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·5 janvier 2026
Manchester United, scossa a Old Trafford: Amorim esonerato dopo lo scontro con la dirigenza

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·5 janvier 2026

Clamoroso a Manchester: Ruben Amorim non è più l’allenatore del Manchester United. La decisione è arrivata all’indomani del pareggio contro il Leeds ed è la diretta conseguenza di una rottura ormai insanabile tra il tecnico portoghese e il club.
A pesare, più dei risultati, sono state le dichiarazioni pubbliche dell’allenatore, percepite come un vero e proprio attacco alla società.
Il comunicato ufficiale e la gestione ad interim
Con una nota diffusa alle 11:08 italiane, lo United ha annunciato l’esonero spiegando che, “con la squadra al sesto posto in classifica, il club ha preso con riluttanza la decisione di cambiare, ritenendo che questo sia il momento migliore per dare al gruppo la possibilità di chiudere la stagione nella miglior posizione possibile”.
Nel 21° turno di Premier League, in programma mercoledì a Burnley, la squadra sarà affidata all’assistente Darren Fletcher. La scelta del nuovo allenatore potrebbe essere rinviata all’estate, segno di una situazione ancora fluida ai piani alti di Old Trafford.
La frase che ha fatto esplodere il caso
Dietro il linguaggio prudente del comunicato si nasconde però una frattura profonda, esplosa pubblicamente dopo Leeds-United. Amorim, nel post partita, aveva dichiarato: “Sono qui per fare il manager del Manchester United, non semplicemente l’allenatore. Voglio che questo sia chiaro e che lo resti per i prossimi 18 mesi o finché la dirigenza non deciderà di cambiare”.
Parole durissime, interpretate come una sfida diretta alla governance del club. Secondo fonti vicine allo United, il CEO Omar Berrada e il direttore sportivo Jason Wilcox avevano già deciso l’esonero nella serata di ieri, prendendosi solo qualche ora di riflessione prima dell’annuncio ufficiale. Con quelle frasi, la fine del rapporto era diventata inevitabile.
Un progetto mai realmente decollato
Arrivato nel novembre 2024 dallo Sporting Lisbona per 11 milioni di euro, Amorim doveva rappresentare la svolta tecnica e culturale del dopo Ferguson. In Portogallo si era imposto come uno dei migliori giovani allenatori d’Europa, grazie a un’identità tattica chiara e a un calcio moderno. A Manchester, però, il progetto non è mai realmente decollato.
Il portoghese ha dovuto rinunciare, non senza malumori, al suo classico 3-4-2-1, spiegando apertamente che “per comprare i giocatori adatti a quel sistema servirebbero molti soldi”. Un messaggio ribadito più volte, anche alla vigilia della gara con il Leeds, quando aveva ammesso che il club non poteva permettersi di soddisfare le sue richieste sul mercato.
Risultati deludenti e tensioni interne
I numeri non hanno aiutato Amorim. La stagione 2024-25 è stata archiviata come la peggiore di sempre per lo United in Premier League, la più negativa dalla retrocessione del 1973-74. Nonostante un leggero miglioramento recente, favorito dall’assenza di coppe europee e dai 230 milioni investiti per rifare l’attacco, il rapporto con la dirigenza si è progressivamente deteriorato.
Dietro le quinte, il tecnico non avrebbe gradito alcune scelte di mercato, come la preferenza accordata al giovane portiere Senn Lammens rispetto a Emi Martinez, esplicitamente richiesto dall’allenatore. La distanza è aumentata ulteriormente prima di Natale, quando il club ha imposto un cambio di modulo, accettato da Amorim con evidente riluttanza.









































