Fusi: «Al Torino serve ritrovare entusiasmo. Vi racconto quando ho letto i nomi a Superga» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·4 février 2026

Fusi: «Al Torino serve ritrovare entusiasmo. Vi racconto quando ho letto i nomi a Superga» – ESCLUSIVA

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Luca Fusi in esclusiva, dalla fotografia della Serie A al passato al Torino (dentro e fuori dal campo), fino al commento sulla nazionale

Serve “un segnale” per cambiare la stagione, ci dice Luca Fusi in merito al – sicuramente scialbo e fin qui poco interessante – campionato del Torino. Una scossa che, se lo augura buona parte della tifoseria granata, potrebbe arrivare questa sera in occasione del match di Coppa Italia (valido per i quarti della competizione) che i piemontesi disputeranno contro l’Inter. In attesa del calcio d’inizio della partita l’ex centrocampista del Toro si è offerto di rilasciare alcune dichiarazioni per le colonne di CalcioNews24. Dalla fotografia del campionato ai ricordi (calcistici e non) del suo passato al Torino, con un pensiero anche sulla Nazionale italiana. Le parole di Luca Fusi.

Buongiorno Luca Fusi, iniziamo dal nostro campionato. A ruota libera: cosa l’ha sorpresa di questa stagione?«In questo periodo sicuramente la sorpresa è il Como. Per il suo modo di giocare, per il suo modo di interpretare le partite. Anche se magari resta il piccolo neo di non avere italiani in campo».


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Lei è nato a Lecco, ha giocato nel Como e lega la sua storia (specialmente al Torino). Di recente abbiamo visto un Como-Torino terminare 6-0, impressionato?«Lascia impressionati per come il Como sta giocando, per come interpreta le partite. Perché cerca sempre di giocare, di fare la sua partita senza guardare chi ha di fronte. Ed esprime sicuramente un ottimo calcio».

D’altro canto abbiamo un Torino che alterna (poche) prestazioni convincenti a (tante) debacle. Come valuta la stagione dei piemontesi?«Sì, sì, ho seguito. Non sta facendo una stagione positiva. Ad un certo punto della stagione sembrava potesse esserci un’inversione di marcia, invece poi sono tornati dei risultati negativi che hanno riportato un po’ di malumore all’interno della tifoseria… che da troppi anni sta vivendo delle stagioni anonime e questo non fa parte del DNA del tifoso granata».

Dagli undici gol subiti dal Como in due gare, al 5-0 con l’Inter alla prima partita stagionale. Quando il Toro perde spesso lo fa rovinosamente. Come se lo spiega?«Ma sai, a volte in una partita capitano degli episodi che determinano i risultati. Ad esempio il terzo gol del Como su rigore ha dato il là a tutto, se ci fosse stato prima un episodio a favore del Torino magari si sarebbe riaperta la partita. Diciamo che l’ambiente attraversa un momento delicato dove ogni cosa viene presa in maniera negativa e questo finora non ha dato il là per potersi riprendere. Però la stagione è ancora lunga, speriamo che possa arrivare quel segnale che possa ridare a tutto l’ambiente quell’entusiasmo che serve».

Lei ha sempre ricordato i suoi momenti a Torino con piacere. In una costellazione di istantanee, se dovesse sceglierne una?«Io ho sempre detto che al Torino ho vissuto momenti bellissimi in campo, con tante soddisfazioni. Ma la cosa più bella – e che mi ha dato davvero un brivido – è quando da capitano ho potuto leggere i nomi del Grande Torino a Superga, per la celebrazione. Questa per me rimane una cosa che accade davvero a pochi, per questo resta un ricordo indelebile».

Qualcosa che, immagino, vada anche oltre il campo…«Certo, quel momento ti dà quel trasporto giusto per capire cosa rappresenti quando indossi quella maglia. Non rappresenti solo te stesso, non rappresenti solo quel momento, ma rappresenti anni di storia. Rappresenti anche quello che hanno fatto tutti questi campioni che sono prematuramente scomparsi».

Dal granata passiamo all’azzurro, con Gattuso la Nazionale spera di inaugurare un nuovo ciclo. Pareri?«C’è molto entusiasmo per la voglia di raggiungere un risultato importante come quello di tornare ai Mondiali. Tutto passa dal centrare questa qualificazione dopo tanti anni in cui siamo mancati a questo appuntamento. È normale che tutti stiano seguendo con passione e con trasporto tutto quello che sta succedendo. Si spera che – al di là di tutto – ci sia anche quel pizzico di fortuna che possa portare questa Nazionale a disputare nuovamente un Mondiale, una cosa a cui l’Italia calcistica non può rinunciare. Penso che per tutto quello che gira anche intorno al mondo del calcio è importante che l’Italia sia presente in questa manifestazione. Anche per ridare nuovo entusiasmo al nostro calcio».

Concludiamo con una battuta. Abbiamo analizzato campionato e nazionale, ma se dovesse farmi un nome… chi è il Luca Fusi di oggi?«Ognuno ha le proprie caratteristiche, ma se proprio devo guardare… un po’ mi rivedo in Lobotka che gioca al Napoli. E’ un giocatore che magari fa un gol all’anno, ma un gol che può portare a punti importanti. Un giocatore che cerca di giocare per la squadra. Anche se logicamente lui ha molte più qualità a livello tecnico… Un giocatore che con le proprie caratteristiche cerca di giocare per la squadra ecco, pur non realizzando troppi gol».

Si ringrazia Luca Fusi per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

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