Zerocinquantuno
·10 janvier 2026
Italiano: “Dopo la Supercoppa ci eravamo imborghesiti, abbiamo ritrovato l’atteggiamento giusto. Cambiaghi non doveva reagire, Orsolini l’avrei inserito in corsa”

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate prima ai microfoni di DAZN e poi in conferenza stampa dal tecnico rossoblù Vincenzo Italiano al termine di Como-Bologna 1-1.
Analisi di un pareggio amaro – «Siamo venuti qui in cerca di risposte e conferme, per uscire da un periodo non bello: avevamo smarrito soprattutto l’atteggiamento, fisicamente per me ci siamo e mentalmente non potevamo essere spariti. Oggi siamo rimasti in dieci contro un Como che sa già palleggiare bene in parità numerica, però ci siamo adattati bene e siamo stati puniti solo da un eurogol all’incrocio di Baturina. Il rosso a Cambiaghi? Non bisogna dar modo all’arbitro di interpretare in modo sbagliato una determinata situazione. Non doveva farlo, e mi dispiace perché ci stava dando una grande mano: è un ragazzo intelligente e sono sicuro che capirà di aver sbagliato».
Qualche screzio con Fabregas – «Al termine del match sono andato a cercarlo ma per abbracciarlo, ho grande stima di lui: durante le partite la tensione è sempre alta ma alla fine ci si stringe la mano e ci si scambiano opinioni e idee, tutto finisce lì».
Una questione mentale – «Quando vivi un momento negativo, non devi comunque minare le tue certezze: oggi abbiamo chiuso tempo e spazio ad una squadra come il Como, ci abbiamo messo velocità e aggressività ma anche tanta attenzione. Per me il periodo che abbiamo attraversato è stato solo questione di testa perché a livello fisico ci siamo e a livello di prestazioni anche: era un problema di testa, ci eravamo imborghesiti dopo la Supercoppa e alle volte queste cose non fanno bene».
Si ferma Lucumí – «Jhon ha rimediato un problema muscolare e mi auguro non sia nulla di grave, che possa rientrare in breve tempo. Il pugno alla panchina? Non era legato all’eventuale gravità del danno ma per frustrazione, rabbia e dispiacere».
Orsolini in panchina, Rowe opaco – «’Orso’ non sta attraversando un gran momento, cerchiamo di mandare in campo chi ha più energia e intraprendenza. Senza l’inferiorità numerica me lo sarei giocato come carta in corso d’opera, non mi dimentico di tutte le volte che ci ha tolto le castagne dal fuoco l’anno scorso. Jonathan deve fare di più, partendo da destra è forte un po’ limitato ma col Norwich aveva giocato un campionato lì: ci deve dare spunto, dribbling e qualche gol alla Baturina».
Effetto Freuler – «Remo è il cervello della squadra, e quando il cervello si spegne diventa dura. È un grande uomo, un leader, conosce alla perfezione il gioco del calcio e mette a posto tante situazioni: ci è mancato tantissimo e già il fatto di averlo recuperato è un ottimo segnale. Ma al di là di lui, ci auguriamo comunque di tornare ad essere il Bologna di un mese fa».
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