Calcionews24
·15 avril 2026
Lotito, il piano per il commissariamento della FIGC e le mosse di Malagò e Abete. Cosa sta succedendo davvero in Federazione

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Il calcio italiano sta attraversando una tempesta istituzionale senza precedenti. Come riportato sulle pagine de Il Corriere dello Sport, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, la complessa corsa alla presidenza federale si è rapidamente trasformata in uno scontro aperto tra politica e sport. Il profilo di Giovanni Malagò, indicato con forza dalla Lega Serie A come uomo della provvidenza, rimane al centro del dibattito. L’attuale presidente del CONI ha definito la sfida «affascinante», ma non ha nascosto la necessità di profonde riflessioni, cercando di smarcarsi dalle pesanti etichette politiche.
La mossa sicuramente più dirompente è arrivata da Claudio Lotito. Il senatore e patron biancoceleste ha svelato un documento shock che ipotizza il commissariamento della FIGC entro la scadenza del 30 aprile 2026, basandosi sull’applicazione della legge 280/2003. Il progetto prevede l’insediamento di una struttura di comando straordinaria attiva fino al 2028, composta da membri nominati dalla politica e dalla FIFA, che risponderebbe del proprio operato direttamente al Parlamento. Una proposta radicale che, tuttavia, ha incontrato la freddezza del ministro Andrea Abodi, decisamente più propenso a una profonda riforma dei programmi piuttosto che a un semplice cambio di poltrone.
Sul fronte opposto si muove con decisione Giancarlo Abete. Il presidente della LND ha scelto di far pesare il suo determinante 34% di voti assembleari per evitare che la Serie B decida di seguire lo strappo istituzionale dettato dalla Serie A. La strategia di Abete mira a raccogliere le firme dei delegati per riportare il focus sulle riforme concrete, arginando l’ascesa di Malagò. La sua eventuale candidatura potrebbe rappresentare una precisa mossa tattica: scendere in campo per poi poter trattare da una posizione di forza un profilo di mediazione condiviso.
Mentre l’intero sistema cerca un nuovo e delicato equilibrio, non mancano le critiche feroci. Angelo Binaghi, presidente della Fitp, ha espresso forti dubbi sulla reale capacità di Malagò di attuare le riforme necessarie, ricordando le occasioni sprecate ai vertici del CONI. In questo clima di estrema incertezza, la Lega Serie B ha optato per la via del silenzio strategico, attendendo di capire quale fronte sposterà gli equilibri in una trattativa che si preannuncia ancora lunghissima.









































