Zerocinquantuno
·10 avril 2026
Il Bologna ha sfiorato, l’Aston Villa ha colpito: ecco la differenza con le grandi squadre. Rowe clamoroso, errori gravi sui gol subiti, Italiano fin troppo schietto

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·10 avril 2026

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Bologna-Aston Villa 1-3: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.
La consacrazione di Rowe – Dopo un periodo di adattamento al calcio italiano e alla nuova realtà, l’inglese classe 2003 si sta rivelando un giocatore davvero clamoroso, un potenziale campionissimo. Ieri sera è stato il migliore in campo per distacco, e prima del sigillo finale di Watkins era riuscito a riaprire la partita praticamente da solo.
CONTRO
La differenza ‘solo’ nei gol – Credo che gli unici giocatori del Bologna che potrebbero trovare posto nella formazione titolare dell’Aston Villa siano Lucumí e Rowe, gli altri starebbero tutti in panchina. Al contrario credo che qualunque elemento dei Villans sarebbe titolare in rossoblù. Sulla carta tra il Bologna e l’Aston Villa possono esserci due o tre gol di differenza, ma ieri questo scarto non lo si è visto perché i padroni di casa hanno sopperito alla minor tecnica e forza fisica con un grandissimo gioco di squadra. Per questo a far male non sono state tanto le reti subite, ma il modo in cui sono arrivate. Nel complesso i felsinei hanno disputato un primo tempo fantastico e più in generale un’ottima partita, ma contro le grandi squadre non puoi permetterti sbavature o peggio erroracci e pensare di passarla liscia.
Gli errori sui gol subiti – Purtroppo Ravaglia sullo 0-1 si è mosso molto male: era un pallone comodo, frutto di una parabola lenta e leggibile, ma lui ha sbagliato l’uscita e l’Aston Villa ha chiuso in vantaggio un primo tempo in cui il BFC aveva giocato nettamente meglio. Lì è cambiata la partita. Il raddoppio è arrivato a seguito addirittura di un doppio errore, perché prima Miranda ha scaricato su Heggem una bruttissima palla in orizzontale e poi il norvegese, per non buttarla via, ha combinato un pasticcio. L’errore più grave, però, resta quello sul terzo gol. Non esiste al mondo che al 94′ di un match che hai appena riaperto con fatica, dando tutto un altro senso al ritorno, ci si perda un attaccante avversario in quella maniera, lasciandogli la libertà di stoppare la sfera per poi insaccarla. Quel gol ha compromesso il discorso qualificazione, e non è il primo che il Bologna prende in un momento in cui avrebbe assolutamente potuto e dovuto evitarlo. Penso al secondo preso dal Celtic, quando gli scozzesi erano già in dieci. Anche quello arrivò da corner, quindi i problemi sono due: la difesa sui calci piazzati e l’incapacità di capire le fasi della gara.
Il discorso quasi chiuso – È accaduto proprio quello che tutti noi speravamo non si verificasse: l’auspicio era di uscire dal Dall’Ara con un risultato che mantenesse realmente aperte le speranze di passare il turno. In tal senso il terzo gol è stato devastante, ha tagliato di netto le gambe al BFC. E adesso pensare di dover fare due gol in più di loro a Birmingham solo per portarla ai supplementari è qualcosa ai limiti dell’utopia.
La franchezza del mister – Mi aggancio al paragrafo precedente per rimarcare che nel post partita Italiano è stato fin troppo sincero nell’ammettere quanto flebile sia adesso la speranza del Bologna di passare il turno. Ha detto le stesse cose che ho appena scritto io e apprezzo sempre moltissimo l’onestà, ma nella sua posizione e con un ritorno ancora da giocare avrebbe forse potuto provare ad essere un po’ più diplomatico. In particolare pensando agli oltre duemila tifosi rossoblù che per amore della maglia si sobbarcheranno una trasferta lunga e costosa, e almeno una fiammella di speranza vorrebbero mantenerla accesa, al pari di tutti noi.
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