Calcionews24
·24 avril 2026
Guardiola Italia, la suggestione azzurra prende forma: ecco perché vederlo come ct della Nazionale può essere più di un sogno!

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L’idea di vedere Pep Guardiola sulla panchina dell’Italia resta complessa, ma non può essere liquidata come una fantasia senza basi. La Gazzetta dello Sport rilancia infatti una suggestione forte: dopo la nuova crisi del calcio azzurro, la futura governance federale dovrebbe almeno provare a capire se esista uno spiraglio per coinvolgere il tecnico catalano. Il contesto è noto: l’Italia ha fallito per la terza volta consecutiva la qualificazione ai Mondiali, con le successive dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina e del ct Gennaro Gattuso.
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La suggestione si lega anche a un elemento emotivo che la Gazzetta sottolinea con forza: Guardiola non ha mai nascosto il suo rapporto speciale con il calcio italiano. Da calciatore ha vissuto l’esperienza in Serie A tra Brescia e Roma, conosce la nostra lingua e in passato ha lasciato intendere di guardare con interesse a un possibile futuro professionale in Italia. Non è una prova, ma è un dettaglio che alimenta il fascino dell’ipotesi.
Il problema principale, però, è evidente: Pep Guardiola è ancora legato al Manchester City. Il club inglese ha annunciato nel novembre 2024 il rinnovo del suo contratto fino all’estate 2027, quindi qualsiasi discorso sulla Nazionale dovrebbe inevitabilmente passare da una sua scelta personale o da una separazione anticipata.
Secondo la Gazzetta, il timing teorico per un primo contatto esisterebbe solo dopo la fine della stagione inglese e dopo la formalizzazione dei candidati alla presidenza FIGC, prevista per il 13 maggio. Da lì in avanti, la nuova guida federale potrebbe decidere di sondare la disponibilità del tecnico. Sul piano pratico, però, oggi non ci sono segnali pubblici di una trattativa o di un contatto formale. Quello che si può dire è che il suo nome continua a circolare con insistenza, anche perché figure come Leonardo Bonucci hanno apertamente indicato Guardiola come il profilo ideale per rifondare l’Italia.
Il tema economico resta un altro ostacolo, ma la stessa Gazzetta ipotizza che una soluzione possa essere costruita anche con il supporto degli sponsor, come già avvenuto in passato per altri incarichi federali come per Conte. Al netto di questo, il punto vero è un altro: per prestigio, visione internazionale e capacità di cambiare cultura tecnica, Guardiola rappresenterebbe una rottura totale con il passato recente del calcio azzurro.
Per questo la conclusione è semplice: portarlo in azzurro è difficilissimo, ma per la FIGC tentare un approccio sarebbe quasi obbligatorio. Perché certi no si possono accettare. Il rimpianto, semmai, sarebbe non averci nemmeno provato.









































