Mondiali, Klopp attacca la FIFA sulle pause a metà tempo: «Sono gabbie dorate per spot» | OneFootball

Mondiali, Klopp attacca la FIFA sulle pause a metà tempo: «Sono gabbie dorate per spot» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·15 juin 2026

Mondiali, Klopp attacca la FIFA sulle pause a metà tempo: «Sono gabbie dorate per spot»

Image de l'article :Mondiali, Klopp attacca la FIFA sulle pause a metà tempo: «Sono gabbie dorate per spot»

Fra le novità di questi Mondiali c’è anche l’hydratation break, che consente ai calciatori, a metà di ognuno dei due tempi, di poter recarsi presso le rispettive panchine per bere e combattere così le temperature elevate. Un vero e proprio rituale introdotto dalla FIFA, che però è stato fin da subito criticato per la possibilità da parte dei broadcaster di mandare in onda la pubblicità durante queste pause.

Critiche che con l’inizio del torneo iridato si sono fatte più forti, visto che tutti hanno potuto osservare le conseguenze di questa novità introdotta dall’organo presieduto da Gianni Infantino. A farsi portavoce in queste ore è Jurgen Klopp, il direttore globale per il calcio del gruppo Red Bull ed ex allenatore di Borussia Dortmund e Liverpool.


Vidéos OneFootball


Ti piace Calcio e Finanza? Aggiungici alle tue fonti preferite su Google. Clicca qui!

«Queste pause ai Mondiali sono fatte solo per tv e i loro sponsor – ha dichiarato Klopp all’emittente tedesca Zdf –. Si tratta soltanto di una gabbia dorata costruita per gli sponsor». Il riferimento preso in esame dall’ex allenatore riguarda la partita inaugurale fra Messico e Sudafrica, giocata nella capitale messicana, quando a metà primo tempo la temperatura era di soli 23 gradi, quindi perfetta per continuare a giocare. Però, va sottolineato, come la FIFA abbia presentato queste pause come hydratation break e non cooling break, che invece è previsto esclusivamente quando le temperature arrivano a superare una predeterminata soglia.

«Quando ho visto i giocatori restare fermi durante una pausa per il caldo mentre i tempi televisivi dettavano il ritmo della partita – ha continuato Klopp – non ho potuto fare a meno di chiedermi: a chi serve davvero il Mondiale? Ai tifosi? Ai giocatori? 0 agli inserzionisti?». Secondo le stime, uno spot di 30 secondi durante le partite della fase iniziale costa ad alcuni marchi sui 200.000 dollari, cifra che sale a 750.000 dollari quando gioca la nazionale americana. La pausa introdotta dalla FIFA dura tre minuti per tempo, sono poi i broadcaster a decidere se e per quanto mandare in onda i vari spot commerciali.

«Il calcio è preso in ostaggio da dirigenti seduti in uffici climatizzati – ha concluso Klopp –. Una partita dovrebbe scorrere come un fiume. Invece costruiamo dighe per permettere il passaggio della pubblicità. E pericoloso per lo spirito del gioco. Il calcio era l’evento principale, ora rischia di diventare la musica di sottofondo di uno spettacolo pubblicitario. Il pallone dovrebbe essere la vera star. Il rischio è che il calcio diventi solo l’interruzione tra una pubblicità e l’altra».

Una posizione quella di Klopp che trova appoggio nel sentimento dei vari commissari tecnici riguardo a questa ultima novità. Le pause «non mi piacciono. Vanno bene quando le condizioni sono estreme, ma quando sono buone è superfluo», ha dichiarato il Ct degli USA Mauricio Pochettino. «Quei tre minuti interrompono tutto. Dobbiamo adattarci. Ma le emittenti sono contente, no?», ha osservato invece il tecnico della Francia Didier Deschamps.

Infine, Klopp non è nuovo a questi attacchi diretti sulle decisioni della FIFA. Ancora quando era un allenatore in carica, il tedesco nel 2021 ha accusato l’organo presieduto da Infantino di «non ascoltare i calciatori», costringendoli a «calendari disumani» che «spremono i giocatori come limoni» per l’introduzione della Nations League e, poi, del Mondiale per Club. Nel 2022 è stato il primo a contestare la decisione di svolgere i Mondiali in Qatar. «Non dovremmo essere qui a dicembre – disse –. È stato tutto deciso anni fa per motivi che conosciamo».

Temi

À propos de Publisher