Zerocinquantuno
·21 avril 2026
Mister, così non ci siamo: alleni ancora il Bologna e la stagione non è finita, le dichiarazioni e le scelte tattiche degli ultimi giorni sono inaccettabili e premature

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Juventus-Bologna 2-0: solo note dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato domenica all’Allianz Stadium.
Le dichiarazioni di Italiano – Diventa anche difficile parlare di campo quando il mister se ne esce con certe affermazioni. Come può venire in mente ad un allenatore di dichiarare che «la stagione è tra virgolette finita» a cinque giornate dal termine del campionato? È sì vero che dopo due annate storiche, prima con la qualificazione in Champions e poi con la vittoria della Coppa Italia, il Bologna stavolta non potrà festeggiare niente di importante, ma ciò non significa che si possano già tirare i remi in barca. Il settimo posto è difficile da raggiungere ma non impossibile, e con esso la qualificazione alla Conference League, nel caso in cui gli incastri fossero favorevoli. Perché Italiano non ha parlato di questo? Intimamente può anche non considerare più fattibile la rimonta, ma avrebbe almeno potuto provare a mantenere una facciata, anche solo per tenere sull’attenti la squadra. La conferenza stampa post Juve non sta né in cielo né in terra, pensare male è sempre brutto ma viene spontaneo credere che il mister stia apparecchiando la tavola per il suo addio. Un’altra spiegazione onestamente non la trovo: si può credere che semplicemente sia una persona poco incline a tenere per sé i suoi pensieri o che il suo fosse un modo per cercare di spronare la squadra a dimostrargli il contrario di quanto affermato, ma sono letture che a me non convincono.
La gestione dei cambi e delle priorità – Anche la questione Bernardeschi è assurda. La frase di Italiano «l’ho fatto entrare perché potesse prendersi gli applausi del suo pubblico» non si può sentire. Il suo pubblico oggi è quello bolognese, innanzitutto, e fra l’altro Bologna è una piazza che prova una profonda antipatia per la Juventus e che quindi ha vissuto questa situazione come un doppio smacco. Una frase del genere la può pronunciare solo chi non si cura di questi aspetti, e il compito di un mister è anche conoscere la storia del club e gli umori dei suoi tifosi. Un allenatore, infine, deve curare gli interessi della propria squadra, e se Italiano se l’era dimenticato voglio sperare che Saputo gliel’abbia ricordato. Già è grave che abbia considerato persa una partita quando mancava un quarto d’ora, ma è ancora peggio che a fronte di un risultato che per lui era acquisito non abbia fatto entrare un giovane per dargli un po’ di minuti, magari Castaldo, anziché un Bernardeschi evidentemente non al meglio.
L’atteggiamento ingiustificabile – Nelle ultime due gare Italiano ha sbagliato tanto in termini di atteggiamento, e il problema è che questa arrendevolezza è lo specchio di ciò che abbiamo visto in campo sia contro l’Aston Villa che contro la Juventus. È strano vedere così compassato, quasi rassegnato, un uomo che ha nella perenne tensione la sua forza. Ha già iniziato a mettere le mani avanti, dicendo che comunque non va dimenticato il percorso fatto nel suo biennio, e mi è sembrato un discorso fuori tempo e fuori luogo. Recentemente, poi, non mi ha convinto nemmeno sul piano tattico. Abbiamo assistito ad alcune mosse incomprensibili, come la scelta di schierare Miranda sulla destra a Birmingham o il tentativo di costruire gioco col centrocampo allo Stadium. Sembra che il mister si stia dando agli esperimenti perché nella sua testa la stagione è virtualmente conclusa, ma quelle che ha fatto negli ultimi 180 minuti sono prove che di solito si fanno negli ultimi due turni se la stagione non ha realmente più nulla da dire, non in un quarto di finale europeo o a Torino alla 32^ giornata.
Il film già visto – Io non ho certezze riguardo al fatto che le dichiarazioni di Italiano siano l’anticipazione di un addio, ma se così fosse ho una domanda: perché non si riesce mai a concludere un percorso senza sbagliare gli ultimi metri? Io sono uno di quelli che bada alla sostanza e per me il mister rimarrà nella storia a prescindere per la Coppa Italia dell’anno scorso, ma spesso nel calcio i tifosi hanno memoria corta e queste sue ultime dichiarazioni rischiano di compromettere il ricordo che la piazza avrà di lui. Con Motta è già successo: per me è l’allenatore che ha portato il Bologna in Champions, per tanti è quello che dopo alcune settimane di silenzi e dichiarazioni criptiche è andato alla Juventus senza dare spiegazioni. Italiano ha preso la stessa china e mi dispiace per lui, perché se davvero avesse deciso di andarsene avrebbe potuto gestire l’addio in ben altra maniera.
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