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·13 juillet 2026

Indagine sulle consulenze di Finalter, di cui Sala ha il 20%: la sua quota in un trust di nome Inter

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Un trust chiamato Inter, scelto in omaggio alla passione calcistica del sindaco di Milano Giuseppe Sala. È uno degli elementi che emergono nell’ambito della vicenda Finalter, la società di consulenza finita al centro di accertamenti della Procura di Milano condotti dalla Guardia di Finanza.

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, Sala detiene una quota del 20% di Finalter, mentre il restante 80% fa capo a Cinque G, società riconducibile alla moglie e alla figlia di Pietro Galli, storico collaboratore dell’attuale primo cittadino fin dai tempi di Expo Milano 2015. Nel 2016, in concomitanza con la sua candidatura a sindaco, Sala ha collocato la propria partecipazione in un trust costituito secondo la legislazione dell’isola di Jersey. Il nome scelto per il veicolo è appunto Inter, richiamo alla fede nerazzurra del sindaco.


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Dal 2018 il trustee, cioè il soggetto incaricato della gestione fiduciaria del trust, è il notaio Filippo Zabban. Un nome noto anche nel dossier relativo allo stadio di San Siro: Zabban è infatti il professionista scelto per il rogito della cessione dell’impianto e delle aree circostanti a Inter e Milan.

Secondo le ricostruzioni del quotidiano, il trust non sarebbe comparso nelle dichiarazioni patrimoniali annuali di Sala. Il sindaco ha spiegato di avere agito sulla base di un’interpretazione della normativa relativa alle intestazioni fiduciarie suggerita dal segretario generale del Comune di Milano. Sala ha inoltre chiarito di avere affidato la propria quota al trust con l’obiettivo di separarsi dalla gestione della partecipazione e di non essere a conoscenza delle scelte imprenditoriali assunte dal trustee.

Al centro degli approfondimenti c’è l’attività di Finalter e, in particolare, alcune consulenze ricevute dalla società. Tra i rapporti emersi figura quello con Engineering Ingegneria Informatica, gruppo da circa 1,7 miliardi di euro di fatturato e 14mila dipendenti.

Nel 2020 Finalter ha inoltre effettuato un finanziamento soci da 1,2 milioni di euro in Mic Co-Invest, veicolo lussemburghese attraverso il quale è stata realizzata un’operazione legata a Engineering. Quest’ultima avrebbe riconosciuto a Finalter circa 2 milioni di euro per consulenze e, allo stesso tempo, ha avuto rapporti commerciali per oltre 15 milioni con il Comune di Milano e società partecipate come Metropolitana Milanese e A2A.

Pietro Galli ha spiegato di avere un accordo verbale con Sala in base al quale gli utili prodotti da Finalter sarebbero di sua esclusiva competenza e non del sindaco. Resta tuttavia il dato formale della partecipazione del 20% riconducibile a Sala e collocata nel trust Inter. La vicenda ha provocato la reazione delle opposizioni a Palazzo Marino. Il consigliere di Fratelli d’Italia Enrico Marcora ha chiesto al sindaco di presentarsi in Consiglio comunale per chiarire i rapporti con Finalter e la gestione della quota societaria.

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