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·2 janvier 2026
Napoli, l’addio al veleno di Costanzo: si ritira a 23 anni. “Vanno avanti gli amici, io ho scelto di restare pulito”

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·2 janvier 2026

A volte il sogno si spezza molto prima del fischio finale. È la storia di Davide Costanzo, ex difensore e capitano della Primavera del Napoli nel biennio 2020-2022, che a soli 23 anni ha deciso di dire basta. Un addio al calcio giocato che non passa inosservato, non tanto per la carriera interrotta precocemente – dopo aver sfiorato la Serie A senza mai esordirvi, ha militato nelle serie minori tra Portici, Nola, Angri, Pompei e Frattese – quanto per il durissimo j’accuse lanciato contro il sistema che lo ha cresciuto e poi, a suo dire, deluso.
Affidando i suoi pensieri ai social, Costanzo ha scritto una lettera d’addio che suona come una denuncia a cuore aperto contro le dinamiche “politiche” del pallone. “Ho capito, purtroppo, che il calcio è un mondo dove il merito conta meno dei favori”, si legge nel post diventato virale in poche ore. “Dove chi ha gli agganci va avanti, e chi ha solo valore resta fermo”. Parole pesanti come macigni, che raccontano la disillusione di un ragazzo partito a 4 anni con un sogno e scontratosi con una realtà fatta di ipocrisia.
L’ex gioiellino del vivaio azzurro non risparmia stoccate nemmeno all’ambiente circostante, descrivendo la solitudine vissuta una volta spenti i riflettori della maglia azzurra: “Attorno a me, nel momento buono, eravate in tanti. Ma quando il buio è arrivato, quasi tutti sono spariti. Se oggi smetto, non è perché non ne sono capace”, conclude con orgoglio Costanzo, “ma perché questa non è più una strada né sicura né giusta. Se questo sistema chiama ‘fallimento’ l’essere rimasto pulito, allora rifarei tutto”.
Andrea Alati









































