Il crollo di Zhang Jindong: l’ex patron dell’Inter costretto a cedere l’intero patrimonio personale per ripagare i debiti | OneFootball

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·21 mars 2026

Il crollo di Zhang Jindong: l’ex patron dell’Inter costretto a cedere l’intero patrimonio personale per ripagare i debiti

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Crollo finanziario per l’ex patron dell’Inter Zhang Jindong. Il fondatore di Suning, dopo aver guidato il gruppo per trent’anni e aver costruito un impero nel retail e nei servizi, ha visto il proprio patrimonio personale completamente azzerato nell’ambito della maxi ristrutturazione del debito del gruppo.

Come riportato da diversi media cinesi, a certificare la portata dell’operazione è stato il Tribunale Intermedio del Popolo di Nanchino, che ha annunciato il completamento del piano di riorganizzazione relativo a Suning.com e ad altre 38 società collegate, per un ammontare complessivo di 238,712 miliardi di yuan (circa 29,9 miliardi di euro).


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Nell’ambito di questo processo, Zhang – in qualità di garante congiunto – ha dovuto mettere a disposizione l’intero patrimonio personale: immobili, attività finanziarie, partecipazioni societarie e persino oggetti da collezione sono stati liquidati tramite aste giudiziarie o trasferimenti negoziati, con i proventi interamente destinati al rimborso dei debiti.

Il risultato è senza precedenti: Zhang Jindong è diventato il primo fondatore di una grande impresa privata cinese a vedere azzerata completamente la propria ricchezza personale a seguito di una ristrutturazione. Non solo sono state trasferite tutte le sue partecipazioni in 38 società del gruppo, ma anche la quota indiretta del 4,15% in Suning.com e 1,64 miliardi di azioni della stessa società, già oggetto di pegno e congelamento. Oggi, né lui né la moglie risultano titolari di beni liberamente disponibili, con tutti gli asset confluiti in un trust destinato a soddisfare i creditori.

Le radici della crisi affondano negli anni dell’espansione aggressiva. Tra il 2016 e il 2020 Suning.com ha raccolto oltre 180 miliardi di yuan (per operazioni come anche l’acquisto dell’Inter) attraverso prestiti bancari, obbligazioni e strumenti di finanziamento alternativi, con Zhang che ha garantito personalmente gran parte di queste operazioni.

La pandemia del 2020 ha poi rappresentato il punto di rottura: il blocco dei negozi fisici ha fatto crollare i ricavi, mentre il sistema di rifinanziamento del debito si è inceppato. Nel 2021 le perdite hanno superato i 40 miliardi di yuan e i debiti scaduti hanno oltrepassato quota 100 miliardi.

Il fondatore ha tentato inizialmente di salvare l’azienda, cedendo nel 2021 una quota di Suning.com a un consorzio di società statali di Jiangsu e Shenzhen, ottenendo circa 8,8 miliardi di yuan utilizzati per tamponare la crisi. Ma la struttura delle garanzie incrociate si è rivelata insostenibile: tra il 2021 e il 2025, secondo i dati della Borsa di Shenzhen, tutte le sue partecipazioni – inclusa quella del 13,08% in Suning.com e il controllo di Suning Holdings Group – sono state progressivamente liquidate per ripagare i creditori.

La dismissione ha riguardato ogni aspetto del suo patrimonio. Tra il 2023 e il 2025 sono state vendute all’asta ville di lusso tra Nanchino e Shanghai, appartamenti di pregio, strumenti finanziari e persino una collezione d’arte con opere di Zhang Daqian e Fu Baoshi. Il ricavato complessivo è stato interamente destinato alla copertura delle obbligazioni personali assunte da Zhang. Secondo fonti vicine al dossier, al netto dell’abitazione principale necessaria, il patrimonio residuo è di fatto pari a zero.

Nonostante ciò, Zhang mantiene ancora un ruolo chiave nella nuova governance: conserva il diritto di nominare cinque membri del consiglio di amministrazione del riorganizzato Gruppo Suning e quattro in Nanjing Zhongcheng, preservando così una forma di controllo operativo. Tuttavia, questa posizione resta condizionata ai risultati futuri: se la ristrutturazione non dovesse produrre gli effetti sperati, perderebbe immediatamente tali prerogative e le sue responsabilità personali verrebbero nuovamente attivate.

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