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·20 février 2026
Napoli, McTominay: “Potrei restare qui a lungo! Conte è unico, mi ha cambiato”

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Scott McTominay, al momento in dubbio per Atalanta-Napoli, ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva al Corriere dello Sport.
“Questo calcio è troppo morbido. Un tocco può portarti al giallo. Da ragazzo mi insegnavano a contrastare con forza e con onestà. Conte è unico, mi ha cambiato. Amo Napoli ed i napoletani, potrei vedermi a lungo qui. Siamo pagati tanto per allenarci: devi divertirti, ma giocare con serietà. Troppi infortuni? Solo sfortuna: difficile gestire l’emergenza”. Sono tanti i temi toccati al Corriere dello Sport da Scott McTominay: di seguito l’intervista completa.
NAPOLI
“Ammiro i tifosi e più in generale i napoletani. La loro attitudine è molto simile a quella di casa mia, quindi riesco a relazionarmi facilmente con loro. Amo questo luogo. Molte cose. Il clima, la gente che è molto accogliente, il cibo è incredibile, la cultura. La vista dal centro di Napoli poi è bellissima”.
RUOLO
“Sono sempre stato un centrocampista, un numero 8 che può fare un po’ di tutto: inserirsi, ma anche aiutare la squadra nella costruzione, nella difesa, uno che dà una mano ai compagni insomma”.
CONDIZIONI
“Giocherai? Non lo so ancora. Ho un problema al tendine che bisogna gestire, non è semplice. Sto dando il massimo per esserci domenica. Come giocatore è dura arrivare al centro sportivo e non poterti allenare con i compagni. Voglio disperatamente giocare, ma deve essere sicuro del mio stato”.
RINNOVO
“Il mio agente non ha comunicato con nessuno riguardo al mio futuro. Parla solo con me e con il club. Non ha detto nulla ai giornali. Io sono estremamente felice qui e, per quanto mi riguarda, sono un giocatore del Napoli, è tutto quello a cui penso. Il futuro è molto importante e potrei vedermi nel Napoli per molto tempo. La mia famiglia è felice, io sono felice. È un momento fantastico, vivo qualcosa di diverso da un anno e mezzo a questa parte. Finché tutti nella mia vita sono felici, lo sono anche io”.
LAVORO
“Prendo il mio lavoro estremamente sul serio perché è quello per cui sono pagato. Penso che in generale i calciatori siano pagati tanto per allenarsi e giocare, e se non puoi essere serio in quelle due ore di lavoro non stai facendo bene. Devi divertirti, certo, ma fuori dal campo e allora puoi scherzare con gli amici e i compagni. In campo bisogna imparare il più possibile. In campo io divento un altro”.
SIMULAZIONI
“Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo… Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva”.
SCOZIA
“È una decisione che ho preso molto tempo fa. Sono sempre stato legato a entrambi i nonni, sia a quelli inglesi sia a quelli scozzesi. Sono nato in Inghilterra, ma ho fatto quella scelta e non l’ho tradita. Amo la Scozia, amo vedere i miei nonni, i miei zii, i cugini, la famiglia… sono molto soddisfatto”.
CRESCITA
“Tatticamente l’Italia è diversa dalla Premier League. Ho dovuto adattarmi e imparare molto velocemente come giocare, quali movimenti fare, come smarcarmi, come diventare un problema nell’area avversaria e anche come difendere. Una bella curva di apprendimento e mi sono goduto ogni minuto perché mi piace imparare il calcio tatticamente”.
CONTE
“Ci alleniamo molto, lavoriamo duramente, questo spiega il successo dell’anno scorso, la vittoria del campionato e della Supercoppa. Il lavoro che fai a porte chiuse emerge nelle partite. Cambiano i volumi di lavoro, l’intensità, ma i giocatori rispettano le indicazioni e devono dare il massimo ogni giorno. Antonio è un grande allenatore, molto forte, appassionato, conosce benissimo il calcio. È diverso da chiunque altro io abbia avuto in passato… Il senso di incertezza che infonde: con lui devi dare il massimo o hai un problema”.
SCUDETTO
“Dobbiamo continuare a lavorare normalmente, senza parlare troppo del campionato. Prendiamo una partita alla volta e vedremo come finirà”.
HOJLUND
“È un grande. Un amico. Sono vicino anche a Billy (Gilmour), Rasmus, Sam Beukema, Kevin (De Bruyne), Rome. Rasmus è cresciuto molto da quando l’avevo visto la Manchester, è più forte e veloce. Ha un grande futuro e sono felice per lui. Ciao boss”.
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