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·5 janvier 2026

Napoli, grandi oltre le assenze: Conte reinventa la squadra e rilancia il bis Scudetto

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Alzi la mano chi, a inizio stagione, avrebbe immaginato un Napoli capace di esprimere questo rendimento nonostante una lunga e pesantissima emergenza infortuni, commenta Eurosport.

Napoli, grandi oltre le assenze: Conte reinventa la squadra e rilancia il bis Scudetto

Lukaku, Anguissa, De Bruyne, Gilmour, Meret: una lista che, per molte squadre, avrebbe significato ridimensionamento e alibi. Per Antonio Conte, invece, è stata l’occasione per dimostrare ancora una volta la sua capacità di trasformare le difficoltà in opportunità.


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1) Dall’emergenza alla forza: il Napoli trova una nuova identità

Conte ha lavorato senza sosta, cambiando pelle alla squadra quasi settimana dopo settimana. Moduli rivisti, gerarchie ridisegnate, ruoli adattati. Alla fine, la scelta è caduta su un 3-4-2-1 inedito, che sulla carta poteva sembrare una soluzione di compromesso e che invece si è rivelato sorprendentemente efficace.

Gli interpreti sono la vera chiave del successo: Juan Jesus centrale di una difesa solida, Elmas reinventato, McTominay affiancato a Lobotka in una mediana di equilibrio e intensità. Un Napoli diverso, ma coerente, capace di vincere la Supercoppa Italiana e di ripartire con decisione dopo le battute d’arresto contro Benfica e Udinese.

Conte continua a ripetere che “il Napoli non è pronto per dominare”. Eppure, quanto visto all’Olimpico contro la Lazio racconta altro: una vittoria di pura autorità, costruita con controllo del gioco, solidità mentale e brillantezza fisica. Se quello non è dominio, almeno per lunghi tratti, poco ci manca.

2) Politano rilanciato: le panchine come carburante

Matteo Politano non aveva mai davvero smesso di essere utile, ma qualche esclusione iniziale ha avuto un effetto evidente. Il ritorno nell’undici titolare è stato accompagnato da maggiore intensità, fame e lucidità. Anche in un ruolo tutt’altro che semplice: esterno a tutta fascia.

Conte ha gestito con intelligenza una convivenza potenzialmente complicata con David Neres, mantenendo il brasiliano sul centro-destra e restituendo a Politano centralità e responsabilità. Il risultato è un esterno ritrovato, decisivo anche nei numeri: da suoi cross nascono i gol di Spinazzola e Rrahmani. Un dato tutt’altro che banale, considerando che Politano non forniva due assist nella stessa partita dalla prima giornata contro il Sassuolo.

3) Un Napoli che non dipende dai singoli

La Supercoppa Italiana è arrivata grazie ai gol di Rasmus Hojlund e David Neres: tre reti per il brasiliano in due partite, una per il danese. Alla ripresa del campionato, è stato ancora Hojlund a firmare la doppietta decisiva a Cremona. Ma il vero salto di qualità del Napoli di Conte è un altro: l’assenza di dipendenze.

Non dipende dalle incursioni di McTominay, ora impiegato in una versione più prudente. E non dipende nemmeno dai gol o dagli assist dei suoi attaccanti principali. Contro la Lazio, Hojlund e Neres hanno lavorato per la squadra, lasciando i riflettori a Spinazzola, Rrahmani e Politano. Prestazioni diverse, stesso risultato.

Questa è la forza di un gruppo che guarda in alto: avere risposte concrete da ogni reparto, in ogni momento. Una squadra che sa cosa vuole e come ottenerlo.

Un sogno che prende forma

Il Napoli di oggi è solido, flessibile e consapevole. Ha superato infortuni, critiche e momenti di difficoltà senza perdere direzione. Conte predica prudenza, ma i fatti raccontano di una squadra che ha ritrovato identità e ambizione. Il bis Scudetto non è più un’illusione lontana: è un obiettivo reale, alimentato da prestazioni, risultati e una convinzione che cresce partita dopo partita.

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