Italiano: “Teniamo tanto alla Coppa Italia, Lazio in salute ma vogliamo la semifinale. Deludere i tifosi mi fa star male, siamo tutti chiamati a dare di più” | OneFootball

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·10 février 2026

Italiano: “Teniamo tanto alla Coppa Italia, Lazio in salute ma vogliamo la semifinale. Deludere i tifosi mi fa star male, siamo tutti chiamati a dare di più”

Image de l'article :Italiano: “Teniamo tanto alla Coppa Italia, Lazio in salute ma vogliamo la semifinale. Deludere i tifosi mi fa star male, siamo tutti chiamati a dare di più”

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate nel pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Vincenzo Italiano alla vigilia di Bologna-Lazio, gara valida per i quarti di finale di Coppa Italia Frecciarossa in programma domani alle 21.


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Obiettivo da tenere vivo – «Sapete tutti quanto teniamo a questa coppa, di cui siamo i detentori: la nostra concentrazione è tutta sulla gara di domani e dovremo fare il massimo per passare il turno. Avremo il vantaggio del fattore campo, anche se purtroppo ultimamente non lo stiamo sfruttando, e sarà fondamentale limitare gli errori. Affrontiamo un avversario in salute ma andare avanti è il nostro obiettivo».

Crollato il rendimento interno – «Bisogna cercare di far tornare il Dall’Ara un uomo in più. Domenica quando sono usciti Bernardeschi e Rowe c’è stata una standing ovation: il nostro pubblico è un grande patrimonio e dobbiamo tenercelo stretto, cambiando questo trend negativo già da domani. Ringrazio il comportamento che lo stadio ha sempre nei nostri confronti, cercheremo di dare tutto per far andare via i tifosi con un risultato positivo, perché vederli amareggiati dopo la gara col Parma mi ha fatto star male».

La ricetta per migliorare – «Tutti quanti, nessuno escluso, devono dare quel qualcosa in più. Per esempio una lettura diversa in situazioni che apparentemente sembrano scontate: dobbiamo avere la capacità di percepire il pericolo, mettendoci del nostro. Davanti bisogna creare ancora più palle gol e dietro concederne sempre meno agli avversari: contro il Parma siamo rimasti in dieci ma abbiamo mantenuto l’assetto coi tre attaccanti, forse era un rischio ma secondo me andava corso».

Non c’è tempo per le prediche – «Ormai abbiamo intrapreso la strada di archiviare e ripartire, avendo solo due giorni per allenarci tra una gara e l’altra non possiamo mettere a posto l’umore o gli aspetti mentali. La cosa che non mi è andata giù di domenica è il dispendio energetico causato dall’inferiorità numerica: per questo motivo abbiamo perso Heggem. Adesso il nostro focus primario è sul preparare le partite e limitare l’avversario».

Si ferma Heggem – «Il ragazzo ha accusato un sovraccarico al quadricipite, inutile rischiarlo domani: vedremo se sarà recuperabile per Torino».

Un giudizio sui nuovi – «Gli ultimi arrivati sono degli professionisti fantastici con una cultura del lavoro elevatissima, ovvio che sono con noi da pochi giorni e hanno bisogno di tempo. Nelle scorse settimane avevo in mente di utilizzare Sohm, un centrocampista dinamico con forza nelle gambe che sa anche buttarsi dentro: domenica l’avrei inserito, poi però l’espulsione ha fatto saltare tutto. Helland è giovane ma ha grande prospettiva: ha qualità e struttura fisica ed è un patrimonio della società. Joao Mario l’ho schierato titolare contro il Parma, poi nella ripresa ho scelto la capacità di Zortea di essere più difensore e strappare in ripartenza».

Mediana a 3 o trequartista? – «La presenza di Odgaard può far cambiare il nostro assetto, ma devo dire che Jens sta iniziando a lavorare bene anche da centrocampista: secondo me sa svolgere nel modo giusto anche i compiti di mezzala».

Ballottaggi Skorupski-Ravaglia e Vitik-Casale – «Lo vedrete domani sera chi giocherà, io ho già fatto le mie scelte ma non ve le svelo (sorride, ndr)».

Miranda in affanno, Lykogiannis out – «Juan in questo momento non sta riuscendo a recuperare in fretta dagli impegni ravvicinati: dà garanzie tecniche ma meno sul piano fisico. Nel momento in cui qualche compagno dovrà sostituirlo per farlo rifiatare bisognerà adattare qualcuno: le opzioni sono due, giocare con due terzini di piede destro come fatto l’anno scorso a Lisbona (Posch e Holm, ndr) o spostare lì un centrale mancino».

Bernardeschi in zona centrale – «Secondo me lui si trova più a suo agio a giocare sulla fascia destra: domenica l’ha dimostrato disputando una grande partita, inoltre sa anche ripiegare molto bene e fare densità sottopalla, non a caso in carriera ha agito anche da quinto di centrocampo. Secondo me con ‘Fede’ continueremo in quella zona di campo».

I rinnovi una distrazione? – «Da calciatore mi sono ritrovato in quella situazione, ma quando iniziava la partita pensavo solo a fare la miglior prestazione possibile, poi in altri momenti il cervello poteva focalizzarsi su altro. Mi auguro che questa normale trattativa tra la società e alcuni giocatori (Freuler, Lucumí e Orsolini, ndr) non influisca sul campo ma venga messa in secondo piano».

Allenare la percezione del pericolo – «A mio avviso abbiamo perso molte partite per la poca attenzione. Oggi coi ragazzi ho battuto sul fare le chiusure preventive in maniera attiva, cioè pensando che mentre siamo in possesso può succedere di tutto: quella è la percezione massima che può scaturire nel momento in cui si fa qualcosa di errato. A campo aperto non dobbiamo subire rischi, ma anche su rimessa dal fondo del portiere, rimessa laterale o palla inattiva».

Lazio in salute – «Ho visto tutta l’ultima partita in casa della Juventus e mi hanno fatto un’ottima impressione: Sarri li fa giocare in una determinata maniera e ormai, nonostante le difficoltà, ogni aspetto è collaudata. Siamo consapevoli che affronteremo una squadra di valore che verrà qui per mostrare e proprie qualità, conosciamo i loro pregi e difetti e dovremo cercare di limitarli al massimo. La Lazio ha tanti giocatori di talento, ma ci attende un’altra semifinale storica e faremo di tutto per guadagnarcela».

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