Calcio e Finanza
·8 janvier 2026
Lazio, Lotito sugli arbitri: «In ballo la credibilità del sistema: so di interrogazioni parlamentari»

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·8 janvier 2026

Al termine di Lazio-Fiorentina, sfida segnata da un evidente errore arbitrale ai danni della Lazio (la mancata concessione di un rigore per un fallo su Mario Gila) in conferenza stampa ha preso la parola il presidente dei biancocelesti Claudio Lotito.
«Io sono abituato a non pensare male ed essere collaborativo per risolvere i problemi. Noi non facciamo la corsa contro qualcuno e ricorderete che feci un comunicato stampa dove dissi che questo percorso di avvicendamento generazionale andava accompagnato. Nel momento in cui si verificano tutta una serie di episodi che non possono essere dettati solo dalla casualità ho deciso di mandare una lettera ufficiale. Non ci siamo lamentati, ma ho l’obbligo di salvaguardare la credibilità del sistema. Ho mandato una lettera alla Lega perché il mio referente è la Lega Calcio. Non ho ricevuto risposta, tra l’altro non ho fatto una lettera di lamentela ma posto un problema che riguarda tutte le società e sulla credibilità del sistema. Stabiliamo quelli che sono i criteri per il fuorigioco o per il fallo di mano, questo proprio per evitare interpretazioni».
«Questo è stato preso da parte di qualcuno come lamentela, io ho detto che la credibilità del sistema deve essere interesse collettivo. In un campionato 8, 9 punti sono determinanti e hanno valenza di carattere economico, la Lazio è una società quotata in borsa e ho dovuto fare quella lettera anche per quei pochi azionisti oltre alla mia presenza straordinaria. Non ho ricevuto risposta, mi sembra di capire che ci siano già delle attenzioni. Si lamentano tutti, vogliamo parlare di un sistema credibile? Questo è interesse di tutti. Mi sembra che il Governo sul tema delle ammissioni ha scelto di togliere quell’argomento dalla Federazione. Viene abolita una norma, ma viene applicata per sei mesi. Diciamo che c’è un po’ di confusione, vogliamo riportare serenità nel sistema. Se il sistema non è in grado di farlo, dovrà farlo qualche elemento esterno», ha aggiunto il numero uno dei biancocelesti.
Lotito ha poi aggiunto: «Non mi sono mosso in prima persona perché qualcuno pensa a conflitti di interesse, ho eliminato anche la presenza in Consiglio Federale e da quando non ci sono mi sembra che la situazione sia peggiorata. Io ho sempre lavorato a tutela del sistema, perché se il sistema funziona lo fa per tutti. Probabilmente da quello che leggo sui giornali vedo che ci sono delle interrogazioni parlamentari da parte di partiti che non hanno nulla a che fare con me. Le istituzioni si rendono conto di quello che succede durante le partite, non parlo di disegni o altre cose. Questo non riguarda un addetto ai lavori, l’interesse è avere l’omogeneità delle situazioni, altrimenti si crea un problema di credibilità. La credibilità del sistema è fondamentale, ben oltre i problemi di una singola società. Mi risulta che ci siano già in atto interrogazioni parlamentari che chiedono al Ministro di intervenire, così come è successo con la Covisoc dove si è scelto di intervenire con una struttura esterna che garantisca maggiore credibilità. Non bisogna far pensare a ipotesi o situazioni diverse, poi se qualcuno si sente leso si rivolga alle sedi opportune e questo sarà un altro tema che verrà valutato nelle sedi opportune, così come ha indicato la Lega. Da uomo delle istituzioni ho a cuore l’obiettivo di mantenere credibilità nel sistema per tutelare tutti, non la Lazio in quanto presidente. Ho fatto una lettera garbatissima, c’è un problema sui criteri e abbiamo mosso un tema per togliere le dietrologie».
Spazio poi al delicato tema del mercato, che finora ha visto la Lazio operare soprattutto in uscita: «La mia longevità è dettata dall’esperienza, sono il presidente più longevo nella storia del calcio italiano. L’esperienza mi dice che i calciatori che non vogliono restare non devono essere trattenuti. Castellanos voleva andar via, così come Guendouzi, per questo li abbiamo lasciati andare e loro sono stati correttissimi nei loro comportamenti. Sono stati attratti da altri progetti tecnici e da altre offerte economiche, questo però non significa che i giocatori vengano svenduti. La cosa che mi fa sorridere è che fino a ieri si pensava che ci fossero giocatori marginali e di poco conto nella Lazio. Si parlava di una squadra da quattro soldi, sono state scritte tante cose non vere dove noi avevamo nascosto al mister il blocco del mercato, queste sono bugie».
Il presidente ha quindi approfondito i temi regolamentari ed economici: «Il direttore amministrativo, che ho trovato qui e che non ho scelto ma che trovo preparatissimo, ha posto un problema. Uno degli indicatori era l’indice di liquidità, di cui ero un fautore ai tempi dei problema del Parma. Questo indice testa la cassa a breve termine, con questa cassa breve si aveva la certezza che una società poteva concludere il campionato. Quell’indice era fissato a 0,2, poi qualcuno lo ha pensato come indice di iscrizione al campionato ed è stato respinto in sede amministrativa. L’indice non testa lo stato di salute della società, se io domani faccio un debito a 15 mesi invece che a dodici mesi non viene contato. Se una società fa debiti a medio-lungo termine da 4/500 milioni non vengono rivelati, andava messo un indice di solidità che va a testare il patrimonio. Se un imprenditore è virtuoso paradossalmente veniva penalizzato da questa situazione».
Lotito ha rivendicato anche gli investimenti strutturali e le strategie di mercato: «Io sto facendo l’Academy e lo Stadio, sono tutti soldi spesi con la cassa che produceva la società, non ho fatto un mutuo a 10/20 anni come le altre società. Formello ha avuto un cambiamento radicale, viene definito dalle istituzioni come uno dei centri migliori. Qualcuno si è inventato di spaccare il mercato in due tranche, la prima dal 1° luglio al 31 agosto con fotografia fatta al 30 marzo e una seconda metà che invece applica il parametro della UEFA, con cui la Lazio non ha mai avuto problemi. Altre squadre invece hanno avuto milioni di multe, questa è la spiegazione e questo dato ha creato un danno alla società».
Infine, un messaggio ai tifosi: «Cosa pensa che stia facendo, che sto guardando le farfalle? Devo prendere una mitragliatrice e sparare su tutta la classe arbitrale? Ricordo a tutti, uomo avvisato, mezzo salvato. Poi si andrà nelle sedi opportune. Forse non mi sono spiegato, prendete una laurea in giurisprudenza e poi studiate la strategia. Ho rappresentato che bisogna avere pazienza nel cambio generazionale degli arbitri. Nell’AIA ci sono delle fazioni con vari ricorsi, ho detto di trovare la soluzione per questi problemi, se non verranno risolti mi rivolgerò ad altre sedi. Io già so quello che devo fare, io non lavoro con la pancia ma con la testa. Per i tifosi garantisco una cosa, per il 9 gennaio per l’anniversario e per dimostrare quanto tengo alla Lazio farò una manifestazione a Parco dei Daini alla quale ho invitato tutte le istituzioni e una delegazione di tifosi. La Lazio è nata nel 1900 e ha la matricola originaria, quella matricola è costata lacrime e sangue ai tifosi e a tutti i presidenti, anche in minima parte al sottoscritto che si è caricato 550 milioni di debiti, mentre altre società hanno scelto la scorciatoia di ripartire da zero e non a caso siamo la prima squadra della Capitale certificata. Faremo una bella lapide a Parco dei Daini dove verrà scritto che il calcio a Roma è iniziato lì. Chiedete a Cataldi quanto è mortificante perdere punti per la questione arbitrale».









































