Inter News 24
·24 juin 2026
Lavelli si racconta: «L’Inter in una parola? Amore. Chivu? Un campione e bellissima persona, sa come lavorare coi giovani»

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Tra i volti noti dell’Inter U23 c’è Matteo Lavelli, classe 2006, attaccante brianzolo scelto da mister Stefano Vecchi per la sua prima annata tra i professionisti in Serie C che si è raccontato in una breve intervista di Players Zone, programma del canale ufficiale dell’Inter. Le sue parole.
I PRIMI PASSI NEL CALCIO – «Sicuramente mio papà e mio nonno. Quest’ultimo purtroppo non c’è più ma è stata la figura più importante insieme a mio papà. Sin dall’inizio mi hanno sempre consigliato e mio papà continua a farlo».
ESPERIENZA NEL SETTORE GIOVANILE – «Prima dell’Inter ho giocato in alcune squadre brianzole, tra cui il Renate. Sicuramente sono state importantissime: ho vinto alcuni trofei con loro. Poi dal 2017 in poi ho sempre giocato per l’Inter».
PRIMA SQUADRA E CHIVU – «Sicuramente è stato un campione ed è una bellissima persona che sa come lavorare coi giovani. Mi ha anche detto di stare calmo e mi ha avvertito che gli avversari sarebbero arrivati un po’ più forti rispetto alla Serie C. Mi ha anche detto che mi avrebbe aspettato in panchina in caso di gol, ma questo non è arrivato (ride, ndr)».
ESORDIO AL MEAZZA – «Non te ne rendi conto nel mentre perché pensi solo al campo. Penso che sia l’emozione più bella che un ragazzo interista di 19 anni possa provare. Avevo i piedi congelati e comunque c’erano ansia e adrenalina».
VITA QUOTIDIANA E CARATTERE – «Tutti i compagni? Tutti. Il più stiloso? Richie Agbonifo. Genere musicale preferito? Reggaeton. Piatto preferito? Pasta al pesto. Allenamento al mattino o al pomeriggio? Con le nuvole (ride, ndr). Il mio punto forte in campo? Il fisico. Sport preferito oltre al calcio? Padel e tennis. Idolo calcistico? Cristiano Ronaldo, per la personalità. L’Inter in una parola? Amore».
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Le dichiarazioni di Lavelli evidenziano la sua maturità, l’attaccamento alla maglia nerazzurra e la gratitudine verso chi lo ha supportato fin dai primi calci, mostrando anche la sua voglia di crescere e migliorare stagione dopo stagione.







































