Cagliarinews24
·27 février 2025
Minotti: «Ci si fa prendere molto dal lato emotivo in questa fase del campionato. Sul calcio attuale dico che…»
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·27 février 2025
Lorenzo Minotti, ex difensore del Cagliari, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radiolina a “Il Cagliari in Diretta“. Sono stati molteplici i temi trattati nel format condotto da Valentina Caruso, Fabiano Gaggini e Alberto Masu. Ve li riportiamo di seguito:
CAGLIARI – «Direi proprio di si, ne ho fatta solo una quest’anno e non sono più rientrato. Direi che il Cagliari sta facendo un campionato con il fuoco sulla salvezza, molto orientato dal punto di vista mentale. E’ quella che ha il focus più chiaro, quando arriva negli scontri diretti ha sempre risposto bene. Il percorso è segnato. Piano piano Nicola ha fatto una sintesi delle caratteristiche dei giocatori, va avanti per la sua strada con le idee molto chiare. Ci si fa prendere molto dal lato emotivo in questa fase del campionato, o dai cambiamenti che non portano i risultati che ci si aspetta».
NICOLA – «Si secondo me sta facendo quello che era nelle aspettative della squadra. L’obiettivo è questo, si sapeva che sarebbe stato un campionato di sofferenza, ci sono momenti di euforia, in cui ci si abbatte. Bisogna essere forti dal punto di vista mentale. Il Cagliari è mentalmente molto stabile, forte, sapendo benissimo che dovrà lottare fino alla fine. Quando una squadra ha questa consapevolezza ha del vantaggio sulle concorrenti. Dal punto di vista tattico ha battezzato una certa formazione».
LOTTA SALVEZZA – «Io analizzo questo discorso lo restringiamo, le squadre che lotteranno per la salvezza. Venezia e Monza non hanno più particolari ambizioni, il ritardo è notevole e le scelte di mercato testimoniano come le società hanno pensato al futuro, all’aspetto economico e ai conti. C’è posto per 5 squadre, tempo fa inserivamo anche il Como. Dal punto di vista delle idee e delle potenzialità, Fabregas è una delle più belle novità viste in Serie A, il Como va escluso. Il discorso si stringe a 5 squadre per un posto e rispetto alle altre il Cagliari è più forte sotto l’aspetto mentale. Il Verona vive di alti e bassi, fa vittorie miracolose e subisce tracolli pesanti. Il Parma ha difficoltà dal punto di vista dell’esperienza, è un progetto basato sui giovani, ci vogliono sempre 3 o 4 giocatori di riferimento nello spogliatoio. Il Parma li ha battezzati ma in Serie A fanno fatica, sono identificabili, vi è stata la scelta di cambiare la guida tecnica, dal punto di vista psicologico è in difficoltà. E’ arrivata la vittoria col Bologna ma non ha superato i problemi. Ora l’Empoli è in caduta libera, questa vittoria può dare speranza. Il Lecce è come il Cagliari, ha una società forte, bisogna lottare fino alla fine, ha trovato una certa quadratura».
RICORDO – «Si questo lo dico sempre, le presenze le ho fatte. Allora il mercato era a fine novembre, poi ebbi un infortunio al menisco, giocai lo spareggio. Per me Cagliari è stata una bellissima sorpresa, mi sono trovato benissimo, anche la mia famiglia. Stavo iniziando ad attaccarmi al territorio, alla città. Avessi superato l’ostacolo dello spareggio sarei restato a Cagliari a lungo. Dopo quella partita poteva nascere qualcosa di duraturo, si poteva aprire una parentesi diversa della mia carriera, c’è amarezza. La mia vita sarebbe stata differente».
MUZZI – «Lo spareggio nacque nel peggiore dei modi, vincemmo quella partita clamorosa a Milano, ma avevo intuito che qualcosa non andava come l’episodio di Cozza, anche Tramezzani e Cellino ci fu qualche bisticcio. Cellino mi disse che lo spareggio lo avremmo giocato a Roma o Torino, poi si scoprì altro. Mazzone lo accusò molto, ci disse alla fine che non sarebbe venuto a Napoli. Cellino non si vide per 15 giorni. Ci fu una sosta per le Nazionali e quando i giocatori tornavano non erano in condizioni ottimali. Muzzi ebbe la tonsillite e una febbre altissima in quel periodo, ci furono una serie di segnali che ci portarono a perdere una partita da cui partivamo favoriti. Dovevamo sfruttare dal punto di vista ambientale la situazione».
DOCUMENTARIO – «Devo dire che ho rivisto quel documentario sui tifosi, questo mi ha riconciliato perché quella giornata non l’ho mai accettata ed è stata sempre una ferita aperta. Poi l’ho superata, sarebbe stato bello vincere e festeggiare. Tutto ciò che c’è stato attorno a quel periodo, l’amore della città, è qualcosa che ti lascia dei valori importanti aldilà della vittoria e della sconfitta».
AMBIZIONE NICOLA – «No, direi di no perché il decimo posto credo che ci siano squadre come l’Udinese e il Genoa che hanno un vantaggio di punti notevole. Il Como è in crescita e abbiamo visto come ha speso i soldi, li ha spesi bene e farà parlare di sé. Il Cagliari deve ambire a riuscire a trovare la tranquillità il prima possibile. Bisogna stare concentrati ed essere pronti negli scontri diretti, il Cagliari ha 7 partite fuori e 5 in casa, i ragazzi di Nicola dovranno essere bravi e determinati come lo sono sempre stati».
BOLOGNA – «Dal punto di vista fisico due partite ravvicinate possono influire. In questa stagione è abituato, ha giocato la Champions, la Coppa Italia. Sta sfruttando che Italiano viene da 2 stagioni, ha fatto giocare di più la sua squadra, è abituato a gestire questi impegni ravvicinati. La rosa del Bologna è molto profonda. Ha un tasso tecnico elevato e si addice alle caratteristiche del Cagliari, ama squadre che hanno un baricentro alto, lascia spazio alle ripartenze e verticalizzazione. Il Cagliari può giocare la partita in cui può sviluppare e mettere sul terreno di gioco le migliori caratteristiche. Di fronte ha un avversario forte, davanti vi sono tante alternative. Non so la situazione infortunati del Bologna, ma mira a tornare in Europa. Dal punto di vista tattico il Cagliari queste partite le gradisce molto».
CALCIO ATTUALE – «E’ pieno di cose belle e meno belle. Quest’anno veniamo da una settimana abbastanza pesante, dopo l’eliminazione in Champions delle nostre squadre. Mi auguri che la Nazionale ci auguri il prossimo Mondiale. Il nostro calcio è ridotto sotto certi aspetti, le infrastrutture, gli stadi, l’organizzazione, sono punti dove non dobbiamo tergiversare. E’ incredibile come a Firenze ci vuole tanto per fare uno stadio, a Bologna. Vedere il Sant’Elia mi fa pensare tantissimo. Anche dal punto di vista organizzativo leggevo oggi il discorso di Gravina, sicuramente qualche riforma va fatta, la Serie C sta soffrendo tanto. La B e la C si sono staccate dalla Serie A che resiste. E’ molto ampio il discorso, non guardiamo il bicchiere mezzo vuoto, ma anche quello mezzo pieno, realtà come Atalanta, Udinese, stanno diventando importanti. La stessa Fiorentina è una squadra che propone qualcosa di diverso, ha un centro sportivo incredibile. Bisogna confrontarsi con le proprietà straniere e trovare una sintesi tra la loro mentalità della gestione aziendale e quello che è il nostro patrimonio tecnico, di conoscenza ed esperienza del mondo del calcio».
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