Inter News 24
·14 avril 2026
Malagò avverte: «Ringrazio i club per la stima, ma voglio precisare questa cosa. Progetto? C’è da mantenere correttezza»

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·14 avril 2026

Il futuro della FIGC resta al centro del dibattito dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, con la ricerca di una nuova leadership che coinvolge direttamente i vertici del calcio italiano. Tra i profili più accreditati emerge quello di Giovanni Malagò, l’ex presidente del CONI, che ha fatto chiarezza sulla propria posizione nel corso del podcast Sette Vite, condotto da Hoara Borselli. Un intervento che ha delineato con precisione condizioni, tempistiche e approccio a una possibile candidatura.
MALAGÒ SULLA CANDIDATURA – «Voglio subito precisare che non mi sono autocandidato e non ho intrapreso alcuna iniziativa formale. Diversi esponenti della Lega Serie A mi hanno sondato per capire la mia disponibilità. Li ho ringraziati per la grande stima, ma ho ribadito che senza un atto formale non è giusto fornire risposte definitive. Solo quando arriverà una proposta ufficiale da parte di una delle componenti farò le dovute riflessioni. Senza questo passaggio fondamentale, non mi metto nemmeno in gioco».
IL CONSENSO DEI CLUB – «È un dato che fa oggettivamente impressione, considerando che parliamo di un ambiente tradizionalmente complicato e diviso, in cui spesso si faticava a raggiungere una maggioranza. Assistere a diciannove club che si uniscono sul nome di una figura terza ed esterna alle dinamiche federali è un elemento di grandissimo rilievo. Senza una tale unità di intenti, con ogni probabilità mi sarei già tirato indietro».
IL PROGETTO PER LA FIGC – «Penso mi vengano attribuite serietà e credibilità. Nelle fasi più difficili c’è bisogno di una figura concreta che sappia mantenere la rotta. Voglio mantenere la massima correttezza: un’eventuale discesa in campo deve necessariamente basarsi su un progetto comune. Espormi adesso equivarrebbe a lanciare un programma senza aver prima dialogato con tutte le anime del sistema. Conosco le dinamiche di questo mondo e so che vanno rispettati i tempi giusti».
Un’apertura chiara, ma solo a determinate condizioni istituzionali. La sua eventuale candidatura alla guida della FIGC dovrà nascere, dunque, da un consenso formale e da un progetto condiviso, in un momento decisivo per il rilancio del calcio italiano.









































