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·1 avril 2026
Italia fuori dai Mondiali, caos FIGC: l’ipotesi dimissioni di Gravina e il rischio commissariamento. I prossimi passi e cosa potrebbe succedere davvero

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L’Italia, per la terza volta consecutiva, non parteciperà ai Mondiali. Un epilogo sportivo drammatico che innesca inevitabili riflessioni e apre le porte a una possibile rivoluzione ai vertici del calcio nazionale. Al centro del dibattito c’è chiaramente il futuro del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Per la giornata di domani, giovedì 2 aprile, è stata convocata un’importante riunione con tutte le componenti del sistema (Serie A, Serie B, Serie C, Lega Nazionale Dilettanti, Assoallenatori e Assocalciatori) per sondare gli umori e l’orientamento generale in vista del decisivo Consiglio federale in programma la prossima settimana.
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Uno degli scenari più probabili è quello che porta al passo indietro spontaneo dell’attuale numero uno della Federcalcio. A livello regolamentare, le N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne della Federcalcio) sono molto precise e prevedono all’art. 3 comma 5 che: “In caso di dimissioni del Presidente federale, decadono immediatamente il Presidente e l’intero Consiglio federale. L’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Presidente federale e dal Consiglio federale. In caso di dichiarata impossibilità da parte del Presidente federale, l’espletamento dell’ordinaria amministrazione è garantita in prorogatio dal Vice Presidente federale e dal Consiglio federale. In ogni caso, l’Assemblea viene convocata senza indugio ai sensi dell’art. 21, comma 3, dello Statuto federale”.
Qualora si verificasse questa ipotesi, lo Statuto Federale impone la convocazione di una nuova Assemblea elettiva entro 90 giorni per scegliere il nuovo presidente della FIGC. A decidere saranno i 276 delegati, che esprimono un totale di 516 voti calcolati con un peso specifico differente a seconda delle Leghe (ad esempio, 3,10 per ciascuno dei 20 delegati di Serie A contro l’1,93 della LND). Per essere eletti serve una maggioranza di tre quarti al primo scrutinio, di due terzi al secondo, o la maggioranza dei voti validi dal terzo in poi, fino al possibile ballottaggio.
Non è da escludere nemmeno un intervento d’imperio dall’esterno. A lanciare l’allarme è stato il Ministro dello Sport Andrea Abodi: “Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Commissariamento? Parlando con Buonfiglio (presidente del CONI) ho rinnovato l’invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci i presupposti”.
Il commissariamento delle Federazioni Sportive è disciplinato dallo Statuto del CONI, che ne prevede l’attuazione in caso di “accertate gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi o nel caso in cui non siano stati adottati, da parte delle Federazioni Sportive Nazionali, gli adempimenti regolamentari o il commissariamento ad acta delle articolazioni interne competenti, al fine di garantire il regolare avvio o svolgimento delle competizioni sportive nazionali”. Il Commissario, in questo caso, verrebbe proposto dalla Giunta e approvato dal Consiglio Nazionale del CONI.









































