Juve Sassuolo ai raggi X: i tre fattori che fecero la differenza all’andata. Cosa aspettarsi tatticamente dal match dello Stadium | OneFootball

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·20 mars 2026

Juve Sassuolo ai raggi X: i tre fattori che fecero la differenza all’andata. Cosa aspettarsi tatticamente dal match dello Stadium

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Juve Sassuolo: l’analisi tattica del match dell’Allianz Stadium, ecco i tre fattori decisivi che fecero la differenza all’andata

Domani l’Allianz Stadium accenderà i riflettori sulla sfida tra Juventus e Sassuolo. Se c’è un copione tattico e mentale che Luciano Spalletti vorrà rivedere, è sicuramente quello andato in scena nel match d’andata al Mapei Stadium, dominato per 3-0 dai bianconeri il giorno dell’Epifania. Riavvolgendo il nastro di quella partita, emergono indicazioni preziose e spunti estremamente positivi in vista della gara di domani. Ecco i tre fattori chiave che hanno fatto la differenza all’andata:


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JONATHAN DAVID IN VERSIONE “REGISTA OFFENSIVO”

Una delle note più esaltanti di quella trasferta fu l’interpretazione totale del ruolo da parte dell’attaccante canadese. David non si limitò ad attaccare la profondità, ma fu il vero tessuto connettivo della manovra: legò il gioco abbassandosi con intelligenza, si sacrificò nei recuperi in fase di non possesso e servì la splendida sponda per il raddoppio di Miretti. Il meritato gol dello 0-3, nato da un errore avversario e chiuso con un dribbling sul portiere, certificò una prestazione da leader, culminata con l’abbraccio di tutto lo staff. Oggi sembra quasi impensabile rivedere David in quella versione…

DOMINIO TERRITORIALE E PAZIENZA NELLA MANOVRA

Dopo i primissimi minuti di studio in cui faticava a trovare intensità, la Juventus prese letteralmente il controllo del campo, costringendo il Sassuolo a una lunga apnea difensiva. La squadra dimostrò grande padronanza nel ricamare manovre: sebbene i ritmi non fossero sempre forsennati, i bianconeri occuparono stabilmente la metà campo avversaria. La pazienza nel far girare il pallone alla ricerca dell’imbucata giusta, unita a un contro-pressing efficace (ottimo il lavoro di Yildiz e McKennie), impedì agli emiliani di ripartire con lucidità.

UNA DIGA DIFENSIVA INVALICABILE

Un altro aspetto da replicare sarà la tenuta stagna della retroguardia. All’andata il Sassuolo fece una fatica tremenda anche solo a superare la trequarti. La solidità nacque dall’ottimo filtro di Locatelli (sempre prezioso negli anticipi) e dalle letture perfette della linea difensiva, con Kalulu e Bremer insuperabili sia di testa che nelle chiusure a terra. La Juve non andò mai in affanno dentro l’area, concedendo solo un paio di conclusioni dalla distanza nel finale, prontamente neutralizzate da Di Gregorio.

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