Mondiali a 64 squadre, la rivoluzione di Infantino divide il mondo del calcio: UEFA e CONCACAF contrarie | OneFootball

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·12 juillet 2026

Mondiali a 64 squadre, la rivoluzione di Infantino divide il mondo del calcio: UEFA e CONCACAF contrarie

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Il presidente della FIFA apre all’allargamento del torneo, ma trova la dura opposizione di UEFA e CONCACAF

La FIFA lancia una provocazione destinata a scuotere le fondamenta del calcio internazionale: l’apertura ufficiale all’ipotesi di un Mondiale a 64 squadre. Mentre l’edizione 2026 a 48 nazionali è in pieno svolgimento negli Stati Uniti, Messico e Canada, il presidente Gianni Infantino ha prospettato, nel corso di un’intervista all’emittente Bluewin, un ulteriore allargamento della rassegna iridata. La proposta, tuttavia, ha immediatamente sollevato un vespaio di polemiche, registrando il netto e categorico rifiuto da parte dei vertici calcistici europei e nordamericani. Aleksander Ceferin e Victor Montagliani si dicono pronti a dare battaglia per difendere l’integrità e la competitività delle fasi di qualificazione.


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L’apertura a un incremento esponenziale delle squadre partecipanti risponde a una precisa visione geopolitica del numero uno del calcio globale. L’intento di Infantino è chiaro: scardinare il monopolio calcistico tradizionale europeo e sudamericano per dare voce a realtà emergenti: «Un Mondiale con 64 squadre è senza dubbio una questione che verrà analizzata e dibattuta nelle commissioni competenti dopo questo Mondiale. Quando si organizza un Mondiale, lo si organizza per il mondo intero. Non solo per l’Europa e il Sud America, ma per tutti i continenti».

L’obiettivo della FIFA è quello di espandere i confini del torneo, garantendo una vetrina globale alle federazioni minori per stimolare gli investimenti nei vivai locali. Il dirigente elvetico ha ribadito come l’opportunità di partecipare debba essere un traguardo tangibile per tutte le nazioni, offrendo loro l’incentivo necessario per continuare a migliorare il proprio livello tecnico e infrastrutturale.

Un eventuale cambio di format stravolgerebbe completamente la pianificazione strategica per la Coppa del Mondo 2030. Questa edizione storica, pensata per celebrare il centenario del primo torneo disputato nel 1930, si svilupperà su tre diversi continenti, con Marocco, Portogallo e Spagna come paesi organizzatori principali, e Uruguay, Argentina e Paraguay inizialmente designati come sedi di un singolo match inaugurale ciascuno.

Con l’introduzione di 64 partecipanti, lo scenario muterebbe in modo radicale:

  1. Le tre federazioni sudamericane otterrebbero il diritto di ospitare un intero girone ciascuna.
  2. Questa mossa permetterebbe di aggirare strategicamente le rigide norme di rotazione della FIFA, che attualmente escluderebbero il Sudamerica dalla possibilità di presentare nuove candidature formali prima del 2042.

Il muro di UEFA e CONCACAF: il rischio per i calendari

I piani espansionistici della governance mondiale si scontrano, però, con l’opposizione frontale e compatta di UEFA e CONCACAF. I presidenti Aleksander Ceferin e Victor Montagliani hanno bocciato il progetto senza mezzi termini, ritenendolo estremamente dannoso per la già precaria stabilità dei calendari internazionali.

Secondo le confederazioni, ammettere alla fase finale oltre un quarto dei 210 membri affiliati alla FIFA finirebbe per svilire il prestigio e il valore sportivo dell’evento. I critici sottolineano come l’allargamento comporterebbe due conseguenze pesantissime:

  1. L’inutilità dei gironi preliminari, svuotando di significato tecnico ed emotivo gran parte dei match di qualificazione, trasformandoli in formalità prive di reale competizione.
  2. Un ulteriore e insostenibile sovraccarico per la salute dei calciatori, già duramente provati da stagioni logoranti, senza contare le difficoltà logistiche legate all’organizzazione di un torneo di proporzioni gigantesche.

La spaccatura tra la FIFA e le principali confederazioni è ormai evidente: i prossimi mesi saranno decisivi per capire se il Mondiale del futuro prenderà davvero una piega così massiccia o se le resistenze dei club e delle leghe europee riusciranno a fermare il progetto.

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