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·2 juin 2026
đĄđŽ Malen: âSe fossi arrivato a inizio stagione, avrei potuto vincere la classifica cannonieri. Sulla mia infanziaâŠâ

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Donyell Malen, attaccante della Roma e della Nazionale olandese, miglior acquisto di sempre (meglio anche di Balotelli al Milan) per impatto nella storia della Serie A nel mercato di gennaio con 14 gol in 18 gare, ha rilasciato la sua prima intervista in Italia ai microfoni di Cronache di spogliatoio. Di seguito le sue parole, riprese da calciomercato.com:
âI compagni qualche volta mi chiamano D9, come R9 per Ronaldo. Se fossi arrivato a inizio stagione, credo che avrei potuto vincere la classifica cannonieri. Ma nel calcio non si sa mai, sono arrivato a gennaio e ho cercato solo di dare tutto per la Roma. Ho lavorato duramente per aiutare la squadra e raggiungere questo traguardo. Il calcio Ăš fatto di momenti, devi essere bravo a esserci nel momento giustoâ.
LE FRASI MOTIVAZIONALI NEL LEGNO â âNella mia camera in Olanda incidevo delle frasi motivazionali intagliando il legno delle travi quando ero giĂč. Sono ancora lĂŹ, perchĂ© ovviamente sul legno non le puoi cancellare. Una la ricordo: âCe la devi fareâ. Le scrivevo quando ero deluso o provavo sensazioni negative. Anche âContinua ad andare avantiâ. Sono un artista? No, no! Le scrivevo nel legno e poi mi fermavo a fissarle per non mollare. Le sentivo a giro, mi davano fiducia, non volevo smettere di credere nel calcioâ.
LâINFANZIA â âSono cresciuto tra le fattorie, in una zona rurale dellâOlanda. Per tutti ero âIl Contadinoâ. Non vengo dalla cittĂ , ma da una zona con poche case e poche persone. Era strano avermi per i miei compagni âdi cittĂ â. I miei nonni vivevano a 30 secondi da me, quando ci porto i miei figli sembra una situazione dellâaltro mondo. Non hanno mai visto niente di simile: giocano a calcio in un prato e a 10 metri câĂš una recinzione con mucche e asini. E lâodore arrivava fino al parco giochi e loro dicevano: âChe puzza qui!â. Per me invece era normale, sono cresciuto lĂŹ. Un giorno, quando ero nelle giovanili dellâAjax, proposi di festeggiare da me la fine del campionato. Avevamo un giardino molto grande e mia madre, che faceva la tassista, invitĂČ tutti da noi. Nessuno conosceva quelle zone e si persero tutti con la macchina in mezzo ai campi! In quei prati ho iniziato a giocare a calcio con mio nonno, Ăš uno dei ricordi piĂč belli che hoâ.
CON HENRY ALLâARSENAL â âAllâArsenal ho avuto anche la fortuna di lavorare con Thierry Henry. Per circa un anno o un anno e mezzo mi Ăš stato vicino e ci aiutava tantissimo, soprattutto sui movimenti da attaccante, su come segnare e finalizzare. Per me Ăš stato speciale. Essere allenato da una leggenda come lui e ricevere i suoi consigli Ăš qualcosa che non dimenticherĂČ maiâ.







































