DirettaCalcioMercato
·30 juillet 2026
Italiano allo scoperto: “Addio Bologna? Volevo l’Europa. Ecco la verità su Milan e Napoli”

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·30 juillet 2026

Dopo le pagine scritte con la conquista della Coppa Italia e la cavalcata con il club rossoblù, Vincenzo Italiano ha ripercorso le tappe fondamentali delle sue ultime scelte professionali in un’esclusiva intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Tra retroscena di mercato, la forte attrazione per le competizioni europee e i contatti con le grandi del nostro campionato, il tecnico ha fatto definitiva chiarezza sul suo addio a Bologna.
L’allenatore spiega i fattori decisivi che lo hanno spinto a chiudere l’esperienza in rossoblù e rivela come sono andati davvero i contatti con gli altri club: Addio Serie A? “Il Bologna ha fatto di tutto per tenermi. Potevo continuare, ma in alcune storie si va avanti e in altre no. Non avevamo l’impegno europeo, ed essendo abituato a farlo negli ultimi cinque anni, era diventato importante per come sono fatto io. Ed era giusto che un mini ciclo si concludesse”. Napoli vicino? “Con De Laurentiis c’è sempre stata stima reciproca, ma si fanno delle scelte e loro hanno preso un grande allenatore. Confermo che non me ne sonoandato da Bologna perché ero in parola con il Napoli. E’ stata una decisione presa a prescindere. L’incontro a Roma? Argomento andato in prescrizione”. No al Milan? “Al Milan ho detto di no dopo la vittoria in Coppa Italia. Il mio primo trofeo ha creato entusiasmo a Bologna e in me, avevo emozioni che non volevo trascurare e ho cercato di viverle. Quando ho deciso di lasciare quest’anno? Dopo Birmingham. Nella mia testa c’è sempre stato un Bologna europeo e quando ho capito che non l’avremmo più fatto le coppe ho considerato chiuso il miniciclo”.
Italiano traccia un bilancio affettivo sulla piazza emiliana, commentando la successione in panchina e alcune importanti dinamiche di calciomercato: Bologna? “Bologna mi è rimasta dentro, a volte chiudo gli occhi e vedo i 30mila dell’Olimpico. I tifosi mi sono rimasti addosso. Tedesco mi ha chiamato? No e condivido. Non l’ho fatto nemmeno io perché rischi di farti dei preconcetti. A lui dico che sta lavorando con un gruppo fantastico. Dovbyk? Sì, ci avevamo fatto un pensiero a gennaio. Per Castro sono contento. Orsolini rinnova? Spero di sì, non vedo un Bologna senza Orso e viceversa”.
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