Mondiali, flop vendita biglietti: quasi 200mila tagliandi ancora disponibili per la fase a gironi | OneFootball

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·9 juin 2026

Mondiali, flop vendita biglietti: quasi 200mila tagliandi ancora disponibili per la fase a gironi

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Il Mondiale rischia di aprirsi con gli spalti semivuoti. A pochi giorni dall’inizio del torneo, sulle piattaforme ufficiali risultano ancora disponibili poco meno di 200mila biglietti per le partite della fase a gironi.

Secondo un’analisi del Financial Times basata sui dati presenti sul portale ufficiale della FIFA, la sola piattaforma di rivendita conta circa 176mila tagliandi ancora in vendita per la prima fase della competizione. A questi si aggiungono altri 15mila biglietti messi direttamente a disposizione dalla FIFA, per un totale che fotografa una domanda non in linea con le attese dopo la scelta di applicare prezzi sensibilmente più alti rispetto alle precedenti edizioni.


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Il flop della politica dei prezzi

A pesare è soprattutto la politica dei prezzi. Nell’ultimo mese il prezzo mediano dei biglietti presenti sul portale di rivendita è sceso del 20%. Considerando anche la commissione del 26% applicata dalla piattaforma ufficiale di resale, il Financial Times ha stimato che molti rivenditori potrebbero chiudere le operazioni in perdita.

Il divario di interesse tra le varie nazionali è significativo. Per le partite dell’Iran risultano ancora invenduti circa 16mila biglietti, con il posto standard più economico disponibile sul mercato a 138 dollari. Anche l’Arabia Saudita fatica a riempire gli stadi: durante la fase a gironi restano in media 3.900 tagliandi disponibili per ciascuna delle tre gare della nazionale.

Il dato più sorprendente riguarda però gli Stati Uniti, Paese ospitante della competizione insieme a Messico e Canada. Per la partita inaugurale contro il Paraguay risultano ancora disponibili circa 9.900 posti sul portale di rivendita e, nonostante gli sconti, il prezzo mediano supera ancora gli 800 dollari. I biglietti più economici acquistabili direttamente tramite la FIFA per quella gara costano invece 1.120 dollari.

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Il target di ricavi della FIFA

La FIFA negli ultimi mesi aveva rivendicato l’interesse per l’evento e a gennaio aveva dichiarato di aver ricevuto 500 milioni di richieste di prenotazione. L’organizzazione punta a incassare oltre 3 miliardi di dollari dalla vendita di biglietti e pacchetti hospitality, più del triplo rispetto a quanto registrato nell’edizione 2022 in Qatar.

La strategia commerciale della FIFA è finita però nel mirino di tifosi e istituzioni locali. I prezzi elevati fissati nella prima fase di vendita e il ricorso alla tariffazione dinamica hanno generato critiche diffuse, mentre i procuratori generali di New York e New Jersey hanno avviato indagini su livelli di prezzo definiti «impossibilmente alti». Per la finale, i biglietti partono da 4.185 dollari e arrivano fino a 8.680 dollari per i posti premium.

Non tutte le partite, tuttavia, mostrano lo stesso andamento. Alcune nazionali hanno generato un entusiasmo superiore alle attese, soprattutto nei casi in cui la qualificazione rappresenta un evento storico per il Paese. È il caso della Scozia, tornata al Mondiale per la prima volta dal 1998: i pochi biglietti ancora disponibili per le sue partite vengono rivenduti a prezzi superiori dell’85% rispetto a quelli iniziali.

Di fronte alle critiche, la FIFA ha introdotto un numero limitato di biglietti a prezzo ridotto. In precedenza, l’organizzazione aveva spiegato di essere «impegnata a garantire un accesso equo al nostro sport sia ai tifosi attuali sia a quelli potenziali» e aveva difeso la propria strategia di vendita, sostenendo che il piano copra «un’ampia gamma di fasce di prezzo».

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