L’era Vlahovic alla Juventus è finita: amore e odio, gol e fischi. 4 anni e mezzo dopo, si apre ora un grande problema per i bianconeri – VIDEO di Marco Baridon | OneFootball

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·3 juin 2026

L’era Vlahovic alla Juventus è finita: amore e odio, gol e fischi. 4 anni e mezzo dopo, si apre ora un grande problema per i bianconeri – VIDEO di Marco Baridon

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Vlahovic chiude la sua era alla Juventus dopo 4 anni e mezzo: una storia di amore e odio quella del serbo coi bianconeri – VIDEO di Marco Baridon

La parabola di Dusan Vlahovic alla Juventus è giunta ai titoli di coda. Un rapporto vissuto costantemente sull’altalena delle emozioni, iniziato in un freddo mese di gennaio 2022 con immense aspettative e destinato a chiudersi con un doloroso addio a parametro zero.

Dagli inizi da sogno al peso della maglia numero 9

Tutti ricordano il suo magico esordio contro il Verona: un morbido pallonetto, la corsa sfrenata verso la curva e il gesto delle dita portate alla testa e al cuore. Una favola calcistica che sembrava aver trovato la sua consacrazione immediata in Champions League, quando gli bastarono appena 32 secondi per far tremare la difesa del Villarreal. Un impatto devastante, tanto che in molti pensarono: ‘Abbiamo trovato il nostro nuovo Re’. A suggellare quell’entusiasmo generale arrivò anche la celebre dichiarazione di Andrea Agnelli: “Dobbiamo prendere il prossimo Cristiano Ronaldo, ma questa volta a 25 anni”.


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Tuttavia, la maglia numero 9 della Juventus comporta pressioni enormi e l’entusiasmo iniziale si è progressivamente trasformato in incomprensione. La sua irrefrenabile foga agonistica è spesso sfociata in un eccessivo nervosismo, ben testimoniato dai battibecchi con i tifosi dopo il pareggio contro il Venezia o dai pesanti fischi incassati allo Stadium durante l’amichevole contro la Next Gen.

I numeri dell’attaccante e l’ultimo lampo nel Derby

Nonostante i periodi più complessi, l’istinto del bomber non è mai svanito. Il destino ha voluto che il suo ultimo, grande squillo arrivasse proprio nel Derby contro il Torino, chiudendo il cerchio con un’esultanza identica a quella del suo primissimo giorno. A livello statistico, l’impronta lasciata dal centravanti serbo resta innegabile:

  1. 168 presenze totali collezionate in maglia bianconera.
  2. 68 reti decisive messe a segno tra campionato e coppe.
  3. Un impatto fisico sempre e comunque dominante all’interno dell’area di rigore.

La rottura sul rinnovo: l’ostacolo dei bilanci

Nel calcio di oggi, però, i bilanci finanziari contano quanto i gol. La dirigenza della Juventus ha concretamente tentato di prolungare l’accordo, mettendo sul tavolo un’offerta importante pari a 6 milioni netti più bonus. Le richieste della controparte sono risultate tuttavia irremovibili: 8 milioni più un ricco premio alla firma. Questa distanza economica, giudicata incolmabile e insostenibile, ha decretato la separazione definitiva.

Il futuro dell’attacco: flop interni e nuovi obiettivi

Ora la società deve affrontare un gigantesco rebus tecnico: chi segnerà i gol nella prossima stagione? La prospettiva di arrivare a Kolo Muani stuzzica la piazza e la dirigenza, ma il vuoto al centro del reparto avanzato è evidente. La cruda realtà, infatti, è che chi è rimasto ha fallito: scommesse e investimenti come David, Openda e Milik hanno finora profondamente deluso le aspettative. Vlahovic fa le valigie, ma il tempo per trovare un nuovo vero terminale offensivo è già agli sgoccioli.

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