Francesco Ballarin, dagli inizi al Cavallino al primo gol all’Europeo: “Esperienza unica” | OneFootball

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·30 mai 2026

Francesco Ballarin, dagli inizi al Cavallino al primo gol all’Europeo: “Esperienza unica”

Image de l'article :Francesco Ballarin, dagli inizi al Cavallino al primo gol all’Europeo: “Esperienza unica”

Ci sono ragazzi che rincorrono il pallone. E poi ce ne sono altri che sembrano dialogarci.

Francesco Ballarin appartiene a questa seconda categoria. Perché il centrocampista del Venezia, classe 2009, non interpreta il ruolo come una semplice occupazione dello spazio. Lo vive come una continua ricerca di equilibrio tra pensiero e movimento, tra intuizione e sacrificio.


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Al Kalevi Central Stadium di Tallinn, nella seconda giornata del Gruppo B della fase finale dell'Europeo Under 17, ha trovato il gol che ha indirizzato la sfida contro il Montenegro. La rete dell'1-0, il primo tassello di un successo per 3-0 che ha consentito agli Azzurrini di Daniele Franceschini di compiere un passo importante verso la qualificazione.

Per Francesco si è trattato di una gioia dal significato particolare. Non soltanto per il peso della rete, ma anche per il momento in cui è arrivata.

“Questo è il mio primo gol della stagione – racconta –, perché non avevo mai segnato quest'anno con il club. Sono molto contento, soprattutto perché ha spianato la strada alla vittoria finale”.

Parole che raccontano bene la sua natura. Prima il valore collettivo del risultato, poi la soddisfazione personale. Perché quel pallone in rete non è stato soltanto una liberazione individuale, ma l'episodio che ha permesso all'Italia di prendere in mano la partita e condurla verso un successo tanto meritato quanto significativo.

Non era una partita come le altre.

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Francesco Ballarin festeggia il gol del momentaneo 1-0 contro il Montenegro

Lo stesso Montenegro era stato l'unico ostacolo sulla strada degli Azzurrini durante tutto il percorso di qualificazione. Il 4 ottobre scorso, sempre al Kalevi Central Stadium, arrivò infatti una sconfitta per 2-1 che rappresenta ancora oggi l'unico passo falso dell’Italia. Per questo il gol di Francesco assume un valore che va oltre il semplice dato statistico.

È il simbolo di una crescita. Personale e collettiva.

Nato a Oderzo il 21 luglio 2009, Francesco scopre il calcio prima ancora di comprenderne fino in fondo il significato. Racconta che nella culla vedeva un pallone di pezza e cercava di raggiungerlo con le mani. Un'immagine quasi romantica, che restituisce il senso di un legame naturale e istintivo con il gioco.

I primi passi li muove nel Cavallino, dove inizia a giocare all'età di cinque anni. Poi, a otto anni, arriva il Venezia. Una scelta che si trasforma presto in una casa calcistica, un ambiente nel quale crescere e formarsi.

Prima ancora del pallone, però, c'è stata l'acqua. Tra i sei e gli otto anni pratica nuoto, esperienza che contribuisce a costruire coordinazione, disciplina e capacità di gestione dello sforzo. Qualità che ancora oggi emergono nel suo modo di stare in campo.

Francesco è un centrocampista moderno. Dinamico ma ordinato. Tecnico ma disponibile al sacrificio. Ama partecipare alla costruzione del gioco, offrire linee di passaggio, collegare i reparti.

Le sue fonti d'ispirazione aiutano a comprenderne il profilo. Pedri rappresenta “il modello internazionale”. Barella “il riferimento in maglia azzurra”. Busio “il punto di osservazione quotidiano nel Venezia”.

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Francesco Ballarin, centrocampista del Venezia e della Nazionale Under 17

Tre giocatori differenti, ma accomunati da una caratteristica fondamentale: la capacità di incidere senza dover necessariamente occupare il centro della scena.

Non sorprende quindi che Daniele Ficagna lo abbia trasformato in un punto fermo dell'Under 17 arancioneroverde, che ha concluso il Girone B all’ottavo posto con 32 punti. Le 22 presenze e i 1.908 minuti disputati raccontano una fiducia assoluta. Nessuno ha giocato più di lui.

La stessa fiducia che gli ha consentito di affacciarsi anche all'Under 19 di Marco Modolo, con 6 presenze e 84 minuti già all'attivo nonostante fosse sotto età. Sono segnali che certificano una crescita costante e una considerazione sempre maggiore all'interno del club lagunare.

Ma ciò che colpisce maggiormente è forse la sua maturità.

Figlio di Alessio e Donatella, Francesco è cresciuto lontano dai riflettori e senza tradizioni calcistiche familiari alle spalle. Nessun percorso tracciato, nessuna eredità da raccogliere. Soltanto la passione alimentata giorno dopo giorno e il sostegno della famiglia, insieme alla sorella più piccola.

Quando parla della Nazionale, emerge il valore che attribuisce a quella maglia.

“Indossare la maglia azzurra è un grandissimo orgoglio e onore – specifica – , nel rappresentare una nazione intera”.

In un tempo che spesso corre veloce e consuma tutto, c'è qualcosa di bello nella semplicità di questa frase. Perché racconta il senso di appartenenza. Il peso leggero e meraviglioso di una maglia che porta con sé milioni di storie.

Lo stesso vale per l'Europeo, definito da lui come “un'esperienza fantastica e unica”. Perché a sedici anni certe emozioni non si misurano soltanto attraverso risultati e classifiche. Restano impresse nella memoria e contribuiscono a formare il carattere.

Nel cassetto custodisce un sogno che accomuna migliaia di ragazzi della sua generazione: vincere la Champions League, che proprio stasera (ore 18), a Budapest, vedrà affrontarsi Arsenal e PSG in finale. Francesco la guarderà dalla TV, come se fosse una finestra aperta sul domani, un promemoria di ciò che il lavoro quotidiano può contribuire a costruire. Un traguardo lontano, certamente. Ma anche una stella polare che orienta il cammino.

Oggi Francesco è uno dei protagonisti della Nazionale Under 17 del tecnico Daniele Franceschini – il primo a convocarlo con le Nazionali Giovanili azzurre, in occasione del Torneo dei Gironi, andato in scena dal 27 al 29 novembre a Coverciano -, che lunedì 1° giugno (ore 14.30 locali, 13.30 italiane), sempre al Kalevi Central Stadium di Tallinn, affronterà i pari età della Danimarca, nella terza e ultima giornata del Gruppo B. Un centrocampista che unisce sensibilità tecnica e disponibilità al lavoro. Un ragazzo che comprende il valore del collettivo e che continua a crescere senza fretta, seguendo il ritmo naturale del proprio percorso.

Il gol segnato al Montenegro resterà una fotografia importante di questo Europeo. Non soltanto perché ha aperto la strada alla vittoria. Ma perché ha mostrato, ancora una volta, come dietro ogni rete ci sia molto di più di un semplice pallone che entra in porta. Ci sono anni di sacrifici, allenamenti, attese e sogni.

E Francesco Ballarin, oggi, continua a inseguire il suo con la serenità di chi sa che il viaggio conta tanto quanto la destinazione. Da Oderzo a Tallinn, passando per Venezia, il percorso è appena iniziato. Ma la sensazione è che il ragazzo che cercava un pallone di pezza dalla sua culla abbia già imparato una delle lezioni più importanti del calcio: saper ascoltare il gioco prima ancora di provare a dominarlo.

STORIA. Francesco Ballarin è nato il 21 luglio 2009 a Oderzo, in provincia di Treviso, figlio di Alessio e Donatella. Comincia a giocare a calcio all’età di cinque anni nel Calcio Cavallino, società dilettantistica veneta, prima di entrare a far parte del vivaio del Venezia tre stagioni dopo. Con la maglia degli arancioneroverdi quest’anno ha collezionato 28 presenze: 22 (1.908 minuti giocati) con l’Under 17 di Daniele Ficagna e 6 (84 minuti giocati) con l’Under 19 di Marco Modolo.

L’ELENCO DEI CONVOCATI

Portieri: 1. Emanuele Giaretta (Juventus), 12. Christian Lupo (Lecce); Difensori: 2. Giampaolo Bonifazi (Roma), 3. Matteo Albini (Como), 4. Djibril Diallo (Parma), 5. Ludovico Varali (Parma), 6. Andrea Donato (Inter), 13. Lorenzo Dattilo (Roma), 14. Lorenzo Puricelli (Inter), 20. Edoardo Dario Rocca (Inter); Centrocampisti: 8. Edoardo Biondini (Empoli), 15. Gianluca Tommaso Okon-Engstler (Club Brugge)16. Francesco Ballarin (Venezia), 17. Francesco Gasparello (Atalanta); Attaccanti: 7. Jacopo Landi (Empoli), 9. Diego Perillo (Empoli), 10. Thomas Corigliano (Juventus), 11. Marcello Fugazzola (Atalanta), 19. Tommaso Casagrande (Hellas Verona), 21. Federico Croci (Fiorentina).

Staff – Tecnico: Daniele Franceschini; Capo delegazione: Filippo Corti; Vice Coordinatore delle Nazionali Giovanili: Daniele Zoratto; Assistente tecnico: Marco Scarpa; Preparatore dei portieri: Francesco Antonioli; Preparatore atletico: Roberto Ghielmetti; Match analyst: Francesco Donzella; Medici: Francesco Cuccaro e Giorgio Liberati Petrucci; Fisioterapisti: Aldo Abbadia e Saverio Didonato; Nutrizionista: Claudio Pecorella; Tutor scolastico: Fabrizio Scarpelli; Osservatore Club Italia: Claudio Gabetta; Ufficio amministrazione, finanza e controllo: Andrea Ottaviani; Ufficio Stampa: Alessandro Paoli; Segretario: Guglielmo Cammino.

UEFA European Under-17 Championship Estonia 2026 | Fase finale

Fase a gironi (dal 25 maggio al 1° giugno)

Gruppo A: Estonia, Belgio, Croazia, Spagna Gruppo B: Montenegro, Francia, ITALIA, Danimarca

Prima giornata

lunedì 25 maggio Croazia-Belgio 0-2 Estonia-Spagna 1-4

martedì 26 maggio ITALIA-Francia 1-0 Montenegro-Danimarca 1-2

Seconda giornata

giovedì 28 maggio Belgio-Spagna 0-1 Estonia-Croazia 1-3

venerdì 29 maggio Montenegro-ITALIA 0-3 Francia-Danimarca 4-0

Classifica Gruppo A: Spagna 6, Belgio 3 (+1), Croazia 3 (0), Estonia 0. Classifica Gruppo B: ITALIA 6, Francia 3 (+3), Danimarca 3 (-3), Montenegro 0 (-4).

Terza giornata

domenica 31 maggio Ore 13.30: Belgio-Estonia, Lilleküla Stadium di Tallinn Ore 13.30: Spagna-Croazia, Rakvere Linnastaadion di Rakvere

lunedì 1° giugno Ore 13.30: Francia-Montenegro, Kadriorg Stadium di Tallinn Ore 13.30: Danimarca-ITALIA, Kalevi Central Stadium di Tallinn

Fase a eliminazione diretta (dal 4 al 7 giugno)

Semifinali (giovedì 4 giugno)

S1) Ore 13.30: Vincente Gruppo A-Seconda classificata Gruppo B, Lilleküla Stadium di Tallinn S2) Ore 19: Vincente Gruppo B-Seconda classificata Gruppo A, Kadriorg Stadium di Tallinn

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