Juventusnews24
·10 juillet 2026
Maldini più complicato, Malagò pensa a Bergomi come ruolo di dt. Decisione definitiva attesa a breve

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Il vento di cambiamento che sta investendo il calcio italiano potrebbe portare a un clamoroso e inaspettato ribaltone per il ruolo di dt. Negli ultimi giorni, infatti, ha preso fortemente quota l’ipotesi di vedere Beppe Bergomi come direttore tecnico per la Nazionale, una mossa strategica che accenderebbe l’entusiasmo dei tifosi e degli addetti ai lavori.
Le indiscrezioni, lanciate dal Corriere della Sera, svelano le grandi manovre avviate dal presidente della FIGC Giovanni Malagò, impegnato fin dal suo insediamento nel ridisegnare i vertici del Club Italia. Il fulcro del nuovo progetto federale si basa sulla separazione netta tra la gestione di campo, affidata al commissario tecnico, e la supervisione strategica, che spetterebbe proprio alla figura del direttore tecnico.
Fino a poche ore fa, la strada sembrava spianata per Paolo Maldini. L’ex bandiera del Milan rappresentava la prima opzione della Federazione, pronta a garantirgli ampi margini di manovra e forti responsabilità. Tuttavia, le recenti dichiarazioni di Malagò, che ha preannunciato l’arrivo di una clamorosa sorpresa nel fine settimana, hanno di fatto congelato la pista milanista. Con il rallentamento della trattativa per l’ex Milan, sono aumentate le voci intorno al nome di Bergomi.
Il profilo dello “Zio” ha scalato rapidamente le gerarchie. L’ex difensore rappresenta una figura di indiscutibile carisma, competenza tecnica e profonda conoscenza delle dinamiche dello spogliatoio azzurro. La sua candidatura si inserisce in una lista di alternative di lusso, che dimostra la volontà della FIGC di puntare su profili di altissimo spessore nazionale.
Mentre per Francesco Totti si profila un eventuale inserimento nei quadri dello staff federale in un ruolo di rappresentanza, la corsa alla poltrona di direttore tecnico resta apertissima. Accanto a Bergomi, restano in piedi le candidature di veterani della panchina come Claudio Ranieri e di ex campioni del calibro di Gianfranco Zola e Giorgio Chiellini. La sensazione, però, è che il nome dell’ex Inter abbia un peso specifico notevole in queste ore decisive, incarnando perfettamente l’identikit della “sorpresa” promessa dai vertici romani per far ripartire il movimento calcistico nazionale. I prossimi giorni saranno cruciali per capire se sarà proprio lui a guidare la rinascita dell’Italia.
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