Infortunio Yildiz, parla l’esperto: «Patologia difficile da gestire. Operazione? Dico questo sui tempi di recupero» | OneFootball

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·10 juillet 2026

Infortunio Yildiz, parla l’esperto: «Patologia difficile da gestire. Operazione? Dico questo sui tempi di recupero»

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Infortunio Yildiz, parla l’esperto: «Patologia difficile da gestire. Operazione? Dico questo sui tempi di recupero». Il parere del dottor Comastri

L’estate della Juventus deve fare i conti con una spina non da poco sul fronte infermeria. In primo piano c’è infatti la situazione medica di Kenan Yildiz, costretto a gestire una fastidiosa tendinopatia rotulea che ha pesantemente condizionato l’ultima parte della scorsa stagione agonistica, limitando anche il suo impiego con la nazionale della Turchia durante gli impegni ufficiali.


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Per fare assoluta chiarezza sulla reale entità del problema e sui possibili risvolti futuri, è intervenuto il dottor Massimo Comastri, stimato ortopedico e specialista in Medicina dello Sport. Intervistato durante la trasmissione Fuori di Juve in onda su Radio Bianconera, l’esperto ha spiegato la complessa natura di questo specifico infortunio:

«Le patologie dei tendini sono tra le più difficili da gestire. Se il problema dovesse peggiorare, anche l’intervento chirurgico può diventare un’opzione. Si tratta di un disturbo legato spesso al sovraccarico funzionale, al quale un giocatore esplosivo come Yildiz è più esposto»

La gestione dello staff medico e l’insidia del dolore

Comastri ha poi voluto spezzare una lancia a favore dell’operato dei medici del club piemontese, sottolineando la difficoltà intrinseca della diagnosi di fronte a patologie così altalenanti:

«La Juventus ha professionisti di altissimo livello e ha sicuramente fatto il possibile. Il problema è che il dolore può diminuire durante il riscaldamento e ripresentarsi quando il muscolo si raffredda, rendendo questa patologia particolarmente insidiosa»

Il fantasista turco è atteso a Torino intorno al 20 luglio, giorno in cui si sottoporrà a una nuova e cruciale serie di esami strumentali. Nel frattempo, il giocatore sta portando avanti un programma terapeutico personalizzato sotto la stretta supervisione dello staff bianconero. Qualora la terapia conservativa non dovesse dare gli esiti sperati e si rendesse necessario l’intervento chirurgico, lo stop forzato si aggirerebbe intorno ai due o tre mesi. Un’ipotesi che la Continassa spera caldamente di scongiurare, come concluso dallo stesso Comastri:

«È un problema risolvibile, ma non si possono prevedere con certezza i tempi di guarigione, perché il tendine deve rigenerarsi. Per questo la tendinopatia resta uno degli infortuni più complicati da trattare».

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