Calcionews24
·1 mai 2026
Malesani consiglia Italiano: «Mi rivedo in lui, è normale che possa avere l’idea di puntare in alto»

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·1 mai 2026

Alberto Malesani, ex allenatore tra gli altri del Bologna, interviene su La Gazzetta dello Sport a proposito di Vincenzo Italiano. Il mister dei rossoblù resterà o no? Ecco le sue idee in merito.
PSG-BAYERN 5-4 – «Perfetta per la gente che guarda. Imperfetta tatticamente. Ma la bellezza della partita è quello che la gente vuole, quindi…»
HA DEFINITO VINCENZO ITALIANO “EUROPEO” – «E dissi anche che in tante situazioni mi sono rivisto in lui, in “Ita” come lo chiamavo io».
ANCHE ITALIANO DICE LA FORMAZIONE ALL’ULTIMO – «Non so se anche Vincenzo, ma io facevo il “warm-up” mattutino e quindi avevo anche quel frangente pre-gara nel quale valutare. Sa cosa si vede, da quella scelta di dare la formazione un’ora prima? Si scopre bene il carattere di un giocatore: quello che non parte titolare può reagire in due modi, avere una rabbia addosso sconfinata che si porterà anche nel subentrare e quello che si abbatte perché non gioca. La psicologia è importante e incide molto. E sul secondo ti chiedi se ci puoi fare affidamento…».
RESTARE A BOLOGNA – «Eh…Di scelte sbagliate ne ho fatte tante in carriera… Uno deve cambiare aria nel momento in cui ha il presagio che vada a migliorare».
SE LO CHIAMASSE UNA BIG MIGLIOREREBBE – «Teoricamente è così. Vincenzo è da anni che sta facendo bene ed è normale che possa avere l’idea sempre di andare in alto. Normale e legittimo. Ma se vai a scontrarti con troppe incertezze, beh, meglio restare sul certo. Però le dico una cosa: fare bene e anche vincere come è successo a lui a Bologna, vale meno? Per me no, assolutamente».
IL DILEMMA – «Sia chiaro: nel momento in cui sai che ti cerca una grande, beh, che fai? Non accetti? Le occasioni nel mondo del calcio passano brevi e forse una volta sola, come puoi dire di no? Ma è un sentore che hai, un rischio che chissà se paga, devi fidarti delle tue sensazioni. Io per esempio a un certo punto andai al Genoa: ero convinto fosse una scelta perfetta, mi cacciarono da sesto e lo ritengo l’esonero più ingiusto della mia carriera. Tradotto: vero che da una parte ti accendono la luce ma è anche giusto tener conto di cosa Bologna ti ha saputo dare».
IL BOLOGNA – «Bologna non ha e non è una società qualunque: è ambiziosa, ha vinto dopo anni, ha intrapreso un tragitto ben preciso, è apprezzata in Italia e all’estero, c’è solidità, il lavoro è consolidato e da lì in poi si riparte. Ed è un insieme di cose che mi riporta alla risposta di prima: meglio il certo dell’incerto e Bologna è una certezza».
ITALIANO CHIEDE GARANZIE TECNICHE – «E’ ora che gli allenatori ragionino in altri termini. Le garanzie sono gli obiettivi da raggiungere. Vuoi vincere lo scudetto col Bologna? Al momento non è tempo. Ma se vuoi intanto tornare in Europa, magari senza l’Europa infrasettimanale nel prossimo anno, ecco quello sì. Oggi devi ottimizzare il tuo lavoro e renderlo sempre migliore. A me non piacciono, dico in generale, gli allenatori che polemizzano sul mercato: tecnico e società devono essere tutt’uno, una Grande Manager. Più anni stai in un posto e più sai come lavorare: più la piazza ti conosce e più capisci come orientarti. E questo è un grande valore».
THIAGO MOTTA – «Se devi dire sì alla prima offerta forte che ti capita e per caso sbagli, beh, dopo cinque giornate ti cacciano e devi ricominciare tutto. Prenda Thiago Motta: grande allenatore, ha fatto la propria scelta andando alla Juventus, non è andata bene e adesso deve rimettersi in gioco. Magari se fosse rimasto a Bologna si sarebbe potuto giocare la Champions League che aveva conquistato e acquisire ancor più esperienza… Oggi devi essere manager anche di te stesso».
CANNAVARO HA DETTO CHE LEI ERA AVANTI – «Sono contento di quel che ha detto, significa aver lasciato tracce che anche col tempo emergono perché riconosciute, apprezzate…».







































