Calcio e Finanza
·9 juin 2026
Gravina attacca: «La politica non ha aiutato questa FIGC. EURO 2032? Una mia idea»

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·9 juin 2026

Nelle sue ultime settimane da presidente FIGC, dopo le dimissioni presentate in seguito all’ennesima delusione con la Nazionale, Gabriele Gravina continua a togliersi qualche sassolino dalle scarpe con dichiarazioni in merito al suo ultimo mandato a capo del calcio italiano.
Come già accaduto, Gravina rivolge le sue critiche alla politica nazionale, colpevole secondo lui di non aver fatto il massimo per appoggiare il movimento calcistico. «Riuscire a presentare una lista di stadi idonei per EURO 2032 entro la scadenza di ottobre sarà un successo solo del mondo del calcio e che condivideremo con i club che hanno deciso di investire e con i Comuni che hanno creduto in questo progetto», il concetto manifesto rilasciato dal presidente dimissionario alla trasmissione “Radio Anch’io Sport” in onda Radio Rai 1.
Poi il numero uno uscente della Federcalcio, ancora in carica per 13 giorni, ha risposto così a chi gli chiedeva dell’impegno in tal senso del ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi: «Non commento le dichiarazioni del ministro Abodi perché non mi va di commentare dichiarazioni di chi ha una responsabilità politica però è l’occasione per evitare equivoci e momenti di confusione».
«La candidatura ad EURO 2032 è stata una mia intuizione, la co-assegnazione con la Turchia è stata un successo di questa federazione. L’assenza di fondi pubblici a differenza di altri eventi sovvenzionati in gran parte dallo Stato. Non esiste un commissario per EURO 2032, visto che è entrato in vigore con un ritardo incredibile sulla tabella di marcia», ha continuato Gravina.
Sui successi delle nazionali giovanili azzurre: «Sono da record». Dal 2018, sono ben sette le finali raggiunte e cinque le semifinali. Una dimostrazione di come il movimento riesca a produrre talenti in grado di competere con le altre nazionali. Ma comunque lo spazio riservato ai giovani italiani non è all’altezza e questi dopo i 20 anni si perdono nel sistema. «Manca la fiducia, li bocciano ai primi errori», il commento amaro di Gravina.
«Perché Serie A e FIGC non si incontrano mai? Abbiamo provato a collaborare – ha spiegato Gravina –. Ma sono differenti le posizioni, lo spirito e la funzione. Le società sono aziende, non possiamo obbligarle a far giocare gli italiani. Serve la pratica degli incentivi. Elezioni FIGC? Malagò è un grande dirigente, Abete un grande conoscitore del calcio. Auguro però al mio successore di ricevere maggiore considerazione dalla politica, che non ha mai affrontato i problemi reali».







































