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·10 juillet 2026

La mossa dei De Laurentiis: rinunciare ai crediti per rimettere in ordine i conti del Bari

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Le contestazioni della Procura di Bari relative ai conti del club pugliese, per cui è stata richiesta l’istanza di fallimento, sta portando la famiglia De Laurentiis a valutare con cura le prossime mosse contabili per riequilibrare quello squilibrio contestato dagli inquirenti.

Come riporta l’edizione odierna del La Gazzetta del Mezzogiorno, quello che sceglieranno di fare i De Laurentiis dovrà essere portato a termini a quattro mesi dalla chiusura del bilancio 2025/26, fissata per il 30 giugno, visto che entro questo limite il Bari, come tutte le altre società, dovrà giocoforza provvedere all’approvazione dei risultati economici-finanziari. Vista la situazione del club, che deve la propria sopravvivenza alle continue iniezioni di capitale dalla controllante Filmauro, cassaforte della famiglia De Laurentiis, ecco che la proprietà sta valutando con attenzione se rinunciare ai 9 milioni di crediti nei confronti del Bari per dare respiro ai conti della società che dovrà vivere almeno una stagione in Serie C dopo la retrocessione nello scorso campionato.


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A questo si aggiunge che il 30 giugno scorso è terminato il bonus del decreto Covid, che a partire dal 2021 ha consentito alla società di rinviare per cinque anni la ricapitalizzazione. Questo significa che il capitale sociale di 130mila euro deve essere ricostituito entro il 30 luglio, pena le ipotesi di scioglimento previste dal codice civile.

Una ricapitalizzazione che è già stata decisa, anche per scongiurare quasi certamente la dichiarazione di insolvenza portata avanti dalla Procura. E qui entrano in gioco i crediti della Filmauro con i De Laurentiis che sarebbero pronti a rinunciarvi, sotto forma di anticipo soci, facendo così risollverare i conti del Bari per una cifra intorno ai 7 milioni. Per fare ciò basterebbe una semplice dichiarazione del rappresentante legale. Inoltre, da parte del club si sottolinea come, allo stato attuale, non ci siano debiti scaduti e quindi non è possibile ipotizzare uno stato di insolvenza irreversibile.

Intanto continuano le indagini della Guardia di Finanza in seguito alla documentazione acquisita durante le perquisizioni nelle sedi di Bari, Napoli e Filmauro. La partita si gioca soprattutto sulla perizia che ha attestato il valore del portiere Elia Caprile. L’estremo difensore è stato venduto da Bari al Napoli per 2,2 milioni, con il club pugliese che ha però incassato circa 1,7 milioni dopo la quota spettante al Leeds come da accordi fra i due club. Dopo un anno di prestito all’Empoli, Caprile fu ceduto dal Napoli al Cagliari per quasi 8 milioni. Secondo la tesi della Procura questa operazione ha creato un danno economico al Bari, ritenendo il prezzo iniziale «non congruamente remunerativo rispetto al valore effettivo dell’asset». Infine, la prossima settimana i consulenti tecnici della Procura esamineranno la documentazione acquisita dalla Finanza. E in base a ciò, non si può escludere che finiscano nel mirino anche altre operazioni di mercato fra Bari e Napoli.

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