Mancini ammette: «La responsabilità è totalmente mia». Tutte le dichiarazioni del nuovo CT dell’Italia in conferenza stampa | OneFootball

Mancini ammette: «La responsabilità è totalmente mia». Tutte le dichiarazioni del nuovo CT dell’Italia in conferenza stampa | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Milannews24

Milannews24

·29 juillet 2026

Mancini ammette: «La responsabilità è totalmente mia». Tutte le dichiarazioni del nuovo CT dell’Italia in conferenza stampa

Image de l'article :Mancini ammette: «La responsabilità è totalmente mia». Tutte le dichiarazioni del nuovo CT dell’Italia in conferenza stampa

Dal ritorno sulla panchina azzurra al rapporto con Gravina, passando per obiettivi, giovani, modulo e Mondiale: ecco le parole di Roberto Mancini

Roberto Mancini si è presentato ufficialmente oggi come nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, intervenendo nella conferenza stampa di presentazione. L’ex CT azzurro ha affrontato numerosi argomenti, tornando anche sull’addio di tre anni fa, spiegando il chiarimento avuto con il presidente Gabriele Gravina e illustrando la propria visione per il futuro dell’Italia, tra giovani, identità di gioco e ambizioni internazionali.


Vidéos OneFootball


Sul rapporto con Gravina e sull’addio di tre anni fa

«Anticipo una cosa io riguardo una cosa di tre anni fa: allora ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, se ci fossimo parlati a quattr’occhi sarebbe cambiato tutto. E’ andata così e mi dispiace, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante: è come quando da innamorato perdi la donna della tua vita e commetti un errore. Mi dispiace tanto e per tutto quello che è accaduto, adesso la sorte mi dà la possibilità di potermi rifare, cercherò di fare il massimo e di riportare la Nazionale dove merita».

Sugli obiettivi della sua nuova Italia

«Io cercherò di mettere in campo una squadra che faccia quello che fece qualche anno fa. I giocatori ci sono, va data fiducia: cercheremo di essere una squadra propositiva e di giocare bene. Sono l’allenatore della Nazionale, capisco che quando capitano queste cose ci sono quelli contro: io cercherò di rendere la squadra così bella in modo che i tifosi se ne innamorino e mi perdonino».

Sul chiarimento con il presidente Gravina

«Con Gravina ho già parlato e chiarito: la responsabilità è totalmente mia, se ci fossimo parlato non sarebbe successo nulla. Quando sei il ct della Nazionale la pressione c’è sempre: le polemiche passeranno, si guarderà il lavoro».

Sulla crescita dei giovani talenti italiani

«Ci sono giocatori giovani e bravi in Italia, bisogna dargli fiducia e farli giocare: in tre mesi un giocatore può cambiare totalmente, guardate Zaniolo che non aveva giocato nemmeno in Serie B e al primo raduno era in difficoltà, dopo tre mesi era un altro giocatore».

Sul progetto tecnico e la durata del suo percorso in azzurro

«Progetto a lungo termine? Io sono stato cinque anni quando sono arrivato e stavo benissimo: abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di poter vincere uno o due trofei importanti e di rimanere anche dopo se sarà possibile».

Sull’identità tattica della Nazionale

«Contano gli uomini e i moduli, bisogna adattarsi ai giocatori che si hanno: le nazionali devono giocare allo stesso modo, perché se dobbiamo chiamare qualcuno dalla 18, dalla 19 o dalla 20 deve giocare allo stesso modo».

Sui leader da costruire dopo Bonucci e Chiellini

«Se ci sono meno colonne ad appoggiarsi? Sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importante, ma Verratti e Jorginho non avevano mai giocato insieme: ci sono giocatori bravi, tecnici e giovani. Poi troveremo i Bonucci e Chiellini che faranno da chioccia: è importante avere giocatori tecnici, poi non avremo problemi».

Sulle ambizioni mondiali dell’Italia

«Se questa squadra può vincere il Mondiale? Quando siamo partiti io ricordo che la maggior parte dei giornalisti, il 95%, riteneva la nostra la settima e ottava squadra in Europa: e se non abbiamoi mai perso, qualcosa di buono abbiamo fatto. Io credo che quando l’Italia è al Mondiale è una di quelle da battere: anche se ci arriva da non favorita, diventa pericolosa. Va formata una squadra competitiva e arrivare a qualificarci all’Europeo e poi al Mondiale».

Sullo spazio per i calciatori italiani

«La percentuale di stranieri è la stessa di 4-5 anni fa, poi la speranza è quella che giochino più italiani: la speranza è che i giovani e quelli che vanno all’estero giochino, è importante».

Sulla filosofia di gioco

«A livello tattico? Vedere certe squadre dà sempre uno spunto: vedremo da dove ripartire coi ragazzi, la base sarà quella di 4-5 anni fa, ci sarebbe una squadra con spirito offensivo che cerca di vincere tutte le partite».

Sulla Nations League

«La Nations League? I quattro gironi sono tutti formati dalle big, saranno partite importanti: valuteremo subito la nostra forza. Sarà un girone difficile per tutte».

Sugli attaccanti a disposizione

«L’attaccante? Io spero che Kean, Retegui e Pio Esposito facciano i gol di Immobile: sarebbe molto importante. Loro sono un po’ più giovani, possono migliorare: Kean lo feci debuttare io. Non siamo messi così male tra ali e centravanti che abbiamo».

Sul bilancio della sua prima esperienza in azzurro

«Un bilancio? Vincemmo l’Europeo dopo 60 anni, è stato meraviglioso: poi c’è stata l’eliminazione quando siamo stati sfortunati con due rigori. Il calcio è questo ma bisogna pensare sempre in modo positivo: le cose a volte possono anche ripetersi».

Su cosa chiede al calcio italiano

«Cosa chiedo al mondo del calcio? Il nostro obiettivo è che la Nazionale riparta subito e cerchi di vincere: nel calcio conta questo, le cose passano se riusciremo a giocare bene. Io posso solo sperare che giochino più italiani possibili per avere più scelta e far sì che i ragazzi diventino grandi giocatori».

Sui talenti italiani e sugli oriundi

«Giocatori top? Speriamo che anche i nostri possano andare nelle big e migliorare. Se noi troveremo qualcuno bravo di passaporto italiano in un’altra nazione come con Retegui, vedremo».

À propos de Publisher