Pagine Romaniste
·10 mars 2026
La Roma si scopre in divieto di sosta

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·10 mars 2026

CORRIERE DELLA SERA (Davide Stoppini) – Il Var non può condizionare l’analisi. Legittimo parlare dell’episodio Koné–Malinovskyi. Conviene però occuparsi di come mettere in pratica l’auspicio di Gian Piero Gasperini: “Dobbiamo arrivare alla sosta nella posizione in cui siamo; in più abbiamo l’Europa League”. E allora, dopo le prossime quattro sfide, l’obiettivo è restare al quarto posto e prendersi il quarto di finale di coppa eliminando il Bologna. Però ci sono almeno tre aspetti sui quali lavorare.
Il primo, l’assetto difensivo. Le chiavi di lettura sono molteplici: uno Svilar adesso umano e non più costantemente in vena di miracoli; un Mancini in evidente calo di forma e per di più nervoso con compagni e arbitri; reparti meno compatti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la Roma che nelle prime 24 giornate aveva incassato solo 14 gol, è la stessa che nelle ultime quattro gare ne ha subiti 7. Dunque, un terzo di tutti i gol incassati da Napoli in poi, in 360′: ecco perché anche numericamente non è più il reparto migliore della Serie A, sotto il Milan e alla pari del Como.
Altro punto, la situazione fisica. La squadra giallorossa appare stanca. Il preparatore Borelli, in un’intervista di novembre, disse: “Abbiamo lavorato per essere al top da ottobre fino a febbraio, poi a marzo vedremo”. Mancini, Pellegrini, Cristante, Celik, lo stesso Koné stanno pagando il conto.
Il terzo aspetto, le soluzioni offensive. Gli infortuni sono un fattore innegabile, ma non raccontano tutto. Ci sono giocatori forse non ancora pronti per essere decisivi dall’inizio – leggi Venturino – altri ai quali oltre al tempo servirebbe anche un’iniezione di fiducia – leggi Vaz, altri, come Zaragoza, non impiegati perché non ritenuti pronti per la tipologia di partita. Ma è intorno a questi giocatori che la Roma deve farsi forza.
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