Calcio e Finanza
·7 avril 2026
L'idea di Spalletti: «Un giocatore Under 19 titolare in ogni squadra di Serie A»

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Nonostante la sua Juventus sia ancora in piena lotta per i propri obiettivi in Serie A, Luciano Spalletti non dimentica il momento difficile del calcio italiano. Una situazione che lui stesso ha vissuto in prima persona – come ex Ct della Nazionale – e che si è ripresentata con la mancata partecipazione degli Azzurri al terzo Mondiale consecutivo.
Al termine della sfida tra Juventus e Genoa, Spalletti ha raccontato come ha vissuto l’eliminazione contro la Bosnia: «Malissimo e giuro che quando è finita la partita contro la Bosnia mi sono immaginato di essere Gennaro Gattuso, il primo pensiero è andato a lui. È una persona perbene, ha sentimento, ha tutte le qualità per essere un top al mondo e mi sono detto: “Se fossi stato ancora lì e mi fosse successo a me in quella temperatura, in quello stadio…”. Io veramente non ne sarei uscito, a seconda di come sei fatto quando te le schiodi di dosso? È impossibile. Io l’ho subita tanto, in una maniera forte, mi ha creato una non reazione, non ce la facevo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto dal dispiacere».
Spalletti ha aggiunto: «Poi se Moise Kean segna il 2-0 si parla di grande Italia. In questi sbalzi di opinione bisognerebbe avere un po’ più di equilibrio e considerare che questi ragazzi qui, dentro quel contesto, è facile finché non ci arrivi. Quando sei lì un po’ la subisci e succede, è la pesantezza della situazione. Avevamo fatto bene, le avevamo vinte tutte tranne la Norvegia, ma è una situazione pesantissima. Udinese-Como: su 33 in campo ce n’erano solo 2 italiani, questo fatto è fondamentale perché bisogna tentare di tutelare i nostri talenti. Non voglio fare quello che dà consigli, ma se non ce la facciamo da soli ad avere l’affetto per i nostri giocatori. Se non ci si fa a tutelarli…».
Infine, un suggerimento per il futuro: «Faccio un esempio: ma se si facesse giocare un Under 19 in Serie A in ogni squadra? Noi siamo costretti ad averne quattro a disposizione per farne giocare uno e poi che faccio? Vado a informarmi e a vedere quelli di qualche anno prima perché me ne servono altri 3-4. Chi diventa buono? Magari nessuno della Juventus, ma ne esce uno dalla Cremonese».
«Li devo governare, ho bisogno di uno che non faccia scendere il livello. Ho detto una cosa che all’estero non fanno, ma a noi farebbe comodo, tanto non si fanno giocare i giovani. Sono 80 calciatori che lavoriamo così per farli diventare più forti. Poi la nostra Nazionale è forte, ve lo aveva fatto vedere anche con Gattuso e lui per quanto mi riguarda aveva fatto scelte corrette, quelli sono i più forti. Gli episodi hanno determinato, non è che ora siamo i peggiori, c’è la lettura delle partite che fa la differenza. Il calcio è uno sport episodico», ha concluso.









































