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·27 février 2026

La testa conta quanto i piedi: in Serie A si segna ancora così

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Il colpo di testa è un fondamentale particolare. Non è tipico di tutti i calciatori, né un aspetto su cui si può migliorare troppo. Non è solo una questione di centimetri. O ce l’hai o non ce l’hai. Dicono che si tratti di un’arte in via di estinzione. I numeri, però, raccontano un’altra storia. Il gol di testa non è scomparso, è diventato solo più selettivo. La Serie A continua a dirlo chiaramente: chi sa colpire di testa, oggi, ha un vantaggio che vale quasi quanto un gol.

La classifica stagionale parla chiaro: Inter davanti a tutti con 14 gol di testa, seguita da Juventus (9) e Napoli (8). Ma il dato diventa ancora più interessante se si allarga lo sguardo.


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Inter, una superiorità che dura nel tempo

Il dominio nerazzurro sui palloni alti non è episodico. Lo dicono le ultime 10 stagioni di Serie A, in cui i nerazzurri viaggiano a 13,7 gol di testa di media, con un vantaggio superiore alle 3 reti a campionato sulla Juventus, sua inseguitrice.

Quest’anno il dato è ancora più impressionante: 14 reti segnate su 107 tentativi. Non solo quantità, però: la percentuale realizzativa degli uomini di Chivu è del 13%, che li rende la terza squadra più cinica su questo fondamentale dopo Napoli e, sorprendentemente, Cagliari. Questa è la dimostrazione che il gioco aereo, se strutturato, resta ancora una risorsa moderna e non nostalgica. Dettaglio non meno importante la qualità tecnica eccelsa dei suoi battitori, Dimarco e Calhanoglu su tutti, che rendono per i colpitori ancora più facile arrivare all’appuntamento con il gol. 

Juventus e Milan, due strade opposte

La Juventus vive una sorta di ritorno alle origini. Dopo una stagione precedente poverissima (appena 4 gol di testa), quest’anno è già a quota 9, con una percentuale realizzativa del 12,3%. Buona parte del merito va anche dato al ritorno in campo di un calciatore abbastanza incisivo e predominate sulle palle aeree: Gleison Bremer, autore di 2 reti. I bianconeri sono terzi nella classifica dei tentativi, con 73 incornate tentate, dietro, oltre all’Inter primissima, al Milan. In aggiunta, 5 dei 9 gol segnati di testa sono arrivati da difensori: oltre al sopracitato Bremer, sono finiti sul tabellino anche Cabal, Kalulu e Gatti.

I rossoneri, invece, sono secondi per tentativi (76), ma hanno segnato solo 6 gol, con un percentuale bassa di realizzazione (7,9%). È uno dei dati più eclatanti tra le big: il Milan crossa tanto, ma capitalizza poco, vuoi per poca precisione, vuoi per una mancanza di specialisti, tolto Füllkrug (arrivato a gennaio) e Rabiot. Se si guarda alle passate stagione, il Diavolo ha sempre viaggiato intorno a questi numeri, salvo per la stagione 2023/2024, conclusa con ben 14 reti da colpo di testa.

Napoli, pochi colpi ma letali

Il Napoli è l’esempio perfetto del nuovo corso del gol di testa: meno quantità, più qualità.

Con 58 tentativi, la banda di Conte ha segnato 8 volte, per una percentuale del 13,8%, la seconda migliore del campionato. Non è una squadra che vive principalmente di palle alte, ma quando ci arriva, colpisce. E la media storica delle ultime 10 stagioni (9,9) conferma una continuità piuttosto efficace. Se a colpire di testa, poi, è Scott McTominay, ecco che la percentuale di realizzazione è facile che si alzi.

Roma, Lazio e Atalanta: il segnale del cambiamento

Il calo del gioco aereo si legge soprattutto guardando a Roma, Lazio e Atalanta.

I giallorossi sono passati dai 10 gol della scorsa stagione ai 5 di questa, gli aquilotti addirittura da 10 a 2, mentre i bergamaschi da 12 a 5. Squadre che negli ultimi dieci anni viaggiavano stabilmente tra 8 e 10 gol aerei a stagione, soprattutto la Lazio, quando poteva vantare un vero fuoriclasse su questo fondamentale: Sergej Milinković-Savić. In questa stagione, le formazioni di Gasperini, Sarri e Palladino sembrano aver ridimensionato – o quasi abbandonato – questa soluzione, privilegiando un calcio più rasoterra e di movimento.

Le eccezioni delle piccole

Tra i dati più sorprendenti spicca il Cagliari: 7 gol di testa con appena 50 tentativi, ma soprattutto la miglior percentuale realizzativa del campionato (14%). Non si tratta però di un caso isolato: nei 9 campionati di Serie A disputati degli ultimi 10 anni, i rossoblù hanno fatto registrare una media di poco superiore ai 10 gol di testa, dietro solo a Inter e Juventus. Soltanto nelle stagioni 2021/2022 e 2023/2024 i sardi non sono andati in doppia cifra, con 7 e 6 reti. 

A 7 reti segnate di testa, al fianco del Cagliari, c’è anche il Parma di Carlos Cuesta. Il rapporto tra tentativi e gol realizzati dei crociati è molto buono: in totale sono 56 le capocciate verso la porta, con una percentuale realizzativa pari al 12,5%. In area comanda Mateo Pellegrino: 4 reti su 7 sono arrivate proprio dalla sua testa. Un bottino che lo mette sul gradino più alto tra i colpitori di testa della Serie A, alla pari con il suo connazionale Lautaro Martinez.

Il confronto con il passato

Per capire davvero il peso del gol di testa oggi, bisogna guardarsi alle spalle. Le ultime dieci stagioni di Serie A raccontano un campionato in cui la rete aerea era molto più frequente e diffusa. Nelle annate tra 2016 e 2022 si è viaggiato stabilmente tra le 160 e le 170 reti di testa complessive, con picchi che hanno toccato anche quota 183 (stagione 2019/2020), segno di un calcio in cui il cross era una soluzione quasi naturale e il gioco sugli esterni aveva un peso specifico maggiore.

Oggi il quadro è diverso. L’attuale stagione è ferma a 104 gol di testa dopo 26 giornate, per una media di 4 reti a giornata. Si tratta del dato più basso, dopo quello delle annate 2022/2023 (3.84) e 2024/2025 (3.97). Dato che, pur potendo crescere nel finale, difficilmente tornerà ai livelli del passato recente. Le ultime 4 stagione hanno dimostrato un calo di marcature sotto questo aspetto, ad eccezione della stagione 2023/2024, che si chiuse con 175 gol segnati di testa, per una media di 4.61 a giornata, la terza più alta dopo il biennio 2019/2020 (4.82) e 2018/2019 (4.66).

Il dominio aereo dell’Inter trova conferma anche dal dato riguardante il record di gol segnati di testa in una stagione. Nessuno, infatti, è riuscito a far meglio dei nerazzurri, che nella stagione 2019/2020, con Antonio Conte alla guida, sono stati in grado di segnare ben 20 gol di testa. Appena sotto c’è ancora l’Inter, questa volta di Inzaghi, che nella stagione 2021/2022 fece registrare 19 reti arrivate dall’alto. Tra tutte le formazioni spiccano anche Fiorentina e Spal, con 18 centri, rispettivamente nei bienni 2023/2024 e 2018/2019.

Il gol di testa è diventato selettivo

In Serie A non si è smesso di segnare di testa. Semplicemente certe squadre si sono specializzate, altre ci hanno rinunciato, altre ancora hanno cambiato stile di gioco.

L’Inter continua a dominare dall’alto, Juventus e Napoli resistono con identità diverse, il Milan è sprecone, Roma, Lazio e Atalanta hanno cambiato pelle. E intanto, squadre come il Cagliari dimostrano che, anche senza i riflettori delle big, la testa può ancora fare la differenza.

Perché il calcio corre, evolve, ma quando il pallone vola per aria, non tutti sanno ancora come colpirlo.

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