Lazionews24
·16 mars 2026
Marelli: «Giusto annullare il gol di Atekhame per fallo di mano! Invece sul contatto con Taylor…»

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Trionfo all’Olimpico per la Lazio contro il Milan, grazie a un guizzo di Gustav Isaksen nel primo tempo. Non sono mancati gli episodi chiave nel corso del match, come il contatto Taylor-Atekhame e il gol annullato al rossonero per fallo di mano. Questa è l’analisi dell’ex arbitro Luca Marelli ai microfoni di DAZN:
CONTATTO TAYLOR-ATEKHAME – «Due episodi che sono accaduti tra l’altro nel giro di tre minuti, il primo al 72° minuto: c’è un contatto in area di rigore tra Taylor e Atekhame. Il Milan un po’ protestato per il contatto. Lo rivedremo da vicino: come vedrete c’è un tocco, il pallone viene toccato prima da Taylor, poi da Atekhame e poi c’è un contatto tra il piede destro, il collo del piede del rossonero, e il tallone del centrocampista olandese. L’arbitro, vedendo bene l’episodio perché si trovava in una buona posizione, ha deciso per un contrasto, un contatto di gioco. Il VAR ha avallato molto velocemente perché hanno interpretato questo contatto come un contatto di gioco».
GOL ANNULLATO AD ATEKHAME – «Il secondo episodio invece è il gol annullato, il pareggio annullato sempre ad Atekhame per un tocco di mano. Dobbiamo tener conto dell’ immediatezza in questa circostanza, però bisogna considerare anche un’altra parte di questo episodio, cioè di un tocco di braccio da parte di Provstgaard. Per quanto riguarda il tocco di mano di Atekhame è stato bravissimo in campo Guida a individuarlo, tant’è vero che lo ha fischiato lui; ha lasciato giustamente concludere l’azione per poi poter essere eventualmente corretto dal VAR, ma poi ha annullato lui. Dato che Atekhame ha toccato il pallone con il polso destro e poi dopo un secondo ha girato in porta, in questo caso vale il concetto di immediatezza».
BRACCIO PROVSTGAARD – «Per quanto riguarda il tocco di braccio dobbiamo tenere presente alcuni elementi. Il primo è: se non avesse toccato col braccio, dove sarebbe finito il pallone? Il secondo, se c’è un movimento del braccio verso il pallone. E il terzo è se il braccio è in posizione congrua rispetto al movimento. Poi dobbiamo considerare anche il fatto che si tratta di un pallone che probabilmente va qualificato come inaspettato, dato che giunge a Provstgaard dopo che tanti davanti a lui non erano riusciti a toccarlo o intercettarlo».









































