Cagliarinews24
·24 juin 2026
Mina è a un bivio: permanenza o addio al Cagliari? L’analisi

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Il mercato del Cagliari entra ufficialmente nel vivo con le prime grandi manovre, specialmente sul fronte delle uscite. Se da un lato la cessione di Gianluca Gaetano all’Atalanta appare ormai quasi definita e l’attaccante Zito Luvumbo è finito prepotentemente nel mirino del Palermo, a tenere banco in casa rossoblù è la complessa situazione legata al futuro del leader difensivo Yerry Mina.
Il difensore centrale è attualmente impegnato con la sua Colombia nelle fasi calde del Mondiale, una vetrina che sta inevitabilmente attirando nuove attenzioni internazionali. Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni di mercato, negli ultimi giorni sono arrivati sondaggi e interessamenti concreti sia dal Brasile che dall’Arabia Saudita. Questa doppia pista ha condotto il calciatore a un bivio decisivo per la sua carriera: rimanere in Sardegna o tentare una nuova avventura oltreoceano o nel proficuo campionato arabo? Ogni decisione definitiva sul futuro del classe ’94 verrà presa e annunciata soltanto al termine della competizione iridata.
Il difensore centrale è stato un elemento imprescindibile per il tecnico Fabio Pisacane nell’ultima stagione 2025/2026. Mina ha collezionato ben 26 presenze (tutte da titolare) per un totale di 2155 minuti, arricchite da due gol decisivi contro Parma e Torino, l’ultimo dei quali fondamentale prima della passerella finale del 24 maggio vinta per 2-1 contro il Milan. Forte di un’esperienza internazionale consolidata e di ben 75 gare in Serie A (impreziosite da 5 reti complessive tra l’avventura al Cagliari e il breve trascorso alla Fiorentina), il colombiano garantisce una fisicità straripante nei duelli aerei e una straordinaria abilità nella lettura preventiva delle trame avversarie.
Privarsi di un calciatore del genere rappresenterebbe un colpo durissimo per la retroguardia sarda. Con l’addio di Mina, il club rossoblù non perderebbe soltanto un difensore roccioso, ma la sua vera anima emotiva: un leader carismatico capace di guidare i compagni con personalità e di alzare il livello di cattiveria agonistica dell’intero reparto. Sostituire un totem di questo spessore, in grado di fare la differenza sia dentro che fuori dal campo, rischierebbe di lasciare una voragine tecnica e psicologica difficilmente colmabile in vista della prossima stagione.







































