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·20 mars 2026

La FIFA multa Israele per violazione delle norme anti discriminazione

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Il Comitato Disciplinare della FIFA ha sanzionato la federcalcio israeliana (IFA) per violazioni degli articoli 13 (comportamento offensivo e violazioni dei principi del fair play) e 15 (discriminazione e abuso razzista) del suo Codice Disciplinare. Il lavoro del Comitato è stato attivato dalla segnalazione portata avanti durante il 74° Congresso FIFA dalla federcalcio palestinese (PFA), che aveva avanzato accuse di discriminazione. Comitato che ora ha evidenziato molteplici violazioni commesse dall’IFA nei suoi obblighi come associazione membro della FIFA.

In un documento di 40 pagine, la decisione ha elencato numerosi comportamenti razzisti nel calcio israeliano: dagli slogan che esaltano la purezza razziale sugli spalti del Beitar Jerusalem agli insulti contro i giocatori arabi, fino ai «messaggi politici e militaristi» pubblicati sui social da dirigenti delle leghe professionistiche e del Maccabi Netanya. A proposito della condivisione di un articolo ostile a qualsiasi cessate il fuoco a Gaza, la commissione disciplinare ha osservato che «l’assenza di qualsiasi linguaggio attenuante – come appelli alla moderazione, preoccupazione per le vittime civili o il riconoscimento di principi umanitari – rende questa pubblicazione non solo politicamente carica, ma anche eticamente problematica».


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Per condannare l’IFA, la FIFA ha ritenuto insufficienti e troppo vaghe le multe che la federazione israeliana aveva inflitto al Beitar, perché non collegate esplicitamente a episodi di razzismo. Inoltre ha osservato che l’IFA non ha «rilasciato alcuna dichiarazione pubblica di condanna del razzismo, né lanciato campagne contro la discriminazione o iniziative per favorire l’inclusione di giocatori arabi o palestinesi».

Per questi motivi, l’IFA dovrà pagare una multa di 150mila franchi svizzeri (al cambio attuale pari a più di 164mila euro). A questo si aggiunge un avvertimento ufficiale a cambiare la propria condotta, pena altre sanzioni.

Inoltre, il Comitato FIFA ordina all’IFA di implementare un piano di prevenzione in conformità con le seguenti direttive:

  1. Alla Federazione Calcistica Israeliana è fatto ordine di esporre nelle sue prossime tre partite casalinghe di competizioni FIFA di livello A, uno striscione significativo e altamente visibile con le parole «Il calcio unisce il mondo – no alla discriminazione» insieme al logo della Federazione Calcistica Israeliana. La dimensione, la disposizione e il posizionamento dello striscione nello stadio dovranno essere presentati dalla Federazione Calcistica Israeliana alla FIFA al più tardi 15 giorni prima di ogni partita per approvazione.
  2. La Federazione Calcistica Israeliana dovrà, entro 60 giorni dalla notifica della presente decisione, investire un terzo della multa dovuta verso l’implementazione di un piano completo per garantire azioni contro la discriminazione e per prevenire incidenti ripetuti, in conformità con l’art. 15 par. 7 del Codice Disciplinare FIFA. Il piano dovrà essere approvato dalla FIFA e dovrà concentrarsi sulle seguenti aree: riforme, protocolli, monitoraggio e campagne educative negli stadi e sui canali ufficiali per un’intera stagione. Il resto della multa deve essere pagato entro 30 giorni dalla notifica della decisione.

«Il Comitato riafferma che, mentre il suo mandato è limitato all’applicazione del quadro normativo interno della FIFA, non può rimanere indifferente al contesto umano più ampio in cui opera il calcio. Lo sport deve rimanere una piattaforma per la pace, il dialogo e il rispetto reciproco. La sua portata globale e il suo potere unificante comportano una responsabilità di sostenere i valori di dignità, uguaglianza e umanità—specialmente in tempi di conflitto e divisione», si legge nel dispositivo.

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