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·8 mai 2026

Inchiesta arbitri, Schenone oggi in Procura. Audizioni anche per Dino Tommasi e Zappi

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Nuova giornata di audizioni nell’inchiesta della Procura di Milano sulla presunta “arbitropoli”relativa al campionato di Serie A 2024/25. Questa mattina, davanti al pm Maurizio Ascione, sarà ascoltato come testimone Giorgio Schenone, dirigente dell’Inter che cura i rapporti con gli arbitri.

Gli investigatori vogliono chiarire il suo eventuale ruolo nel discusso incontro andato in scena a San Siro il 2 aprile 2025, considerato dagli inquirenti uno dei passaggi chiave dell’indagine. Secondo l’ipotesi accusatoria, in quell’occasione si sarebbe parlato delle designazioni arbitrali più o meno gradite al club nerazzurro. All’incontro avrebbe partecipato anche l’allora designatore arbitrale Gianluca Rocchi, oggi indagato e autosospesosi dopo l’esplosione del caso.


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Nel corso della giornata saranno sentiti anche Dino Tommasi, che ha raccolto l’eredità di Rocchi ai vertici della Can dopo la bufera giudiziaria, e Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA decaduto dopo la conferma della squalifica di tredici mesi. Nessuno dei tre risulta attualmente indagato.

L’inchiesta, che al momento conta cinque indagati, si sviluppa su due direttrici principali: da una parte le presunte pressioni esercitate nella sala VAR di Lissone per influenzare decisioni arbitrali; dall’altra le ipotesi di designazioni “pilotate” per alcune gare considerate strategiche.

A Rocchi viene contestato di avere, «in concorso con altre persone», combinato o “schermato” alcune designazioni arbitrali durante la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. In particolare, secondo la Procura, l’assegnazione di Daniele Doveri alla gara di ritorno sarebbe stata funzionale a evitare che lo stesso arbitro — ritenuto «poco gradito» all’Inter — potesse dirigere successive partite decisive dei nerazzurri, compresa un’eventuale finale.

Sempre secondo l’accusa, nell’incontro di San Siro sarebbe stata decisa anche la designazione di Andrea Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025. Tra gli elementi agli atti figurano anche intercettazioni telefoniche tra Rocchi e il suo allora vice Andrea Gervasoni. In una conversazione dell’aprile 2025 emerge il riferimento a un “Giorgio”, nome che gli investigatori collegano proprio a Schenone, ex guardalinee e considerato in passato vicino all’ex designatore. In una delle telefonate captate, parlando di Doveri, si sente dire: «Non lo vogliono più vedere».

La Procura punta ora a capire se eventuali pressioni o richieste rivolte a Rocchi possano configurare il reato di frode sportiva. Le audizioni di oggi segnano un ulteriore salto di livello nell’inchiesta, con gli inquirenti intenzionati ad ascoltare figure centrali, passate e presenti, del mondo arbitrale. Tommasi ha lavorato a stretto contatto con Rocchi nella Commissione arbitri di Serie A e B, mentre Zappi era stato colui che aveva trasmesso alla Procura federale l’esposto di Domenico Rocca, una delle segnalazioni da cui ha preso avvio il caso, poi archiviata dalla giustizia sportiva.

Dopo le presunte “bussate” sospette nella sala VAR durante Udinese-Parma, fu inoltre proprio Zappi a introdurre una modifica regolamentare che obbligava chiunque accedesse al centro VAR di Lissone a compilare una relazione dettagliata sull’attività svolta.

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