Calcio e Finanza
·29 juillet 2026
Infantino alle federazioni: 40 milioni se accettate il piano commerciale, dite no è ci sarà un taglio del 75%

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·29 juillet 2026

Nelle ultime ore il presidente della FIFA Gianni Infantino, venuto a conoscenza delle resistenze della UEFA e delle sue federazioni, in merito al suo piano per la costituzioni di una società commerciale con la finalità di aprirne l’azionariato a investitori privati, ha imposto un vero e proprio ultimatum.
Come riporta The Times, il numero uno del massimo organo del calcio ha comunicato che tutte le 211 federazioni, quindi non solo quelle UEFA, avranno soltanto 53 giorni di tempo, fino al 19 settembre, per aderire al suo progetto di cessione di quote della nuova struttura commerciale che vedrà la creazione di una società dal valore di 20 miliardi capace di portarne oltre 4 cedendo il 20%. Le federazioni che daranno il loro consento avranno così diritto a un pacchetto di finanziamenti da 40 milioni di dollari (il totale a disposizione è di 10 miliardi). In caso contrario questa fetta di ricavi si ridurrebbe sensibilmente valendo solo 2,7 milioni, per una riduzione pari a circa il 75%. Una decisione che è stata definita da varie parti come «pura corruzione».
Nella lettera con cui Infantino espone quanto detto viene inoltre detto che «la decisione se procedere o meno con questa proposta spetta interamente a voi. Qualora decideste di procedere, questo pacchetto da 10 miliardi di dollari sarà disponibile a partire dal 1° gennaio 2027, inaugurando una nuova fase del nostro percorso comune».
Un piano tenuto all’oscuro alla maggioranza delle federazioni e confederazioni come si evince dalla reazioni più che sorprese. Per esempio la Football Association ha emesso una nota: «Eravamo completamente all’oscuro di questa proposta e non disponiamo di dettagli sostanziali, compreso quale sia concretamente il progetto e quali condizioni vi siano collegate. Sulla base delle poche informazioni disponibili, siamo profondamente preoccupati per l’assenza di un adeguato processo decisionale e di governance, nonché per la natura e i principi che sembrano caratterizzare l’iniziativa. Quando la proposta verrà condivisa dalla FIFA in modo completo e trasparente, come ora promesso, esprimeremo chiaramente la nostra posizione e forniremo ulteriori commenti».
Sulla stessa linea anche la confederazione del Nord e Centro America, la CONCACAF: «La CONCACAF è venuta a conoscenza della questione soltanto attraverso gli articoli di stampa e, successivamente, mediante un comunicato destinato ai media. Siamo profondamente preoccupati dalla mancanza di un regolare processo. Condividiamo la delusione di molti protagonisti del calcio per il fatto che un progetto di tale portata sia stato elaborato e reso pubblico prima di qualsiasi discussione con gli organi di governo e gli altri soggetti interessati. Collettivamente, la FIFA, le confederazioni e tutte le federazioni affiliate hanno la responsabilità di agire sempre nel migliore interesse del calcio. Ogni decisione deve essere guidata da buona governance, procedure solide e una visione di lungo periodo. Questo è il quadro entro il quale opera la CONCACAF. Confidiamo che tutti i membri della famiglia FIFA agiscano nello stesso modo».
Anche la stessa European Football Clubs (EFC), presieduta dal presidente del Paris Saint-Germain Nasser Al-Khelaifi, ha manifestato la propria «seria preoccupazione per l’improvviso annuncio unilaterale della FIFA riguardante una possibile nuova struttura societaria per la commercializzazione di alcune competizioni calcistiche. In qualità di istituzione che rappresenta oltre 850 club calcistici, sarebbe stato del tutto appropriato che la EFC fosse pienamente consultata su una proposta di tale portata. La EFC è venuta a conoscenza del progetto nello stesso modo della maggior parte degli altri protagonisti del calcio mondiale: senza alcun preavviso e attraverso i media. Invitiamo tutti alla calma e chiediamo una consultazione approfondita, insieme a procedure di governance più rigorose e trasparenti, per proteggere il calcio nel lungo periodo».
Infine, è arrivata la presa di posizione di FifPro Europe, il sindacato dei calciatori: «Fifpro Europe ha preso atto con profonda preoccupazione della proposta di trasformare la Coppa del Mondo FIFA e altre competizioni FIFA in asset destinati agli investimenti di capitali privati, una mossa che modificherebbe in modo fondamentale e irreversibile gli incentivi alla base delle competizioni nelle quali i calciatori lavorano, competono e costruiscono le proprie carriere. Considerate le potenziali conseguenze di ampia portata sul benessere dei giocatori, sul calendario internazionale e sul futuro della governance del calcio, è particolarmente preoccupante che un progetto di tale importanza sia stato sviluppato quasi interamente a porte chiuse e sia arrivato a un passo dall’accordo senza alcun coinvolgimento significativo delle persone maggiormente interessate».







































