Lotito: «Capisco i tifosi ma c’è una forte strumentalizzazione! Io resisto e vado avanti» | OneFootball

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·18 mai 2026

Lotito: «Capisco i tifosi ma c’è una forte strumentalizzazione! Io resisto e vado avanti»

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Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha parlato ai microfoni di “Sportmediaset” facendo un bilancio sulla stagione e Sarri. Le dichiarazioni

Claudio Lotito, presidente della Lazio, si è espresso sulla stagione dei biancocelesti, il rapporto con i tifosi e Maurizio Sarri in un’intervista a SportMediaset. Diverse le tematiche trattate di cui vi riportiamo gli estratti:

ASSENZA TIFOSI AL DERBY«Per un presidente non avere la presenza dei propri tifosi non è positivo, ma è altrettanto vero che nel momento in cui ci sono delle posizioni strumentali uno deve fare di “necessità virtù”, cogliere gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi. Io ho sempre detto che quando presi la società, chiaramente c’era una situazione drammatica culminata con il fallimento; oggi l’ho riportata in una situazione di massima tranquillità, soprattutto, stiamo lavorando sulla prospettiva di renderla immortale con la realizzazione dello stadio. Quindi significa rendere la Lazio autonoma da qualsiasi persona, anche dal sottoscritto, portandola ad essere anche competitiva. Purtroppo i tifosi, quelli che perseguono interessi passionali legati al momento, purtroppo non hanno la capacità di aspettare, dunque talvolta vogliono ricorrere i tempi quando non ci sono le condizioni. Dal 30 novembre 2027 la Lazio riacquisterà una forza economica importante perché avrà cessato di pagare il debito di 150 milioni di euro e avrà una cassa di 30 milioni da impiegare per fare nuovi investimenti, tali da renderla competitiva. Non è solo un problema di calcio, ma anche di idee, di squadra e tutti devono lavorare dallo staff tecnico alla società, ai giocatori fino ai tifosi per remare tutti dalla stessa parte in quanto, quando si crea uno scollamento, diventa più complicato raggiungere gli obiettivi».


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SARRI «Quando abbiamo ingaggiato Sarri lo abbiamo acquisito con un contratto triennale, quindi ha altri due anni. In prospettiva saremmo ripartiti da una squadra con una logica di ringiovanimento, queste sono le considerazioni fatte. Ho imparato nella che tutti sono utili e nessuno è indispensabile, soprattutto i giocatori, difficile trovare una società stabile e solida perché nel campionato italiano le proprietà stanno in vita 5 anni, io è da 22 anni che sto qui e resisto nonostante tutte le “fibrillazioni” che qualcuno strumentalizza volutamente. Io sono convinto che alla lunga il lavoro paga in termini di risultati e soprattutto la constatazione della forte volontà di rendere immortale la società, forte, autonoma e indipendente; secondo me è un elemento fondamentale. Oggi parecchie squadre dipendono dagli investitori che se investono vanno avanti, in caso contrario avete visto cosa succede, e non mi sembra che sia un problema riguardante proprio la Lazio. In questo momento siamo ottavi, ritengo che poi ci siano le condizioni per poter ripartire con la logica di patrimonializzazione come stiamo facendo, spero si concretizzi a breve in quanto abbiamo presentato tutta la documentazione necessaria per la realizzazione dello stadio; nel momento in cui avvverrà, cambierà il DNA di questa società dal punto di vista organizzativo, delle risorse e delle prospettive future. Poi abbiamo dimostrato di essere sempre abbastanza competitivi, visto che siamo sempre andati in Europa. Ora non ci siamo qualificati per il secondo anno di fila, ma quest’anno siamo arrivati in finale di Coppa Italia. L’avessimo vinta saremmo tornati in Europa. E poi questa per la Lazio è stata una stagione assurda, in ventidue anni non ho mai visto niente di simile, con una miriade di infortuni di varia natura e mille episodi che hanno condizionato in modo significativo anche i risultati. Spero di aver messo dietro alle spalle quest’annata e di ripartire con entusiasmo e con la volontà di poter fare molto meglio e ci organizzeremo affinché i tifosi siano contenti».

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