficoltà incontrate e il rapporto praticamente inesistente con i vertici societari.

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L’ex viceallenatore blucerchiato ha rivendicato i risultati ottenuti durante la propria gestione, ricordando il complicato punto di partenza e la rimonta che aveva permesso alla squadra di tornare in corsa per i playout. Foti ha inoltre raccontato il legame emotivo con la tifoseria, soffermandosi sulle critiche ricevute e sugli episodi che avrebbero contribuito alla conclusione anticipata dell’esperienza.

Nonostante l’amarezza per l’epilogo, Foti non rinnega la decisione di accettare l’incarico insieme a Gregucci. Il tecnico ha ringraziato chi gli ha dato l’opportunità di tornare alla Sampdoria e ha difeso il lavoro svolto dallo staff. Le sue parole:

SCEGLIERE LA SAMP – «Certo che ci penso e sì che la rifarei. Ringrazierò sempre chi mi ha voluto, portato e mi è stato sempre vicino. Pensiamo, con mister Gregucci, di avere fatto bene il nostro lavoro. Certo che se dobbiamo essere giudicati solo sulla base di due sconfitte, Mantova e Bari, perché il pari di Castellammare e il ko di Frosinone sono un’altra storia, allora chiediamo scusa».

IL RAPPORTO CON I TIFOSI – «Capisco perfettamente il sentimento del tifoso sampdoriano, che vuole e deve stare in Serie A e anzi in una certa Serie A, come quella che facevamo ai tempi di Marco Giampaolo. Lo capisco anche perché quel sentimento, quelle emozioni sono anche le mie, quelle che ho provato ogni volta che sentivo “Lettera da Amsterdam” entrando in campo al Ferraris, e ogni volta che ci siamo seduti sulla panchina blucerchiata».

MEDIA PUNTI – «Ricordo però che abbiamo preso la squadra ultima, e allenando una rosa con evidenti problemi a fine dicembre siamo riusciti ad agganciarci al treno playout. A gennaio il mercato ha portato dieci innesti, alzando il livello qualitativo del gruppo. E infatti sia noi prima, che anche Lombardo dopo, abbiamo tenuto una media da playoff».

I RISULTATI – «Abbiamo rivinto in trasferta, a Modena, dopo oltre un anno. Abbiamo fatto sette risultati positivi di fila in casa come non accadeva dal 2019. E a livello di prestazioni le prime che mi vengono in mente sono quella con il Palermo, il primo tempo di Padova, il secondo con il Modena… saranno piccole cose per alcuni, ma io me le porto dentro. Come l’entusiasmo che avevamo fatto rinascere nella tifoseria. Dopo la vittoria sul Padova siamo andati tutti a farci la foto sotto la Sud. C’era nell’aria una emotività positiva e bellissima».

LA FINE DELL’ESPERIENZA BLUCERCHIATA – «A Mantova ci hanno negato il rigore del possibile 2-0 e abbiamo perso. Anche il ko a Marassi con il Bari è stato deciso da un episodio. Faccio fatica a potere valutare il nostro percorso sulla base di quelle due sconfitte. Poi Gregucci si è dimesso, anche se la società ha fatto filtrare che fosse in malattia. La squadra ha cominciato a metabolizzare certi malumori. Ma è dopo Castellammare e Frosinone, partita dove non siamo scesi in campo, che l’ambiente avrebbe dovuto compattarsi, remare dalla stessa parte. Quello è stato il primo vero momento di difficoltà della nostra gestione. Ed è finita».

RAPPORTO CON LA DIRIGENZA DELLA SAMPDORIA – «Ma non ho niente contro i tifosi e la squadra. La società? Due presidenti, Manfredi e De Gennaro, e con nessuno abbiamo avuto rapporti. Tey e Walker non li abbiamo mai visti nemmeno fisicamente. Non so chi siano».

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