Juventus Women, lo spogliatoio si è incrinato: cortocircuito tra le giocatrici e Canzi. La situazione | OneFootball

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·23 février 2026

Juventus Women, lo spogliatoio si è incrinato: cortocircuito tra le giocatrici e Canzi. La situazione

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Juventus Women, lo spogliatoio si è incrinato: cortocircuito tra le giocatrici e Canzi. La situazione dopo il pareggio deprimente con la Ternana

Il primo tempo a Narni, il secondo a Narnia: non esiste. Scompare la Juventus Women sul sintetico, come buona parte delle residue speranze di bissare lo scudetto (-8) della stagione scorsa. Dopo l’eliminazione in Champions le bianconere si fanno rimontare due gol dalla Ternana con una prova deprimente e vanno alla pausa con animo e spogliatoio frantumati. I cocci sono taglienti: c’è una distanza relazionale tra le giocatrici e Canzi, la comunicazione tra le parti non funziona come dovrebbe né a livello empatico né a livello di campo. Un cortocircuito che si è manifestato violentemente in una partita quasi inspiegabile. Le ragazze lamentano, non da ieri, assenza di dialogo con lo staff tecnico e allenamenti non sempre stimolanti da un punto di vista tattico.


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Max è furibondo, pensava di aver fatto tutto per trasferire la giusta mentalità alla squadra per un impegno decisivo. La partita di ieri lo tormenterà per tutta la sosta, le parole del post sono un concentrato di delusione. I risultati – ha vinto tutto il possibile – continuano a dargli ragione ma qualcosa internamente si è rotto e va risanato. Il gruppo è recidivo: una dinamica simile si verificò con Montemurro, al secondo anno. Al terzo la situazione gli sfuggì completamente di mano. Quando questa squadra perde entusiasmo finisce per sbandare e, alla fine, per implodere. Il problema è sul tavolo a Vinovo, ma la soluzione non si è ancora trovata. Il tecnico è convinto di aver già fatto diversi passi verso la squadra, sia dal punto di vista della proposta di gioco che della disponibilità al confronto. Evidentemente non è bastato. La società si augura che flessibilità e buonsenso prevalgano prima di saltare alle conclusioni. 

Prima o poi bisognerà sciogliere le riserve su chi tra Braghin e Mazzetta avrà il timone nel 2026/27 per avere contorni più chiari su direzione e protagonisti principali del progetto. In tutto questo il bilancio stagionale per il club resta positivo: 3 obiettivi stagionali centrati su 3 (Women’s Cup, Supercoppa e playoff di Champions) e la possibilità di vincere la Coppa Italia, a livello di trofei potrebbe persino diventare l’annata più fruttuosa di sempre. Il campionato non è stato all’altezza e le responsabilità sono di tutti: giocatrici, allenatore e dirigenza. Quest’ultima ha consegnato al tecnico una squadra forse davvero più forte nelle individualità ma evidentemente meno incline alle caratteristiche della propria guida, da cui ci si aspettava una maggiore propensione al pensiero laterale.

La partenza di Girelli a gennaio ha creato scoramento all’esterno, in un ambiente estremamente esigente che non sa più a quale juventina affezionarsi. La Juve femminile sembra un porto aperto in cui qualsiasi giocatrice può venire o lasciare quando vuole (difficile che sia diverso in un contesto come quello della Serie A), nei prossimi giorni attraccherà la nave di Rasmussen. La politica societaria è sempre la stessa e fino a ieri è stata una forza: chi non è felice e fiera di giocare nella Juventus sa dove è la porta. Non si può dire lo stesso delle attaccanti di Canzi.

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